A Montecitorio una Sala dedicata alle Donne della Repubblica

Una stanza tutta per loro: per le donne che hanno fatto l’Italia e per quelle che verranno. Per la storia già scritta e per quella ancora da scrivere.Oggi, a Montecitorio, nei corridoi e nelle stanze di rappresentanza non ci sono più solo busti degli uomini illustri nella storia della nostra Repubblica, con l’unica eccezione di Nilde Iotti, ma anche le immagini delle donne italiane che per prime hanno ricoperto cariche nelle istituzioni.

Nella Sala dedicata alle Donne ci sono le 21 Costituenti elette nel ’46 che parteciparono alla stesura della nostra Carta fondamentale. Ci sono i volti delle prime dieci sindache, che nello stesso anno, presero in mano l’amministrazione di città dal nord al sud del Paese da portare fuori dall’emergenza della guerra. E poi ci sono i ritratti della prima ministra, Tina Anselmi, della prima a sedere sullo scranno più alto di Montecitorio, Nilde Iotti, della prima a guidare una regione, Anna Nenna D’Antonio.

Ma il cammino per la piena parità nelle istituzioni non è ancora concluso. Nessuna donna ha mai ricoperto le cariche di Presidente della Repubblica, Presidente del Senato e Presidente del Consiglio.
Per questo nella Sala delle Donne c’è una parete con tre specchi. Alle ragazze che verranno in visita a Montecitorio e che vedranno la propria immagine riflessa in quella cornice dico: “Potresti essere tu”.
Perché, come dice la Costituzione, con impegno, preparazione e autostima, nessun traguardo è precluso alle donne.

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5 commenti su “A Montecitorio una Sala dedicata alle Donne della Repubblica

  1. luigi crocco dice:

    Bellissima esposizione ma sul ristretto tempo destinato alla politica migliore da oggi è necessario sollevare dalla povertà parziale e/o assoluta decine di milioni di cittadini italiani ed Europei col salario e/o pensione svalutata in italia dal 2001 oltre 50% per il raddoppio del prezzi sui beni al consumo , Ma sulla Risoluzione Europa 6 luglio 2011 sulla crisi e l’occupazione pagina 3/12 N. 13 -14 il parlamento dei 28 stati dopo il 2013 fino al 2018 invita di trovare un metodo per un futuro in eurobbligazioni al 60% PIL/debito Pubblico , 23 milioni minimo di persone economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza che valga anche in America sulla concorrenza dei Bond Usa,
    Nb L’ altro ieri informato il Presidente della Repubblica On Matterella sulla procedura urgente da applicare

  2. luigi crocco dice:

    l tuo commento è in attesa di moderazione.
    lug 25, 2016
    Bellissima esposizione ma sul ristretto tempo destinato alla politica migliore da oggi è necessario sollevare dalla povertà parziale e/o assoluta decine di milioni di cittadini italiani ed Europei col salario e/o pensione svalutata in Italia dal 2001 oltre 50% per il raddoppio del prezzi sui beni al consumo , Ma sulla Risoluzione Europa 6 luglio 2011 sulla crisi e l’occupazione pagina 3/12 N. 13 -14 il parlamento dei 28 stati dopo il 2013 fino al 2018 invita di trovare un metodo per un futuro in eurobbligazioni al 60% PIL/debito Pubblico , 23 milioni minimo di persone economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza che valga anche in America sulla concorrenza dei Bond Usa,
    Nb L’ altro ieri informato il Presidente della Repubblica On Matterella sulla procedura urgente da applicare
    Rispondi

  3. ablasoR dice:

    EVVIVA, questa è una eccellente iniziativa !

    Io non potrei specchiarmi pensando di poter diventare quello che nessun altra donna è mai diventata prima.
    Sono una nonna felice che parla al nipotino dell’Europa bella, di come e perché è stata sognata e creata con ideali pacifici, generosi e umanisti. Gli parlo di quando da giovane studentessa federalista ( una delle poche donne tra tanti maschi ) facevo firmare le petizioni per l’elezione diretta dei parlamentari Europei…
    Gli dico che il giorno in cui sono andata in Consolato a votare per la prima volta “alle Europee” esultavo di gioia, anche perché portavo in grembo lsua Mamma cioè mia figliola (quindi l’avvenire dell’Europa) e speravo tanto in una Europa più giusta e più equamente generosa di quanto si è ahimé dimostrata recentement !!!
    Io risiedo da tempo a Bruxelles.
    Potrei, in occasione di un prossimo soggiorno in Toscana, venire a Roma.
    Vorrei chiederle, gentile Presidente Boldrini, cosa e come dovrei fare per visitare la “stanza tutta per noi Donne”?
    Ringraziandola, la saluto cordialmente,

  4. roberto proietti dice:

    La sala rimane chiusa per 5 giorni, ogni 28.

  5. Sabrina Bianchi dice:

    Credo che l’iniziativa della Presidente Boldrini sia stata molto positiva per le ragioni che esporrò di seguito.
    Le donne nel corso della storia, purtroppo, per motivi legati alla nostra cultura latina, sono sempre state emarginate dalla società sia dal punto di vista dell’accesso all’istruzione sia per quanto riguarda l’accesso al mondo del lavoro. La donna, insomma, è stata vista per molti secoli soltanto nel ruolo di ‘angelo del focolare domestico’.
    Purtroppo questi pregiudizi esistono sempre nel nostro paese e non solo, basti vedere che le donne continuano a percepire stipendi inferiori rispetto agli uomini anche nell’ambito dello stesso settore lavorativo; ma pensiamo anche alle le c.d. ‘quote rosa’, per non dire che esistono ancora delle professioni che prevedono una più facile licenziabilità della donna in stato di gravidanza.
    Eppure le donne stanno dimostrando da secoli di saper affermare magistralmente il loro ruolo in tutti i campi del sapere, del lavoro, basti pensare che negli ultimi anni, specie dopo la crisi del 2008, sono aumentate moltissimo le famiglie in cui è la donna a lavorare e, al tempo stesso, a portare avanti la famiglia, specie nel caso di separazioni e/o divorzi.
    Ritengo che sia ancora molto lunga la strada verso la completa parità fra i sessi, ovviamente mi riferisco all’Italia ma anche a molti paesi in cui è la religione la causa di questo drammatico fenomeno.
    Ringrazio la Presidente Boldrini di tutto ciò che sta facendo, in quanto Presidente della Camera, al fine di poter eliminare definitivamente questi tabù legati al ruolo che la donna può svolgere nella società.
    Sabrina Bianchi