Garibaldi e l’Isola partecipata, i cittadini cambiano il quartiere

bertellidi Agnese Bertello

Tra luglio e dicembre 2012, il quartiere Isola di Milano è stato teatro del primo vero percorso di progettazione partecipata su incarico del Comune.

Il percorso  – che i partecipanti hanno battezzato “Garibaldi e l’Isola partecipata” – aveva l’obiettivo di fornire ai cittadini strumenti e occasioni per elaborare in maniera autonoma delle proposte in merito a due progetti: la riqualificazione del Cavalcavia Bussa, un ampio e desolato ponte, una specie di piazza sospesa sui binari della stazione Garibaldi, e la creazione di una Casa del quartiere, di cui bisognava scegliere la collocazione definitiva, così come le funzioni specifiche e gli aspetti gestionali e operativi.

Un lavoro – la cui regia è stata affidata a Marianella Sclavi – concreto, dai ritmi serrati, che è cominciato con una passeggiata che ha visto cittadini, esperti, tecnici, amministratori, consiglieri, andare tutti assieme a vedere i luoghi, gli spazi che avrebbero interessato l’impegno di co-progettazione che li avrebbe coinvolti. “L’architettura si fa con i piedi”, diceva Bernardo Secchi, “e con il confronto creativo”, aggiunge la Sclavi.

Il Confronto Creativo inizia ascoltando l’esperienza che gli abitanti hanno del quartiere, raccolta con una sessantina di interviste e sintetizzata in un ritratto polifonico del quartiere con le sue storie, i suoi punti di forza e problemi. È così che all’Isola si è riusciti a mettere insieme una Cabina di regia di una cinquantina di persone capaci, appassionate e tenaci, che, anche grazie a un blog e un sito su cui venivano pubblicate foto, resoconti delle riunioni, votazioni, documenti ufficiali e mappe, è riuscita a mantenere costante e intenso lo scambio con il quartiere.

Un susseguirsi di approfondimenti su buone pratiche presenti altrove (es. le case di quartiere di Torino, la Promenade Plantée di Parigi), laboratori, incontri con esperti, hanno preparato i due momenti centrali: l’Open Space Technology (OST) per riflettere sulla Casa del quartiere e una Charrette, un’intera giornata per disegnare tutti insieme, architetti di fama internazionale, studenti, artisti e cittadini, il nuovo Bussa.

“Cosa deve assolutamente esserci nella Casa del Quartiere Isola perché sia davvero la nostra casa?” è stata la domanda dell’Open Space Technology. Risposte: organizzazione flessibile degli spazi,una biblioteca/emeroteca, sala musica, una cucina usabile su prenotazione anche per feste di famiglia,ecc..La “Charrette” ha visto otto tavoli al lavoro per un’intera giornata, su ognuno strumenti da disegno e materiali per costruire plastici e arrivare al progetto di fronte al quale ognuno dica. “Sì, lo riconosco, è questa la soluzione che ci piace!!”

Ma l’esperienza di democrazia deliberativa non è finita con la consegna di queste proposte alla Amministrazione. Sono stati infatti scelti 4 portavoce per il monitoraggio delle decisioni di implementazione e due rappresentanti come membri delle giurie nei bandi architettonici di gara relativi ai due progetti. Un piccolo nucleo di cittadini con il compito di garantire la rispondenza dei progetti finali alla volontà maturata durante tutto il percorso.

Agnese Bertello è una facilitatrice, collabora con la professoressa Marianella Sclavi, ha curato la realizzazione del percorso di progettazione partecipata nel quartiere Isola di Milano. 

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Un commento su “Garibaldi e l’Isola partecipata, i cittadini cambiano il quartiere

  1. trovskj trovskj dice:

    siamo tutti con laura boldrini! !!!!!!!!!