Il dramma di Chiara e la speranza di Be Free

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Chiara, 19 anni, da due settimane si trova nell’ospedale romano San Camillo, lottando tra la vita e la morte.

Ce l’ha mandata con le sue botte l’uomo con il quale da qualche tempo conviveva a Casal Bernocchi, periferia sud di Roma. Oggi sono andata a far visita a lei e ad incontrare i suoi genitori, che stazionano davanti al reparto di Rianimazione. Mi hanno raccontato di certi lividi sospetti, dei loro tentativi di sottrarla a quell’uomo violento: “l’ultimo giorno era sul punto di tornare finalmente a casa, ma non ha fatto in tempo”. Parlano perché non vogliono che succeda di nuovo ad altre ragazze.

E’ il punto essenziale: della violenza contro le donne bisogna parlare, per rompere la mentalità vecchia e pericolosa secondo la quale i panni sporchi si lavano in famiglia. Finché questa violenza rimarrà un fatto privato, un segreto chiuso dentro le pareti domestiche, si ripeterà. E invece è un fatto pubblico, “politico”, che riguarda tutti, anche le istituzioni. E’ una grave violazione dei diritti umani che ha enormi costi per la società: l’assistenza medica, psicologica, la tutela giudiziaria, il lavoro perso. Una gigantesca dissipazione di vita e di risorse, alla quale non ci si può rassegnare.san-camillo1-sito

Come non si rassegnano le operatrici della cooperativa Be Free, che a poche decine di metri dal letto in cui Chiara lotta per la vita mandano avanti dal 2009  lo Sportello Donna. 24 ore su 24 sono lì, in una stanzetta del Pronto Soccorso del San Camillo, disponibili ad accogliere le denunce di chi arriva in ospedale dopo essere stata pestata da un uomo e spesso fa fatica a dirlo e ammetterlo. “I violenti – mi dice Anna scorrendo le statistiche degli interventi – appartengono a tutte le fasce sociali e culturali, senza distinzioni.” In un luogo di sofferenza, un presidio di civiltà che dà speranza.

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3 commenti su “Il dramma di Chiara e la speranza di Be Free

  1. nicola quadraro dice:

    Grazie, Presidente, per l’attenzione e l’impegno da Lei dedicati al gravissimo problema della violenza contro le donne. Dio La.benedica.

    PS. Non sono una donna e per fortuna nella mia famiglia ( in senso ampio) episodi del genere non si verificano. Tuttavia capisco la sofferenza fisica e psichica di chi deve subire maltrattamenti o peggio.

  2. Roberta dice:

    Ho due figlie e una nipote, il mio terrore era silenzioso e cercavo di non trasferirlo a loro per evitare che modificassero le loro abitudini. Ma ieri mia figlia grande, la mamma di Iris 4 anni e mezzo, mi ha detto ” mamma ho paura per lei, ma cosa sta succedendo intorno a noi?”. COSA RISPONDERLE? CHI AIUTERA’ IRIS E TUTTE LE BAMBINE COME LEI? E QUELLE PIU’ GRANDI?

  3. Miriam dice:

    Presidente Boldrini, Lei è il volto di umanità che mancava e che riavvicina i cittadini alla politica. Grazie.

    Cordialmente e buon lavoro.