Immigrazione, se le Regioni boicottano siamo meno credibili in Ue

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Il tema dell’immigrazione è al centro della mia intervista al quotidiano La Repubblica del 14 giugno. Ecco il testo.

di Liana Milella

ROMA – Rimpatri forzati? «Non è ammesso rimandare indietro chi chiede asilo, a causa di guerre o persecuzioni ». La linea dell’Italia? «Apprezzo lo sforzo che stiamo facendo». Il piano Juncker? «Da sostenere». Gli stati che lo boicottano? «Si comportano come alcune delle nostre regioni ». Così la presidente della Camera Laura Boldrini sull’emergenza immigrati.

L’Italia sta diventando un paese xenofobo?

«C’è chi vorrebbe renderlo peggiore e s’inventa qualsiasi cosa pur di snaturare il suo Dna, basato sulla naturale apertura e accoglienza in quanto storico crocevia di popoli, religioni, lingue. Per fortuna ci sono molti anticorpi e gli italiani non amano le vie facili, sbrigative, e anche esasperate».

Però la reazione della gente, anche di sinistra, sembra far pendere la bilancia verso il rifiuto degli immigrati.

«Alla stazione Tiburtina di Roma oggi è accaduta una cosa molto bella, la gente spontaneamente ha portato vestiti e bibite ai migranti. C’è chi compie gesti di solidarietà verso donne incinte e madri con bambini piccoli. Ma non sottovaluto le preoccupazioni di chi non è pronto a reagire così perché si sente minacciato da queste presenze».

Non ha l’impressione che il fronte del totale rifiuto sia maggioritario anche di fronte a immagini tristissime come quelle della stazione di Milano?

«Quelle immagini colpiscono, fanno male a tutti. La domanda: perché questa gente sta alla stazione? Perché vuole andare via dall’Italia appena possibile. Nel frattempo bisogna dare condizioni dignitose di attesa. Poi bisogna convincere i partner europei a riconsiderare il regolamento di Dublino, secondo il quale la domanda d’asilo deve essere fatta nel primo Paese Ue in cui si arriva».

La Francia, come dimostra Ventimiglia, chiude le frontiere, si rischia lo scontro diplomatico, che può fare l’Italia?

«Ufficialmente nessuno ha ancora chiesto la sospensione di Schengen, il cui compleanno è domani, e da 30 anni consente la libera circolazione. È una delle conquiste più alte, e non può certo essere messa in discussione».

L’agenda Juncker può andare in porto nonostante i rifiuti?

«È una proposta da sostenere che punta alla condivisione degli oneri».

Ma non vede che lo stop all’accoglienza ormai è un fatto, in Europa come in Liguria e in Veneto?

«Se chiediamo all’Europa una condivisione con quale credibilità lo facciamo se poi all’interno del nostro Paese viene meno lo stesso spirito? Rimproveriamo alla Ue di non fare abbastanza, ma alcuni presidenti di Regione attuano esattamente quello che alcuni Stati dell’Unione fanno con noi».

Accusa le Regioni di comportarsi come la Francia?

«Sto alle cifre. Com’è possibile che in Sicilia ci sia ancora il 20% di chi è arrivato quest’anno, mentre in Lombardia solo il 9%? In proporzione alla popolazione dovrebbe essere il contrario. Il punto è come viene raccontata la questione, la benzina che viene gettata sul fuoco. Apprezzo Renzi quando dice no alla paura perché i numeri non lo consentono, anche se il Paese viene descritto come sotto assedio».

L’arrivo di migliaia di persone non è un fatto innegabile?

«Sì, ma innanzitutto va considerata la loro provenienza e allora si capisce anche cosa fare. Decine di migliaia di eritrei fuggono da un Paese dove le libertà sono azzerate, come riportato anche nell’ultimo rapporto dell’Onu. Dobbiamo adoperarci perché il regime cambi politica. Il problema va risolto alla base».

Le attuali proposte di bloccare i migranti alla partenza?

«Né efficaci, né realistiche. Chiusa una strada se ne aprirà un’altra perché questa gente non ha nulla da perdere. Succede dal 400 a.C., lo raccontava già Euripide».

La sua proposta?

«Uno, sostenere il piano Juncker affinché nasca una nuova dimensione europea dell’asilo. Due, intervenire nei Paesi dove c’è repressione e violenza. Tre, cercare di ridurre il numero di chi rischia la vita in mare dando un’alternativa alla trappola dei trafficanti. Quattro, domanda di asilo nei paesi nord africani di transito ».

Rimpatri, necessari o una forzatura?

«Nel 2009 l’Italia, Maroni ministro dell’Interno, ha fatto i respingimenti in alto mare e per questo nel 2012 è stata condannata dalla Corte dei diritti dell’uomo. Una cosa sono i migranti economici che se irregolari possono essere rimpatriati. Altra cosa i richiedenti asilo. Ora parliamo proprio di loro, tutelati da norme nazionali e internazionali».

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Un commento su “Immigrazione, se le Regioni boicottano siamo meno credibili in Ue

  1. andrea dice:

    Signora boldrini presidente della camera dei deputati di un governo incostituzionale non eletto dai cittadini non crede sia ora di alzare la testa prendere la situazione in mano dire al UE che noi nn paghiamo più nessun debito pubblico.finche la situazione migranti che dovrebbe essere interesse di tutta l’Europa non viene risolta dal unione degli stati membri.l Italia è sollevata da qualsiasi impegno o debito con gli Stati membri.questo è il messaggio da dare