La Commissione internet va nelle scuole per incontrare gli studenti

E’ la connessione wi-fi la prima cosa che guardate entrando in un locale? E’ il telefonino il primo oggetto su cui mettete gli occhi quando vi svegliate e l’ultimo che controllate prima di andare a dormire? Avete paura di potere essere vittime di qualche atto di bullismo? Sono alcune delle domande che ho rivolto agli studenti dell’Istituto ‘Leonardo da Vinci’ di Roma incontrati stamattina, insieme al professor Stefano Rodotà, nell’ambito del tour della Commissione Internet di Montecitorio nelle scuole.

Interrogativi legati al fatto che internet è ormai parte irrinunciabile della nostra vita. Per questo ho aggiunto che chi fa le leggi non può non occuparsene. Credo che sia compito delle istituzioni assicurare le stesse opportunità di accesso alla rete e la dovuta conoscenza per sfruttare al meglio questo spazio. Ma non solo questo. La politica deve anche assumersi la responsabilità di garantire a tutti libertà e rispetto dei diritti delle persone, anche nello spazio digitale.

Così, in questa legislatura ho voluto creare una Commissione di studio, composta da deputati ed esperti, che si occupasse di internet e che ha elaborato una Carta dei diritti e dei doveri in Internet, sottoposta poi anche al parere dei cittadini attraverso una consultazione pubblica.

Adesso, questa Commissione, grazie a un accordo con il MIUR,  esce dal Parlamento e va nelle scuole, proprio per parlare del suo lavoro con gli studenti di tutta Italia. Lo ha fatto poche settimane fa con i giovani dell’istituto ‘Avogadro’ di Torino, adesso con quelli della capitale, prossimamente in altre città italiane. Agli studenti del ‘Leonardo da Vinci’ ho ricordato che Internet è uno spazio di libertà, il più grande che l’umanità abbia mai avuto a disposizione, ma che va difeso da chi vuole sporcarlo, inquinarlo e renderlo impraticabile, per esempio alle donne. E anche sul web la nostra libertà non può travalicare quella degli altri.

Ho consigliato loro di pensare a due cose quando condividono una foto o un video: la prima è che dall’altra parte della tastiera o dello smartphone c’è una persona in carne ed ossa, la seconda che ciò che mettiamo su Internet può avere conseguenze e condizionare, nel bene o nel male, il vostro futuro. Infine, abbiamo parlato di bufale, di hate speech, di bullismo e li ho invitati a non avere paura di denunciare chi tenta di umiliarvi con un commento, con una foto o con un video perché chi si deve vergognare è chi offende. Il vigliacco è il bullo.

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