“La conoscenza è un diritto per i cittadini che navigano sul web”

PoliticaLa presentazione della Dichiarazione per i diritti in Ineternet elaborata dalla Camera dei deputati nell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 28 luglio.di Martina Pennisi

Internet ha la sua Costituzione. Una carta che (per ora) non ha alcun valore normativo ma fissa 14 punti cardine per accompagnare i futuri sviluppi sociali e commerciali. A redigerla una commissione di esperti presieduta dal giurista Stefano Rodotà e fortemente voluta dalla presidente della Camera Laura Boldrini.  «È la prima volta che un Parlamento produce una dichiarazione sui diritti di Internet di ispirazione costituzionale e di portata internazionale», spiega Boldrini, sottolineando come la presa di posizione sia necessaria in un momento storico in cui Internet è «essenziale nella vita di ognuno di noi e nelle possibilità di sviluppo dei singoli cittadini e delle aziende». Ecco perché bisogna intervenire «con investimenti pubblici nelle infrastrutture per azzerare il divario digitale in tutto il Paese» ma è anche necessario fissare «un insieme di principi». A partire da quello che Boldrini stessa considera perfetta sintesi dell’intera carta: l’articolo 2 secondo cui l’accesso a Internet è un diritto fondamentale. Un vecchio pallino, questo, di Rodotà, che l’avrebbe voluto inserire direttamente in Costituzione.

Rispetto alla prima bozza dell’ottobre 2014 è stato inoltre rafforzato il diritto alla conoscenza, tema delicato in quanto parallelo e per certi versi tangenziale a quello del diritto d’autore. Nella carta, articolo 3, si fa riferimento a «creazione, uso e diffusione della conoscenza in Rete intesa come bene accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto». Priorità, quindi, alla creazione dei contenuti e alla possibilità di accedervi.
Come si sposa con la tutela del diritto d’autore, affidata nei nostri confini dal marzo del 2014 all’applicazione del regolamento Agcom? Secondo Boldrini i due concetti «coesistono in modo molto equilibrato». «Nello stesso articolo – prosegue – si afferma che debbono essere presi in considerazione i diritti derivanti dal riconoscimento degli interessi morali e materiali legati alla produzione delle conoscenze». Di chi le realizza e firma, in sostanza.

Nel caso della conoscenza non viene, come invece accade in quello del diritto all’oblio, presa in considerazione la possibilità del cittadino di rivolgersi a un giudice per farlo valere. Come fa notare l’avvocato Guido Scorza, «la sentenza della Corte di giustizia europea sulla possibilità di eliminare le proprie tracce dalla Rete ha aiutato a essere più netti, mentre il tema di diritto d’autore e conoscenza è ancora al vaglio sia a Bruxelles sia in Italia, dove la Corte costituzionale deve dire la sua sul regolamento Agcom».
L’equilibrio citato da Boldrini torna quando si parla di diritto all’inviolabilità dei sistemi, tema di particolare attualità dopo l’attacco alla ditta milanese Hacking Team che vende ai governi, quello italiano compreso, programmi che si installano nei computer come virus. La carta dice che «i sistemi e i dispositivi informatici di ogni persona e la libertà e la segretezza delle sue informazioni e comunicazioni elettroniche sono inviolabili». Salvo «casi e modi stabiliti dalla legge».

Importante alla vigilia dell’adozione del sistema pubblico di identità digitale nostrano (Spid), che garantirà accesso unitario ai servizi della pubblica amministrazione, anche il passaggio su «attribuzione e gestione dell’identità digitale da parte delle Istituzioni pubbliche che devono essere accompagnate da adeguate garanzie, in particolare in termini di sicurezza». A questo proposito, Boldrini sottolinea il contributo dell’intergruppo parlamentare per l’innovazione, che oltre a occuparsi di temi come lo Spid ha collaborato attivamente alla stesura della carta: «Mi auguro che quanto prima la Dichiarazione faccia da base a una mozione unitaria che impegni il governo a promuoverne i contenuti in contesti nazionali e internazionali», la presidente, chiarendo come il testo sia «un cantiere in evoluzione» e che la commissione «continuerà a lavorare». In novembre l’intenzione è quella di presentarlo all’Internet Governance Forum, che si terrà in Brasile, primo Paese ad alimentare il dibatto con il Marco Civil. Sarà presente Tim Berners Lee, considerato il papà dell’Internet aperta e pubblica. Lo scorso marzo ha dichiarato che ha bisogno di una Magna Charta. Da oggi, l’Italia (e non solo) ha la sua.

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2 commenti su ““La conoscenza è un diritto per i cittadini che navigano sul web”

  1. con tutto il rispetto nei confronti dell’on. Boldrini resto del parere che internet rappresenti un’arma a doppio taglio.

  2. on. Boldrini, per la stima che provo nei suoi confronti, seguo tutti i suoi scritti e le sue interviste. mi dico: ecco finalmente una gran donna, colta, onesta, intelligente e soprattutto con un senso della giustizia prorompente. poi se guardo la nostra società provo solo disperazione. da due generazioni a questa parte trovo nei miei connazionali, molti dei parlamentari compresi, un’ignoranza spaventosa. Lei parla di costituzione quando per molti è una parola vuota. l’ignoranza serpeggia a tutti i livelli. laureati che non conoscono la consecutio temporum e che crescono i figli in modo più che superficiale. io sono medico con una maturità classica conseguita prima di ogni riforma. i miei docenti sia al liceo “Giulio Cesare” di Roma, sia all’università erano durissimi ma hanno fatto di noi degli splendidi medici e splendide persone. i nostri figli sono cresciuti come noi che abbiamo loro insegnato a distinguere il bene dal male, a fare il loro dovere e a vivere nel rispetto verso se stessi e verso le persone. ragazzi invisibili li definirei perché non seguono il gruppo di maggioranza. quando sento o leggo i suoi concetti mi torna l’entusiasmo ma poi in fondo all’anima ho la sensazione che svanisce la speranza. sono convinta che farà molto per il nostro paese ma certamente non potrà cambiare i cuori anaffettivi e i cervelli non pensanti. La prego di seguitarmi a scrivere. un grazie di vero cuore. Luisa Alessandrelli.