L’azione di coraggio degli scout di Portici contro la camorra

ClanPortici2di Davide Rattacaso

Può un cortometraggio spezzare la cortina di ignoranza che favorisce la camorra? Per quello che abbiamo scoperto noi, sì. E possiamo anche aggiungere che oggi, a Portici, in provincia di Napoli, molte più persone lo hanno capito. Mi chiamo Davide Rattacaso, ho 19 anni e sono uno scout, un rover (si chiamano così gli scout maschi dai 16 ai 21 anni, le ragazze si chiamano scolte) del Clan/Fuoco Luna Crescente del Gruppo scout Agesci Portici 2. Sono stato anche Alfiere, cioè rappresentante del mio e di altri due clan durante la Route nazionale Agesci. Ma questa è un’altra storia.

Qui vi racconterò il percorso dalla mia comunità, in preparazione alla Route Nazionale 2015, che si è tenuta a San Rossore, e di come ci abbiamo portato a cambiare in meglio, almeno un po’, la realtà in cui viviamo. In occasione del raduno ci sono state presentate differenti “strade di coraggio” che avremmo potuto intraprendere, tutte interessanti e valide. Abbiamo tuttavia capito che il nostro territorio, che all’apparenza vive solo marginalmente la realtà della camorra, tende a nascondere e mistificare questo male.

Abbiamo capito che dovevamo noi per primi allargare il nostro sguardo, partendo dalla testimonianza di chi questa realtà la affronta ogni giorno, ma anche attraverso la voce dei nostri concittadini. Per questo abbiamo incontrato i protagonisti di una lotta quotidiana, umile eppure coraggiosa, vissuta nelle parrocchie, negli oratori, nei tribunali, nelle strade e nei negozi.

Padre Giorgio Pisano, ad esempio: parroco impegnato contro l’usura, ci ha mostrato quanto questa fosse radicata nel nostro territorio, ci ha insegnato a vedere la città nascosta dentro la città, a guardare oltre le apparenze. Abbiamo incontrato Silvana Fucito, imprenditrice napoletana fra i primi ad aver avuto il coraggio di denunciare il racket. Silvana non si è limitata alla denuncia dei propri aguzzini, ma ha avviato associazioni antiracket, convincendo a denunciare e supportando molte vittime. Ci ha insegnato come l’atto di coraggio di un singolo possa essere la scintilla in grado di innescare un incendio di denunce. Don Luigi Merola, parroco impegnato a strappare i più giovani dalla camorra per riportarli nel mondo della scuola e del lavoro onesto, ci ha insegnato che per cambiare le cose bisogna partire dai bambini, le vittime più innocenti, insegnare loro che trasformarsi in carnefici non sarà una liberazione ma la loro condanna, che la via più stretta è quella che porta alla felicità.

Proponendo alla popolazione alcuni sondaggi abbiamo scoperto quanto fortemente si senta insicura e abbandonata dallo Stato, ma anche poco informata su come agiscono le associazioni a delinquere. È apparso ancora più chiaro, a questo punto, che la base del cambiamento sta nella cultura alla legalità: dunque istruzione ed educazione dei giovani. Le persone (noi per primi) devono diventare consapevoli del potere delle proprie azioni, nel bene e nel male. Abbiamo così realizzato un cortometraggio che attraverso la metafora di una partita a Monopoli mostra come, nel gioco quotidiano dell’economia, diamo forza alla camorra attraverso piccoli atti di illegalità. Lo stiamo mostrando nelle parrocchie e nelle scuole cercando di attuare una forte sensibilizzazione: chi rimane a guardare è già un complice.

Probabilmente oggi nella nostra città molte più persone prima di pagare un parcheggiatore abusivo, prima di comprare un paio di occhiali falsi, prima di cedere a un prestito irregolare, ricorderanno che quei soldi serviranno alla camorra per comprare un pezzo della loro libertà. E torneranno indietro.

Davide Rattacaso, 19 anni, è un Alfiere del Clan/Fuoco Luna Crescente di Portici, in Campania

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