Le parole possono uccidere. Contro il pregiudizio #migliorisipuò

CalviPCdi Massimo Calvi

“Negro”, “terrorista”, “ciccione”, “ladra”. Le parole uccidono, come proiettili.

E sono proprio queste parole, trasformate in pallottole, a colpire alla testa un ragazzo di colore, un fedele musulmano, un ragazzo corpulento, una donna rom, nella campagna sociale lanciata da AvvenireFamiglia Cristiana e Federazione dei settimanali cattolici. Una comunicazione forte, realizzata dall’agenzia Armando Testa, attorno a termini che rappresentano bene la violenza del pregiudizio nella nostra società, oggi.

Immagine4-w

Immagini e parole scelte non a caso, anche in virtù di un’indagine demoscopica realizzata dalla Swg. Lo choc è giustificato, aiuta a riflettere, e ci spinge a superare lo schermo dell’abitudine, perché non è sempre facile riconoscere e smascherare i germi dell’intolleranza che possono annidarsi in ciascuno di noi.

Immagine3-w

E’ proprio così. Più di un italiano su tre se incontra un arabo in aeroporto teme che possa trattarsi di un terrorista. Quattro italiani su cinque si mettono la mano al portafoglio se una “zingara” sale sull’autobus. Tutta colpa del pregiudizio, o meglio, di quello che la narrazione collettiva trasmette alle persone, spingendole a costruirsi un’immagine degli altri diversa da quello che l’esperienza individuale ha detto loro. Ed è proprio in questo margine, tra ciò che ci hanno raccontato e ciò che abbiamo vissuto, che i pregiudizi diventano discriminazione, intolleranza, violenza.

Ma perché tutto possa detonare, arrivando al peggio, ci vogliono altri ingredienti. Uno di questi è rappresentato dalle emozioni: come la paura, l’insicurezza, l’invidia. È questo il percorso che porta ad esempio a provare antipatia per rom e tossicodipendenti, a esprimere atteggiamenti ostili verso i migranti, o non rispettosi nei confronti degli omosessuali, a discriminare una donna sul lavoro.

Immagine2-w

Rom, tossicodipendenti, extracomunitari, musulmani sono le categorie che più sembrano procurare disagio agli italiani. Fino ad avere problemi qualora fossero vicini di casa, colleghi di lavoro, o nel caso dovessero trovarsi allo stesso tavolo per una cena.

Ma ad emergere dall’indagine Swg è molto più di una classifica di chi piace e chi no: è una mappa del pregiudizio diffuso, il fondamento di ogni forma di razzismo. A colpire è anche un altro aspetto: la differenza tra la discriminazione percepita e quella realmente vissuta. Per l’87% degli intervistati in Italia ci sono diffusi atteggiamenti discriminatori legati alle preferenze sessuali e per l’83% alle origini etniche. Mentre il 66% si è sentito discriminato almeno una volta nella vita. Per che cosa? Condizione economica (40%), motivi estetici (36%), peso (35%) e genere (34%).

Immagine1-w

Andando all’origine del problema, ecco che più tollerante risulta chi asserisce di credere molto nel valore della scuola e della formazione, mentre a produrre ostilità verso i migranti sono il senso di insicurezza e la percezione di essere esclusi dalla società. Insomma: la discriminazione non trova terreno fertile dove ci sono cultura ed educazione, prolifera quando a dominare sono le difficoltà e le paure individuali. Da qui si deve ripartire.

Massimo Calvi, 47 anni, sposato, padre di tre figli, è caporedattore di Avvenire. Ha scritto: “Operatore non profit” (Mondadori), “Sorella Banca” (Monti), “Capire la crisi” (Rubbettino)

Share Button

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicatoI campi richiesti sono marcati da *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

7 commenti su “Le parole possono uccidere. Contro il pregiudizio #migliorisipuò

  1. nanni pepino dice:

    IL PREGIUDIZIO NON E’ L’ANTICAMERA DEL GIUDIZIO. NE E’ LA NEGAZIONE.

  2. La Campagna, pur interessante, è realizzata estremamente male, le 4 parole non sono sicuramente tra quelle più significative. Una sola donna ed è apostofata come ladra, di solito lìinsulto è a carattere sessuale.
    Male l’agenzia Armando Testa, che ha firmato la Campagna, e vorrei conoscere lo studio SWG che ha portato ad una scelta così povera.

  3. le parole possono uccidere. mi soffermerei su questa frase che si presta a varie interpretazioni magari tenendo fuori il termine “terrorista”. chi non ha letto “il diritto di essere io” di michela marzano lo faccia. troverà esempi nobili di civiltà. sono un medico nel profondo e pertanto propendo per tutti i deboli. tuttavia, nella scelta politica di oggi, pur essendo di sinistra ravviso delle incongruenze che avremmo potuto evitare. abbiamo fatto chiudere quasi tutte le imprese annullando la produzione. un’impresa che chiude non dà gettito fiscale pertanto meglio favorirla lasciandola aperta. potrebbe non pagare le tasse per qualche anno e calerebbe la disoccupazione. poi un organo di controllo valuterà a distanza quanto far pagare all’imprenditore. elargiamo ingiustamente 80 euro a due categorie di cittadini senza pensare ai pensionati che vivono con 400 euro di pensione o a chi non ha più niente. mi appenano gli immigrati e le morti nel mediterraneo mi fanno piangere ed è giusto che sia così. ma quando si dà loro una casa a scapito degli italiani per 2/3 vado in bestia. i migliori vanno all’estero proprio come dopo la seconda guerra mondiale. l’errore del passato si ripete e allora mi chiedo: ma i nostri politici hanno cervello? unioni civili: siamo lo scandalo europeo. sì alle unioni no alle adozioni. la nostra società non è matura per accogliere un bambino con 2 padri o con 2 madri. verrebbero additati forse giustamente. e se uno di loro fosse pedofilo? tutto dalla vita non si può avere. pensiamo inoltre anche a chi è solo e paga per le famiglie che godono di certi benefici. non lasceranno la pensione di reversibilità a nessuno, pagano tasse per asili, scuole, parchi giochi e chi più ne ha più ne metta. scrivo per lei Presidente della camera che stimo più di ogni altro per il suo senso di giustizia. vorrei fosse lei a far “CAMBIARE VERSO”. LUISA ALESSANDRELLI DA ROMA

  4. Salvatore Carino dice:

    E’ VERO , LE PAROLE POSSONO ANCHE UCCIDERE , SOPRATUTTO DETTE DA UN FIGLIO AL PROPRIO PADRE , QUESTO MI HA DETTO MIO FIGLIO :
    ” PAPA’ , MI FAI SCHIFO , SEI UN FALLITO , SIAMO NEL 2014 E NON RIESCI NEPPURE A GUADAGNARTI I SOLDI PER FARE LA SPESA , SEI UN VAGABONDO CERCATI UN LAVORO ” .
    A NULLA E’ SERVITO RICORDAGLI CHE HO 55 ANNI , LICENZIATO PER RIDUZIONE DI PERSONALE , A 50 ANNI , SORDO E CARDIOPATICO , SENZA GENITORI , AMICI , E PARENTI , A CUI APPOGGIARMI , SOLO UN PICCOLO SUSSIDIO DI MOBILITA’ IN DEROGA , MA DA UN ANNO , BLOCCATO .
    MIO FIGLIO NON MI RIVOLGE PIU’ LA PAROLA , E NON MI GUARDA IN FACCIA , PERCHE’ RITIENE IMPOSSIBILE CHE , IN ITALIA , OGGI , SI POSSA ARRIVARE A TANTO , E CHE LA COLPA SIA SOLO MIA .
    IL PEGGIORE RAZZISMO E’ QUELLO TRA LA PROPRIA RAZZA , PERCHE’ LO SUBISCI CON IMPROVVISA VIOLENZA , NON RIESCI A FARTENE UNA RAGIONE , E TI LASCIA IMPOTENTE .
    QUALCUNO , PRIMA DI ELEGGERSI A PALADINO CONTRO LA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE , SI ASSICURI CHE L’ INQUILINO DELLA PORTA ACCANTO , CHE NON VEDE DA UN MESE , STIA BENE , O , ACCORRESSE AL GRIDO DI AIUTO DI CHI E’ RIMASTO INTRAPPOLATO E MORENTE , DI UN FINTO PROGRESSO .

  5. ugo bolle dice:

    La BOLDRINI si dimostra sempre attenta e sensibile a questioni tanto importanti. E’ vicina alla gente e con la gente di tutti i giorni. Non chiacchiera come molti altri politici ne’ fa proclami ne’ illude le persone . Grazie BOLDRINI!!!!

  6. Miriam dice:

    Gentile Presidente Boldrini,

    volevo rispondere al sig. Calvi, riguardo l’ultima parte del Suo scritto ma, mi auto-censuro.
    Rimango beatamente tra quei cittadini Italiani, (senza cultura ed educazione), che non vogliono l’immigrazione clandestina mascherata da richieste di asilo politico. Felice di non credere alle “favole”.

    Cordialmente

  7. lucio dice:

    Sono d’accordo con quanto ha scritto Ugo.
    Per quanto riguarda le discriminazioni di ogni genere io credo sia molto ma molto stupido farne.
    TUTTI GLI UOMINI E TUTTE LE DONNE SONO UGUALI ED HANNO IL DIRITTO DI ESSERE TRATTATI ALLO STESSO MODO.
    Grazie Laura come sempre