L’impegno dei sindaci contro il gioco d’azzardo

angela-fioroni-wdi Angela Fioroni

“Io non ne voglio sapere di mio padre” mi diceva una ragazza appena maggiorenne, mentre le lacrime le scorrevano sul viso, nonostante il tentativo di controllarle.

“Non si vuol curare, non capisce il male che ha fatto a me, a mia madre. Il male che ci fa. Non voglio contatti con lui. Però, se dovesse succedergli qualcosa come mi sentirei?”. È per lei e per tutti i familiari dei giocatori patologici che è giusto chiedere una legge quadro di regolamentazione del gioco d’azzardo, come quella di iniziativa popolare promossa da tanti sindaci, e per la quale in tutte le regioni d’Italia, associazioni e cittadini,  hanno raccolto le firme.

L’incontro con il gioco d’azzardo è  spesso un incontro con il dolore. Vai a prendere un caffè, ti fermi per un ristoro in autostrada,  entri in tabaccheria, percorri il corridoio di un supermercato, e lo sguardo si volge subito verso le macchinette: quanti stanno giocando, in quale isolamento e con quale persistenza. Loro e le macchinette, i suoni, le luci, il tintinnio delle monete vinte, in un’immersione totale dentro la slot. E ti chiedi chi sono, chi hanno a casa, con chi parlano, con chi si confidano, come passano il tempo, che lavoro fanno, da quanto sono in pensione, dove prendono i soldi, quanti ne spendono, quanti debiti hanno già fatto, cosa dicono alla moglie, al marito, ai figli quando tornano a casa, che cosa gli interessa oltre il gioco.

Percorri le strade e ovunque incontri locali con slot e sale gioco. In pochissimi anni il paesaggio urbano si è completamente trasformato: gran parte delle attività tradizionali sono scomparse, sostituite da luoghi per il gioco d’azzardo e i compro oro a esso collegati. Tantissima parte delle attività che solo poco tempo fa caratterizzano una città, oggi  sono svanite. E pensi a chi c’è dietro al gioco, chi lo finanzia, chi lo permette in questo modo, diffuso ovunque, senza tutele per i giovani, per le persone deboli, le meno abbienti, le meno scolarizzate,  quelle in pensione o senza lavoro, o con un lavoro precario. E ti chiedi come sia possibile che in un Paese civile, con  la storia e la tradizione del nostro, l’industria del gioco d’azzardo sia al terzo posto per fatturato, sia l’unico settore che non decresce, nonostante la crisi.

 Allora capisci le preoccupazioni dei sindaci e degli amministratori locali: per la dipendenza dal gioco in cui precipitano  tanti loro concittadini, per i debiti contratti, la perdita di risparmi e patrimoni, l’usura che li costringe anche ad atti illegali, la vergogna che li pervade, la rottura dei legami familiari, gli omicidi e i suicidi che già si diffondono nei territori, la disperazione dei loro familiari.

Preoccupazioni tradotte in un disegno di legge perché il gioco, anche il gioco d’azzardo, possa tornare a essere un’occupazione di svago . Perché siano tutelati, i minorenni, gli anziani e le persone deboli. Perché dal gioco pubblico e lecito siano allontanati tutti gli interessi criminali. Perché per tutti coloro che hanno il potere delle decisioni, siano le persone e i loro diritti al centro delle loro azioni, e non la potenza delle lobby affaristiche, che non arretrano neppure di fronte a tanta disperazione. Perché si riaffermi uno Stato dove il diritto prevalga sopra ogni altro interesse. È con questa fiducia, con questa speranza che abbiamo scritto il provvedimento, che abbiamo raccolto le firme, che seguiremo i percorsi parlamentari di ogni progetto di legge sul gioco pubblico.

Angela Fioroni è segretaria regionale della Lega delle Autonomie Locali della Lombardia, associazione di comuni, province e regioni impegnata per la crescita democratica e civile del Paese. Insegnante. E’ stata sindaca di Pero dal 1997 al 2007. Con Terre di Mezzo, Legautonomie Lombardia organizza la Scuola delle buone pratiche, laboratori in cui le Amministrazioni locali propongono idee innovative e sostenibili nel territorio. Questa esperienza ha dato origine al Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo e alla proposta di una legge di iniziativa popolare per la tutela della salute degli individui tramite il riordino delle norme in materia di  giochi con vincite in denaro. 

Share Button

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicatoI campi richiesti sono marcati da *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Un commento su “L’impegno dei sindaci contro il gioco d’azzardo