Quell’indimenticabile sorriso dei bimbi profughi afferrati tra le onde

20_04_BAR_Boldrini_Cerimonia_Guardia_Costiera-2534di Nicola Surano

Per circa un mese ho avuto l’onore di far parte dell’equipaggio della CP322, impegnata in Grecia, su richiesta di “Frontex”, nell’ambito dell’operazione “Poseidon”.È stato un periodo ricco di eventi, che mi ha coinvolto emotivamente e che mi ha regalato ricordi che resteranno indelebili. Il nostro compito primario è quello di garantire la salvaguardia della vita umana in mare; abbiamo ricevuto un addestramento molto impegnativo e ci alleniamo quotidianamente per mantenere gli standard che ci permettono di affrontare qualunque teatro operativo ci si presenti davanti. E non c’è moneta migliore, per essere ripagati di questi sacrifici, del vedere un numero così grande di vite strappate a un indegno destino.

Ricordo ogni singolo intervento perfettamente, ma ci sono momenti che inevitabilmente mi resteranno maggiormente impressi nella memoria. Come la notte del 26 gennaio: quella notte la CP322 fu l’unica Unità navale in grado di mollare gli ormeggi e lasciare il porto. Il mare montava con onde alte sei metri, la velocità del vento sfiorava i 40 nodi, e le temperature rigide scendevano sotto lo zero.

Avvistammo un’imbarcazione, strapiena di uomini, donne e bambini. Avvicinandoci capimmo che la situazione era grave. L’unità sbandava vertiginosamente. Ogni sbandata poteva essere l’ultima (e infatti poco dopo l’intervento la barca si rovesciò). Immaginate la difficoltà nel manovrare per avvicinarsi ad un’imbarcazione completamente in balia delle onde. All’ordine del Comandante riuscii a saltare a bordo dell’imbarcazione e a lanciare le cime alla vedetta in modo da assicurarla. In realtà di sicuro c’era ben poco. Ho ancora impresse nella memoria le immagini degli attimi che precedettero il soccorso (ricchi di tensione, scariche di adrenalina, timore che qualcosa potesse andare storto); ricordo perfettamente le cime che, ad ogni colpo d’onda, subivano degli strappi violenti, come se si dovessero rompere da un momento all’altro; la bitta alla quale una di queste cime era legata d’un tratto cedette schizzando violentemente in aria e lasciando nuovamente in balia delle onde la poppa dell’unità; e poi come dimenticare gli occhi di chi implorava aiuto perché sapeva bene che di lì a poco non ce l’avrebbe fatta se non fossimo arrivati noi a salvarli; gli occhi delle mamme che tendevano le loro creature verso le nostre braccia, certe di affidarle a mani sicure; gli occhi dei bimbi, assolutamente innocenti, del tutto ignari di ciò che stava accadendo intorno a loro ma che avevano ancora la forza di regalarti un sorriso quando li afferravi e li portavi in salvo, come se invece avessero ben chiaro che se un giorno avranno un futuro è anche grazie a noi.

Sono sensazioni che, forse, non puoi goderti appieno negli istanti concitati del soccorso ma che ti rimangono impresse indelebilmente nel cuore e ne apprezzi il valore quando, terminato il soccorso, arriva anche per te il momento di lasciare quelle acquee nere e gelide, e ti lasci pervadere da un senso di orgoglio. Mi preme sottolineare che, se tutti gli interventi condotti dalla CP322 si sono conclusi con successo, è perché l’equipaggio dell’Unità è composto da ragazzi straordinari, capaci di operare in assoluta sinergia superando tutti gli imprevisti che ogni soccorso riserva. Infine voglio ringraziare il Corpo delle Capitanerie di Porto per avermi dato l’opportunità di cambiare il destino di così tante vite umane.

Nicola Surano è Capo di 2° Classe Np della Guardia Costiera. Ha raccontato la sua esperienza nel salvataggio dei migranti nel corso della cerimonia di premiazione della Guardia Costiera che si è tenuta a Montecitorio il 20 aprile 2016

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2 commenti su “Quell’indimenticabile sorriso dei bimbi profughi afferrati tra le onde

  1. cosetta dice:

    Questo intervente rende con chiarezza cio’ che questi Uomini e Donne hanno vissuto nel salvare tante vite umane , nelle Sue parole non c’e’ retorica o “dovuta ” testimonianza ma realta’di vita vissuto e del cambiamento che avvenuto nei Loro cuori e profonda gioia Si perche’ Salvare e Aiutare gli altri Ti cambia il cuore e quindi la vita Grazie

  2. un piccolo bambino vestito con pantaloncini e maglietta, che sembra dormire su una spiaggia della sicilia e scoprire subito dopo che non dorme ma che è morto. quella foto ha commosso la gelida europa come non si sapesse che immagini simili ce ne sono a centinaia, non fotografate. ma dov’è l’umanità? la solidarietà? il cuore che batte forte per le situazioni le più dolorose. se fossero figli di altri…..non lo auguro a nessuno.