“Sulla strage di Bologna finalmente trasparenza dopo anni di silenzio e dolore”

paolo-bolognesi2-wdi Paolo Bolognesi 

E’ trascorso un anno da quando a Bologna, durante la commemorazione della strage alla stazione del 2 agosto 1980, due esponenti del governo e delle istituzioni presero impegni precisi.

L’allora ministro agli Affari regionali Graziano Delrio, in consiglio comunale, promise l’attuazione di alcuni provvedimenti che sbloccassero i risarcimenti ai familiari delle vittime e dei feriti.  Una dichiarazione a lungo attesa dalle associazioni affinchè  si  applicasse la legge 206 del 2004 e quindi si garantisse un diritto.

Mentre un lungo applauso della piazza accolse le parole della presidente della Camera, Laura Boldrini, quando dal palco affermò: “Sembra incredibile, dopo tanti anni, chiediamo una cosa semplice e non abbiamo ancora una risposta: ci sono gli esecutori, ma mancano i mandanti, i burattinai, gli strateghi che hanno pianificato la carneficina. Senza verità non ci può essere amore per le Istituzioni”.

Parole che non sono rimaste tali, ma si sono concretizzate in fatti.

Per quanto riguarda i risarcimenti, dopo dieci anni dall’entrata in vigore della legge numero 206, quest’anno è stato approvato circa l’ottanta per cento dei provvedimenti. Ne mancano ancora alcuni. Nonostante i burocratici contrasti e i cavillosi freni da parte dell’Inps, grazie all’impegno del governo dovrebbero arrivare a conclusione entro la fine dell’anno. Ma è in favore del diritto alla verità che spetta ad ogni cittadino che si è registrata una svolta storica, un taglio netto con le passate omertà, le opacità di Stato che hanno sempre contrassegnato lo stragismo italiano e contro cui la nostra associazione ha combattuto fin da quel 2 agosto 1980.

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E’ iniziato un cambiamento, perseguito e atteso da anni, verso un sistema democraticamente trasparente. Un cambiamento cominciato con la più ampia declassificazione di documenti della storia italiana, disposta dalla direttiva firmata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nell’aprile scorso, degli atti della strage di Bologna e di altri eccidi avvenuti dal 1969 al 1984, da piazza Fontana al Rapido 904.

Proseguito con il via libera dato dal presidente Renzi, il 5 maggio scorso, alla richiesta della presidente Boldrini di rimuovere il segreto sulla documentazione a suo tempo trasmessa dai Servizi di informazione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (XVI legislatura) e alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (XIV legislatura) e pubblicata on-line. Non so se in quelle carte, fino ad oggi riservate, troveremo nuovi elementi sui mandanti, gli ispiratori politici e gli esecutori, ma è sicuramente un’importante operazione di trasparenza – che attendiamo anche dalla presidenza del Senato –  che aiuterà a ricostruire la completa verità su quelle stragi.

Si è aperta una nuova fase che restituisce dignità alle Istituzioni, ma che deve essere completata anche da un profondo rinnovamento degli uomini all’interno e ai vertici dei servizi segreti e, più in generale, degli apparati dello Stato. Persone nuove che considerino la verità non una concessione, ma un dovere, eliminando i “feudi informativi” del potere. L’esame del progetto di legge, presentato come primo firmatario, per l’introduzione del reato di depistaggio, approdato in Parlamento dopo ben quattro legislature, è un altro risultato importante perché elimina l’impunità normativa goduta fino ad oggi dai depistatori.

Volti e nomi rimasti in parte ignoti che hanno agito per negare la giustizia ai familiari delle vittime, minare la dignità delle istituzioni e inquinare la democrazia con ricatti e connivenze, continuando a costruire indenni le proprie carriere. Dopo anni di battaglie civili con l’approvazione di questa legge, che spero avvenga entro il prossimo 2 agosto, possiamo finalmente dare al Paese la possibilità di garantire una giustizia senza manomissioni, occultamenti e omertà.

Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di cambiare. Noi, come associazione, ne abbiamo avuto tanto in questi lunghi decenni, a partire da quel 2 agosto 1980, dopo la polvere, il silenzio e il dolore delle vittime la cui vita fu sconvolta dall’esplosione della bomba neofascista alla stazione di Bologna. Quel cambiamento che abbiamo perseguito con determinazione in questo anno è iniziato. C’è ancora molto da fare, e lungo la strada le “resistenze” dei vecchi apparati non saranno poche. Ma oggi siamo meno soli.

Paolo Bolognesi è presidente dell’Associazione familiari delle vittime del 2 agosto 1980 e deputato del Pd

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2 commenti su ““Sulla strage di Bologna finalmente trasparenza dopo anni di silenzio e dolore”

  1. lucio dice:

    Lo scorso anno ero alla manifestazione alla stazione di Bologna. Ho potuto immensamente apprezzare le commuoventi parole di Laura Boldrini che poi ho ringraziato. Meno male che ci sono persone molto sensibili e capaci come la presidente della camera ed il presidente del consiglio Renzi che cercano di far luce su quanto è successo ormai parecchi anni fa. Personalmente ritengo che quando siano in gioco valori fondamentali come la vita delle persone (poteva toccare a ciascuno di noi) e la verità non ci debbano essere segreti ed impedimenti di alcun tipo nello scoprire la verità. Grazie di cuore per il grande impegno

  2. luigi.c. dice:

    .gemtile Presidente della Camera laura Boldrini
    Sembra che grazie il suo interbento si sia mosso dal 2 giugno 1980 l interesse del governo a risarcire i danni sulla strage a Bologn per linsistenza del associazione delle vittime.
    E in attea del giusto risarcimento ai familari delle vittime la mia sensibilita’ non mi permette su tutto il tempo trsscorso di
    essere soddisfatto