‘Un’altra difesa è possibile’ ha raccolto 53mila firme

maovalpianadi Mao Valpiana

La Campagna ‘Un’altra difesa è possibile’ poggia su  due gambe solide: gli articoli 11 e 52 della Costituzione.

Il ripudio della guerra ci dice che dobbiamo cercare un’alternativa non militare alla risoluzione dei conflitti; e la difesa della Patria come sacro dovere del cittadino, ci dice che sono i civili a dover essere gli attori principali della difesa comune. Dunque, i costituenti in qualche modo ci hanno indicato la strada di ciò che oggi chiamiamo “difesa civile, non armata e nonviolenta” (come definita dalla Corte Costituzionale in varie sentenze dalla 164/1985 alla 119/2015).

Ecco perché sei reti pacifiste, nonviolente e disarmiste (Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace) hanno promosso una Campagna per la proposta di Legge di iniziativa popolare sull’istituzione e il finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta. In suo sostegno sono state raccolte oltre 53.000 firme, ora depositate alla Camera dei Deputati per la validazione e dunque per l’avvio dell’iter istituzionale.

Oggi la difesa della patria non è più solo difesa dei “confini”, ma è soprattutto difesa della vita, dell’ambiente, del territorio, dei diritti, della dignità, della pace, del lavoro. Per difendere davvero questi beni comuni servono strumenti adeguati.

Nel concreto, la proposta di legge chiede l’istituzione e il finanziamento di un Dipartimento che comprenda i Corpi civili di pace e l’Istituto di ricerche sulla Pace e il Disarmo e che abbia forme di interazione e collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ed il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Il nuovo Dipartimento avrà dunque il compito di coordinare i “difensori della patria”, cioè gli operatori del servizio civile, della protezione civile, i corpi civili di pace. Con questo Dipartimento s’intende dare fondamento istituzionale e autonomia organizzativa al principio fondante della legge, che vuole il pieno riconoscimento repubblicano di una difesa nonviolenta alternativa a quella militare. Non chiediamo di “abolire le forze armate”, ma più realisticamente di riconoscere ( e dunque finanziare ) anche questa nuova forma di difesa.

Ora, raccolte le firme necessarie, la seconda fase politica della campagna ci dovrà vedere impegnati nel lavoro di pressione su deputati e gruppi parlamentari per la calendarizzazione della legge e la discussione prima in Commissione e poi in Aula. Naturalmente nel contempo dobbiamo proseguire il lavoro culturale di comunicazione e dibattito sui temi della difesa civile, non armata e nonviolenta. Le notizie drammatiche dai teatri di guerra e delle conseguenti migrazioni, dimostrano ancora una volta la necessità di un approccio nuovo davvero risolutivo ai problemi che attanagliano il mondo. L’Italia potrebbe tracciare una  strada innovativa ed importante dotandosi di una struttura permanente di intervento con mezzi  nonviolenti e di riconciliazione.

Mao Valpiana è portavoce della Campagna “Un’altra difesa è possibile”. Nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera come giornalista. E’ presidente nazionale del Movimento  Nonviolento, responsabile della Casa per la nonviolenza di Verona e direttore  della rivista mensile “Azione nonviolenta”, fondata nel 1964 da Aldo  Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha  partecipato nel 1972 alla campagna per il riconoscimento  dell’obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di  coscienza (Loc), di cui è stato segretario nazionale; durante la prima  guerra del Golfo ha partecipato ad un’azione diretta nonviolenta per fermare  un treno carico di armi (processato per “blocco ferroviario”, è stato  assolto); è inoltre membro del comitato scientifico della Fondazione  Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters  International di Londra e dell’Ufficio Europeo dell’Obiezione di Coscienza i Bruxelles. E’ stato Consigliere regionale del Veneto e consigliere comunale di Verona. Recentemente è  stato tra i promotori dell’evento nazionale “Arena di pace e disarmo” che ha riunito 15.000 persone nell’anfiteatro veronese. Per contatti:  Movimento Nonviolento, via Spagna  8, 37123 Verona, tel. 045 8009803, e-mail: redazione@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it

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4 commenti su “‘Un’altra difesa è possibile’ ha raccolto 53mila firme

  1. articolo pienamente condivisibile. i migranti scappano pur sapendo che possono morire.
    la guerra colpisce una quantità imprecisata di civili. per quest’ultimi come per gli altri provo un dolore grande. sono dalla parte di chi vuole la pace, di chi si aspetta mediazioni diplomatiche. vorrei aggiungere la mia firma e mi attiverò per questo.

  2. franco ferrario dice:

    Purtroppo le giovani generazioni sono ancora troppo spesso EDUCATE, anche dalla scuola pubblica, ad appassionarsi all’uso delle armi ed al fascino della guerra.
    Le “gite” nelle caserme in occasione del 4 novembre in cui non ci si astiene dall’armare le mani di bimbi per un “ludico” tiro al bersaglio * (peraltro senza richiedere preventivamente alcun consenso a proposito da parte dei genitori, a smentita di quanto affermato dal Ministro Roberta Pinotti nella risposta alla interrogazione parlamentare a risposta scritta che si può leggere nel documento di cui al secondo link in calce**).
    Quale aiuto possano dare queste iniziative al diffondersi di un senso civico che dovrebbe costituzionolmente vedere nel “ripudio” della guerra uno dei suoi fondamenti non è difficile da immaginare!
    *
    http://missioneoggi.saverianibrescia.it/main/?id=66
    **
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=23570&stile=6&highLight=1

  3. Tutto bene , anzi + che bene.
    Andiamo avanti.
    Ciao, e ringrazio per il lavoro che viene fatto.

  4. aborrire la guerra e vivere in pace è il sogno di molti, di coloro che amano l’umanità. la storia, tuttavia, ci insegna che da quando esiste il mondo non c’è stato un giorno di pace. i capi di stato che vogliono la guerra sono amanti del potere, dell’ambizione e del denaro. mi risulta che i membri dell’ONU sono venditori di armi e pertanto non amano la pace. quanto scritto nell’articolo è encomiabile ed encomiabili sono le associazioni per la pace. sono disposta ad apporre la mia firma e, se necessario, ad elargire denaro per una giusta causa. ma mi chiedo: sarà forse solo un’utopia. l’italia non agisce da sola, è costretta da patti vincolanti.