Uomini e donne vanno curati in modo diverso?

Foto-Baggio-IMG_0058-001di Giovannella Baggio

Studio, diagnosi, terapia e prevenzione delle malattie devono essere differenziate per uomini e donne?

E’ questo l’interrogativo al quale risponde la Medicina di Genere, nuova dimensione dello studio delle malattie che si occupa dell’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, fisiopatologia e patologia umana.

Negli ultimi 40 anni le ricerche in campo medico sono state condotte talora esclusivamente su casistiche di un sol sesso, prevalentemente quello maschile. Le malattie cardiovascolari sono l’esempio più clamoroso: sono state studiate prevalentemente negli uomini, eppure l’infarto del miocardio è la prima causa di morte della donna, si presenta con sintomi assai diversi e necessità di itinerari diagnostici e terapeutici differenti.

Anche nelle neoplasie solide ed ematologiche s’intravedono importanti  differenze sia di localizzazione, e quindi di sintomi, sia d’azione delle terapie. Ma tutto ciò è ancora molto poco studiato e con nessuna ricaduta nella pratica clinica.

Di demenza si ammalano il doppio le donne rispetto agli uomini, e non si conosce assolutamente nulla a riguardo, l’artrosi prevale di 2-3 volte nella donna rispetto all’uomo portandola a importante disabilità motoria e non ci sono studi, l’osteoporosi al contrario è studiata e curata quasi esclusivamente nella donna. E ancora: i trapianti d’organo sono fortemente condizionati dal sex matching che ancora viene poco considerato.  La farmacologia inoltre è stata studiata prevalentemente nel genere maschile, anche a livello di animali da esperimento, mentre sia l’efficacia che gli effetti collaterali dei farmaci sono molto diversi nei due generi.

La Medicina di Genere, dunque, non riguarda la salute della donna o dell’uomo, ma è lo studio delle risposte in termini di terapia, diagnostica e prevenzione da dare a quelle patologie che incidono ugualmente negli uomini e nelle donne e che non sono legate alle funzioni riproduttive.

Nell’era della conoscenza del genoma umano, la Medicina di Genere è una grave lacuna del sapere scientifico, in particolare medico a livello mondiale.  Le donne vivono più a lungo, ma tutto quello che guadagnano sull’uomo è malattia e disabilità. E’ necessario un lavoro inter e multidisciplinare, sono necessarie nuove risorse e ricerche oltre alla sensibilizzazione del mondo medico e della popolazione.

La situazione in Italia in questi decenni si è molto evoluta in termini di attenzione alla salute delle donne, ma solo da pochi anni si parla di Medicina di Genere. Nel 2012 il Parlamento ha approvato all’unanimità una mozione su questo tema e nel 2013 sono state depositate due proposte di legge. Il Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere in questi anni ha organizzato numerosi congressi e corsi che hanno contribuito a creare una rete molto attiva in questo campo a livello di università, società scientifiche, sommissioni pari opportunità e comitati unici di garanzia, consigliere di parità, associazioni e anche sistemi sanitari regionali. E’ essenziale non disperdere energie e creare collegamenti tra le numerose forze in campo.

Giovannella Baggio è titolare della Cattedra di Medicina di Genere presso il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova. E’ anche Direttore dell’UOC di Medicina Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

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5 commenti su “Uomini e donne vanno curati in modo diverso?

  1. Giovanni Wagner dice:

    A tutto quanto brillantemente ed ampiamente esposto nell’articolo sul quale credo, e spero, nessuno abbia da ridire in quanto colmo non solo di verità scientifiche, mi permetto solo di aggiungere quelle patologie oggi chiamate rare, o meglio orfane che, senza ombra di dubbio alcuno, differenziano in modo assoluto i generi. Come la famosa ciste di Tarlov la quale, come ben sanno gli stessi pazienti ed i pochi medici ricercatori, colpisce ben l’80% delle donne con sintomatologie completamente diverse da quelle femminili.Ed il campo delle malattie rare è così vasto che farne l’elenco con la differenziazione di genere sarebbe quì complicato. Quindi, come non plaudire e concordare con quanto evidenziato nell’articolo? Complimenti.

  2. Miriam dice:

    Presidente Boldrini,
    Sono pienamente in accordo con quanto riporta l’articolo di cui sopra. Vorrei aggiungere soltanto una cosa: questo insegna anche che gli studi e gli esperimenti e la crudele vivi-sezione sugli animali, siano sfalsati e sbagliati. In quanto, se c’è una differenza di reazione alle cure tra uomo e donna, figuriamoci tra animale ed essere umano.

    Cordialmente e buon lavoro.

  3. non è vero. basta leggere i testi importanti dove risulta la prevalenza di genere e di razza. sono un medico della vecchia guardia.

  4. ugo bolle dice:

    Un articolo che rivela l’ interesse e la sensibilità della Boldrini per tali tematiche così importanti e delicate. Grazie Boldrini!!

  5. MARIO VICINI dice:

    ..ma povera scienza!