“Spegni le discriminazioni e accendi i diritti”

di Marco De Giorgi

“Spegni le discriminazioni, accendi i diritti” è lo slogan della campagna di sensibilizzazione che parte oggi. Obiettivo: far rispettare i diritti umani e lanciare un segnale di cittadinanza e dignità a coloro che hanno bisogno, promuovendo una cultura del rispetto delle differenze.

Per la prima volta in Italia una campagna, promossa dall’Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale (Unar), dice a ognuno di noi che le discriminazioni sono tutte uguali e che vanno combattute insieme, tutte con la stessa intensità, perché sono un enorme bacino di dolore sociale frutto di sottoculture dell’odio e dell’intolleranza.

Vanno combattute a partire da ciò che crea e unisce una società: il linguaggio. Ed è nel web, soprattutto, che il linguaggio troppo spesso si deforma e da collante sociale diventa veicolo di pregiudizi, di lacerazione, di odio. Proprio a causa dei pregiudizi, in questi giorni anche la comunità musulmana versa in stato di grande sofferenza. Una sofferenza alla quale si può rispondere senza cadere nell’errore di confondere i piani, di identificare le necessità dell’accoglienza e del dialogo interculturale con le questioni dell’ordine pubblico e della sicurezza. Tale confusione rischia oggi di chiuderci in un vicolo cieco che spegne il dialogo, alimentando paura e pregiudizi.

Come dimostrano i dati dell’UNAR, oggi presentarsi per la ricerca di una casa, proporsi a un datore di lavoro può essere una impresa altamente difficile se ci si chiama Hassan o Ahmed, nomi che suscitano diffidenza quando le orecchie sono pronte al pregiudizio. Nomi che, al contrario, hanno un significato tutt’altro che temibile: vogliono dire “colui che migliora “ e ”degno di lode”. I casi purtroppo sono in aumento, lo rivela il monitoraggio realizzato attraverso il Contact Center dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR): si è passati dai 540 del 2010 a oltre 1400 del 2014. Dati che non lasciano dubbi: il cuore del razzismo si annida e si alimenta nel linguaggio: i cosiddetti “hate speech on line”, infatti, i discorsi di odio diffusi nel web riguardano quasi il 30 per cento delle segnalazioni. Occorre dunque rispondere.

E la campagna “Spegni le discriminazioni accendi i diritti” lo fa, segnalando le ferite provocate dal lessico caro al pregiudizio e indicando una via di uscita dal dolore. Diffonderla attraverso i social network permette di rivolgersi soprattutto ai giovani, raggiungere ognuno di noi, sensibilizzare alla sofferenza altrui, alla possibilità di una mano tesa, al rispetto dei diritti umani.

Marco De Giorgi, 43 anni, di origini pugliesi è Consigliere di ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da ottobre 2012 è Direttore generale dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Dal 2008 al 2012  ha svolto le funzioni di Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente. E’ Vicepresidente dell’ AGDP – Associazione nazionale dei Giovani Dirigenti delle Pubbliche amministrazioni.

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