“A un anno dalla sparatoria, insieme per riconquistare la normalità”

martina1-wdi Martina Giangrande

E’ già passato un intero anno dall’orrendo giorno in cui la nostra vita ha deciso di prendere una strada diversa da quella che fino a quel momento stavamo percorrendo.

Il 28 aprile dello scorso anno mio padre, il brigadiere Giuseppe Giangrande, è stato ferito a colpi di arma da fuoco mentre prestava servizio in piazza Montecitorio. Quel proiettile, penetrato nel collo che ha sconvolto in misura diversa molte persone: in primo luogo noi famigliari e amici ma anche colleghi, conoscenti ed estranei.

Non posso dimenticare e forse mai ci riuscirò, il vortice di emozioni che mi ha travolto nel preciso istante in cui, chiamando mio padre durante una pausa dal lavoro, ho saputo  che era stato ferito al collo da una persona, ma fortunatamente non aveva perso conoscenza e che avevano già provveduto a chiamare i soccorsi per portarlo in ospedale. Mi sono sentita pervasa da incredulità e tristezza ma ho trovato la forza di rimanere lucida e non perdere il controllo.

Sono stata subito contattata dai superiori di papà, che si sono messi a disposizione per me e per la mia famiglia. È anche grazie a loro se sono riuscita a partire subito per Roma, raggiungere l’ospedale e conoscere le reali condizioni di mio padre, che nel corso delle ore andava sempre più peggiorando. Operazione alla colonna cervicale e tetraplegia sono state le prime parole che mi ha detto il chirurgo che ha operato. E così, purtroppo, quella che sembrava una banale ferita d’arma da fuoco in realtà si è rivelata un ferita alla vita, perché dal preciso istante in cui papà è stato colpito alla cervicale, il midollo spinale si è lesionato provocando una paralisi di tutti e quattro gli arti.

Abbiamo affrontato fin da subito una situazione molto difficile, sono stati giorni particolari quelli che abbiamo trascorso a Roma, carichi di emozioni, aspettative ma anche di riconoscenza perché abbiamo sentito la vicinanza da parte delle istituzioni. Ho anche incontrato la Presidente della Camera e ho avuto modo di parlare con lei di molte cose oltre che delle condizioni di salute di mio padre, notando un reale e sincero coinvolgimento in lei, un momento bello e particolarmente positivo che non potrò dimenticare.

A Roma non siamo rimasti a lungo perché  papà necessitava di un centro specializzato dove poter iniziare un percorso riabilitativo, sia alla vita che al fisico. Così ci siamo trasferiti a Montecatone, a pochi chilometri da Imola. E’ stato un cammino molto difficile e impegnativo, durante il quale abbiamo avuto modo di confrontarci con molte persone, capendo anche che pur se in maniera diversa e più complicata stiamo vivendo la nostra vita e dobbiamo combattere per poter andare avanti senza farci abbattere dalle mille difficoltà che incontriamo.

Oggi, purtroppo, a distanza di un anno, le condizioni di salute di mio padre non sono buone a causa di serie complicazioni insorte nel periodo natalizio. Eravamo appena tornati  a casa, a Prato, dopo ben 8 mesi di ospedale, quando siamo stati costretti a dover ricominciare di nuovo tutto da capo e siamo dovuti tornare di nuovo in clinica a Montecatone. Abbiamo lasciato la nostra casa per la seconda volta e ci siamo spostati qui: lui in ospedale e io in un appartamento in un paesino vicino. Dobbiamo avere pazienza e aspettare di potere tornare in possesso della nostra normalità. E’ questo il nostro più grande desiderio. Grazie alle istituzioni e all’Arma dei carabinieri per esserci così vicini.

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12 commenti su ““A un anno dalla sparatoria, insieme per riconquistare la normalità”

  1. Raffaele Gaddi dice:

    Forza Martina, i miracoli sono sempre possibili. Ma, al contempo, mi auguro che il pazzo/delinquente che ha commesso tale crimine non si ritrovi in libertà sia per la generosità dei magistrati nell’applicazione delle famigerate “attenuanti” e sia delle istituzioni che grazie agli sconti di pena (sono di recente aumentati) ed alle amnistie/indulti richiesti anche di recente non tutelano i cittadini onesti e chi compie il proprio dovere.
    Cosa sarebbe successo se un carabiniere o un poliziotto avessero loro colpito il delinquente? Dai media televisivi e giornali, alle istituzioni, ai magistrati, tutti contro le forze dell’ordine come è capitato a Genova con i fatti del G8 o come a Roma nelle recenti azioni di guerriglia urbana.

  2. bruno maria brioschi dice:

    ONORE AL BRIGADIERE GIUSEPPE GIANGRANDE E A SUA FIGLIA MARTINA.

    PREGHERO’ PER LA SUA GUARIGIONE.

    TUTTI GLI ITALIANI DEVONO MOLTO A QUESTA GRANDE FAMIGLIA.

    UN FORTE ABBRACCIO.

    bruno maria

  3. Si può solo immaginare quale sia il calvario che tu, cara Martina, ed i tuoi famigliari state ancora passando. Dovere di ogni cittadino è di non dimenticare chi, come tuo papà, ha fatto un sacrificio tanto grande per il suo Paese e per farne rispettare le Leggi. Fa piacere sapere che in molti sono stati vicini, speriamo presto che tuo papà possa ristabilirsi. Un abbraccio. Andrea

  4. oscar cancilla dice:

    Tanti Auguri a te e a TUO PAPA? !!!!

    un collega

  5. Vittorio dice:

    Cara Martina, di fronte ad avvenimenti così crudeli ed ingiusti, come sono capitati a Voi, non c’è che pregare. Considerato che Papa Giovanni Paolo II, che proprio ieri è stato proclamato Santo, ha patito l’identico, tragico e vile attentato, rivolgiamoci con fiducia e fede a Lui che possa intercedere presso il Signore per la guarigione del tuo valoroso Papà e, a tutti voi, darvi la forza ed il coraggio di sopportare il peso di questa pesante Croce. Vittorio

  6. Trovskj Trovskj dice:

    Credo che la Boldrini abbia dimostrato grande sensibilità e vicinanza nei confronti di Martina e di suo padre. Forza Martina!!

  7. Salvatore Claudio Maiorana dice:

    Ringraziando coloro che nell’adempimento del proprio dovere subiscono gravi lesioni o addirittura la morte, mi preme sottolineare che i toni accesi di alcuni rappresentanti della politica attuale non giovano assolutamente a creare un clima di tranquillità e di positive aspettative, ma spesso inaspriscono gli animi e conducono gli esasperati ad eseguire azioni sconsiderate con l’alibi della rabbia e della insostenibilità.
    Cara Martina siamo vicini a te e al tuo papà che resterà un esempio per noi e per tutti coloro che credono nella vera democrazia e nella vera libertà

  8. Carlo dice:

    Ciao Martina,
    le parole servono ben poco quando si vive un’esperienza del genere.
    Mi sento solo di dirti: “abbi tanta fede”, quella stessa fede nel Dio che, in occasioni del genere, imprechiamo chiedendoGli spiegazioni del perchè accadono certe cose agli innocenti, ai fragili, a coloro che servono il prossimo.
    So che hai perso la mamma, affidati alla Mamma x eccellenza di tutti noi, vedrai che illuminerà la tua strada, al buio non lascia nessuno dei suoi figli.
    Un abbraccio sincero.
    Carlo

  9. Antonio Rossi dice:

    Cara Martina , ti capisco , io ho mio figlio gravemente ammalato,ma al contrario di te io è mia moglie ci sentiamo abbandonati, pregherò per te e tuo padre che Gesù possa dare la forza a tuo padre di riabbracciarti, ciao

  10. elisabetta dice:

    Sei una ragazza coraggiosa e forte, dotata di un amore infinito per il tuo babbo; ho ammirazione per te e, anche se non ci conosciamo, sappi che ho vissuto il vostro dramma con rabbia per il gesto infame e con tanta apprensione per la vita del tuo genitore. Un augurio di cuore perché tutto si risolva in bene. Elisabetta

  11. Cosetta dice:

    Ho tanto pregato e fatto pregare x il Suo papà e x Lei , coraggio tanti di noi sono vicino a Lei e sperano con Lei . So che è’ facile parlare , ma più difficile e ‘ essere nella situazione e Lei dimostra un grande coraggio frutto di tanta sofferenza , so che Lei ha fede e quindi la Sua domanda sarà perché proprio a me ? Non lo sappiamo e rimaniamo attoniti quando succedono queste tragedie inspiegabili …..non riesco a dirLe altro se non che sono dispiaciuta e tanti come me !

  12. Cosetta dice:

    Ho appreso con gioia la notizia che il Suo Papa’ e’ diventato Maresciallo ed ho visto la foto che Vi ritrae insieme ad alcuni uomini dell ‘ Arma , forza e tanto affetto e Amore e preghiere da parte di tanti ! Un forte abbraccio , anche Lei e’ una ragazza straordinaria