Io figlio di emigrati diventato sindaco e deputato in Lussemburgo

Deifferdeng Schëffenrot 201420179di Roberto Traversini

La mia storia forse può essere considerata singolare. Mio padre è arrivato in Lussemburgo nel 1956 perché in Italia non c’era lavoro.

Restava qui otto o nove mesi all’anno. Poi, in inverno, rientrava nel suo Paese di origine. Non era una situazione semplice per la nostra famiglia. Mia mamma e mio fratello avrebbero voluto stare sempre con mio padre. E il loro più grande desiderio era di poter vivere con lui in Lussemburgo. Solo che non era possibile perché in quel periodo la legge non lo permetteva. Quando hanno provato comunque a seguirlo la polizia li ha messi sul treno e li ha fatti rientrare in Italia.

Per fortuna, nel 1963 – proprio il mio anno di nascita – la legge venne modificata. Da allora diventò possibile per un lavoratore portare l’intera famiglia in Lussemburgo.

Io sono nato a Cantiano, nelle Marche. E nel 1965, quando avevo due anni, abbiamo finalmente potuto raggiungere mio padre in Lussemburgo. I primi tempi non sono stati per niente facili. Gli italiani non erano accettati bene. Negli anni ’60 e ’70, quando io ero bambino, molti genitori lussemburghesi non volevano che i loro figli giocassero con me. Non tutti i genitori erano così, ma ce n’erano tanti. Mi ricordo ad esempio di feste di compleanno dove tutti i miei compagni di scuola erano invitati tranne me. O di un mio vicino di casa che aveva una pista elettrica per le macchinine. E io ero il solo a non essere mai invitato a giocare con loro. Sapevo che tutti i miei compagni si divertivano in casa sua. E quando li vedevo entrare lì mi veniva da piangere. Però devo anche aggiungere che, allo stesso tempo, tanti mi hanno anche aiutato.

Quando si parla di immigrazione e integrazione, è spesso e dappertutto la stessa storia: serve del tempo. E le cose, effettivamente, sono migliorate piano piano. Di fronte a qualcosa di sconosciuto si prova sempre un po’ di paura. Credo che sia una reazione naturale. Ma se si fa lo sforzo di imparare a conoscere l’altro questi timori passano.

Sinceramente, penso che oggi in Lussemburgo l’integrazione degli italiani possa essere considerata come perfettamente riuscita. Nessuno qui fa più una differenza tra italiani e lussemburghesi. E io sono diventato il primo sindaco e deputato a non essere nato qui.

Roberto Traversini è diventato sindaco di Differdange dopo otto anni in consiglio comunale. E’ il primo deputato nato all’estero e da genitori non lussemburghesi.

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11 commenti su “Io figlio di emigrati diventato sindaco e deputato in Lussemburgo

  1. Sabrina Bianchi dice:

    Credo che dalla storia di Roberto Traversini ci sia molto da imparare. Personalmente ritengo che, innanzitutto, l’immigrazione sia un fenomeno naturale perché è sempre esistito nella storia dell’uomo e in tutti i paesi del pianeta terra, noi stessi italiani siamo stati degli immigrati in America agli inizi del ‘900 e anche oggi, data la crisi economica che sta attraversando l’Italia, molti giovani partono per l’estero per motivi di studio e lavoro, e spesso non ritornano più nel nostro paese. Inoltre, c’è un articolo meraviglioso della nostra Costituzione, l’articolo 3, che, al primo comma sancisce il principio dell’eguaglianza formale, e, al secondo comma, il principio dell’eguaglianza sostanziale. Io credo che questi principi, che costituiscono il “cuore” della nostra carta costituzionale, vengano violati ogni volta che cerchiamo di respingere un immigrato verbalmente, o anche con la violenza e, talvolta, anche semplicemente isolandolo, quindi rendendo difficile l’integrazione nel nostro stato di quell’immigrato che, magari, vuole semplicemente lavorare, trovare serenità nel nostro paese e magari anche studiare, emanciparsi attraverso la conoscenza.
    Del resto, io penso che siamo tutti cittadini del mondo..

  2. Lotito Vitantonio dice:

    Complimenti amico Mio sei une grande

  3. la discriminazione esiste da sempre. basta pensare agli USA dove parrebbe non esserci soluzione. senza andare tanto lontano in italia da roma in giù le regioni settentrionali hanno dei preconcetti e accolgono in maniera tiepida chi va a soggiornare ad esempio in alto adige. poi, se le persone si comportano con educazione vengono accettate volentieri. a me, a titolo esplicativo, mi hanno inviato una mail con l’invito a soggiornare l’anno successivo. il caso del sindaco sotto questo profilo non fa notizia. ciò che fa notizia è che una persona capace, comunicativa, intelligente e, presumo, perbene sia arrivata ad avere l’incarico di primo cittadino in una città straniera. notizia che incoraggia la mia italianità di cui vado fiera

  4. José manuel verdete dice:

    Oggi é piu facile, heureusement qu’il exist des gens comme vous pour nous faciliter l’integration des etrangers

  5. Claudio Iob dice:

    Volevo solo signalarvi che non e lunico c’e ne ancora uno figlio di emigrati Italiani e si chiama Dan Biancalana .
    Bourgmestre
    Biancalana Dan
    Présidence du collège des bourgmestre et échevins et du conseil communal

    Finances et budget

    Services communaux, Coordination générale

    Personnel

    Relations Publiques

    Economie et Commerce

    Aménagement communal, développement urbain et logement

    Enseignement

    Santé

    Coopération régionale nationale

    • Traversini Roberto dice:

      Saluti Claudio, Dan è un mio amico ed è molto bravo. Solo ti voglio solo dire che è nato in Lussemburgo. A presto e grazie.
      Roberto

  6. Esterina dice:

    Bravooooooooo

  7. nina dice:

    complimenti per la carriera politica,falle vedere quanto valgono gli italiani in tutti i settori,e dillo a tutti che gli italiani non venivano ospitati in alberghi cinque stelle,buona vita tante belle cose

    • rita dice:

      Complimenti dott. Roberto Traversini, l’Italia ha bisogno di uomini come Lei. Un grazie da parte mia per tutto quello che fa anche se lontano da noi.

  8. Complimenti signor Roberto Traversini,sono fiera ,di sapere ke un nostro immigrato Italiano ,è diventato Sindaco a Differdance.

  9. Bianchi Clara dice:

    Sono onorata di essere una paesana del Dott. Roberto Traversini che ho conosciuto personalmente due anni fa a Differdange ed ho sentito raccontare dalle sue parole la dura vita di immigrato insieme alla sua famiglia. Il risultato che ha raggiunto è pienamente meritato, è una persona seria che crede nella politica come vicinanza al popolo. Gli auguro di continuare a lungo e che il suo operato venga ricordato negli anni a venire come persona seria e capace. Siamo orgogliosi del percorso che ha fatto e felici di vederlo anche in estate quando torna nel nostro paese.