‘Race for the cure’ per testimoniare che si può vincere il tumore al seno

milena7di Milena Di Mauro

Io sono Milena. Mamma felice di Giulia. Moglie di Roberto. Sorella adorata di Marco. Figlia amata di Francesco e Merina. Zia prediletta di Francesca.

Amica del cuore di Alessandra e Luigi. Madrina di Andrea. Testimone di nozze di Maurizio e di Cristina. Giornalista parlamentare innamorata del suo lavoro, lettrice forte, brava cuoca, seguace di diete seriale, appassionata di Proust, Matisse, Mozart e Anna Magnani. Io sono Milena, che corre a Villa Ada, colleziona zuppiere antiche, ama i fiori, prende il caffè la mattina con le sue amiche-sorelle.

Io sono Milena. E solo dopo tutto questo sono Milena che si è ammalata di carcinoma al seno due anni fa ed ha subito una mastectomia bilaterale. Chi si ammala non deve dimenticarsi chi è. Il cancro (io l’ho chiamato subito così, non ho paura di questa parola) non deve cancellare il resto, bisogna restare persone. Io so chi sono. E so che ho avuto il privilegio di vivere in un tempo in cui esistono cure per la mia malattia mortale, se presa al momento giusto. All’inizio del secolo la percentuale di guarigione, per chi si ammalava di tumore al seno, era pari a zero. Negli anni ’50 del 20 per cento, oggi superiore all’80.

Io sono viva perché ho fatto una mammografia e ho avuto il privilegio di scoprire il mio tumore, grazie alla prevenzione. C’è un foglietto che conserverò per sempre. E’ una banale lista, una di quelle che ogni donna scrive per mettere in fila le tante cose da fare in una giornata. Le mie priorità, il 29 maggio di due anni fa, erano queste: prenotare volo Bruxelles, spesa, banca, mamma, Casagit, valigia, piattini compleanno Giulia, mammografia. Questa voce non ho fatto in tempo a cancellarla, perchè quello stesso pomeriggio ero al Policlinico Gemelli.

Io so che ho avuto il privilegio di essere operata in un centro di eccellenza come il Gemelli di Roma e di aver incontrato una persona speciale, un professionista straordinario come il professor Riccardo Masetti. Mi ha presa nelle sue mani quando ero all’angolo, mi ha liberata come una farfalla, rimettendomi nella vita. Lo fa con decine e decine di donne ogni giorno. E non si stanca mai di ripetere a tutte che la prevenzione può salvare la vita.

Lui è il padre della ‘Race for the cure’, la maratona per la lotta ai tumori del seno (della organizzazione no profit ‘Komen Italia’) che domenica 17 maggio (per il sedicesimo anno consecutivo) vedrà correre 60 mila partecipanti al Circo Massimo di Roma. Io ci sarò, con una maglietta rosa come tutte le centinaia di donne che hanno avuto un tumore al seno, per testimoniare che guarire è possibile. Un’emozionante corsa di 5 chilometri nel cuore della Roma antica, con decine di palloncini rosa lasciati volare nel cielo alla fine, nel ricordo di chi non ce l’ha fatta.

raceforcure

Io mi sento una persona fortunata, privilegiata. Non provo rabbia, nè rassegnazione. Il tumore è stato l’occasione per scoprire una straordinaria forza dentro di me, per essere sommersa da una valanga d’amore. Con il risultato che vedo ancora di più la bellezza della vita e sento in modo ancora più profondo. Il cancro si è preso un pezzo del mio corpo, ma ora ha a che fare con il mio cuore, i miei sentimenti, la mia anima.

Credo che realmente sta a noi decidere se convertire in forza, emozione, occasione, bellezza anche quello che di brutto ci capita nella vita. Sta a noi decidere se siamo davanti a un baratro, ad un burrone, o a un punto da cui iniziare un volo nuovo e più alto.

Un pioniere dell’aviazione di inizio secolo, Igor Sikorsky, ha fatto uno studio sui calabroni e poi ha scritto: “La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo. Ma lui non lo sa. E vola lo stesso”. Io non so se sono salva. Ma mi sento forte, amata, mi fido di chi mi cura. E vivo lo stesso.

Milena Di Mauro è una giornalista parlamentare dell’Ansa. Sostiene la campagna ‘Race for the cure’. Ha partecipato all’incontro di sensibilizzazione sulla campagna tra Laura Boldrini e il professor Riccardo Masetti che si è tenuto a Montecitorio il 13 maggio scorso.

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Un commento su “‘Race for the cure’ per testimoniare che si può vincere il tumore al seno

  1. Giulia dice:

    Non credo nella guarigione in quanto mia cugina sta morendo di cancro anche se il suo oncologo le aveva dato bione speranze anzi ottime.