“Vita da esodata, il mio destino ignoto nella lotteria dei diritti”

cristina-fibbia-w“Sono un’esodata. Ho sessant’anni e non so quale sarà il mio destino in questa lotteria dei diritti in cui si gioca con la vita delle persone.Vedo il tempo passare, non ho nessuna certezza sul mio pensionamento, il denaro a disposizione diminuisce. Non essendo sposata, ho sempre contato solo su me stessa. Ho perso fiducia come cittadina, mi sono sentita buttata via e ho ritrovato un senso solo facendo volontariato in Africa”.

E’ la storia che mi ha raccontato giovedì scorso Cristina Fibbia, ex informatrice scientifica rimasta senza lavoro nel 2009, a 54 anni. L’ho incontrata con la delegazione di esodati che hanno manifestato davanti Montecitorio.

Cristina è di Vignola, in provincia di Modena, ha un piglio deciso ed è piena di energia. Ha lavorato ventisette anni per alcune multinazionali farmaceutiche. “Ho cambiato tre aziende nel corso della mia carriera – mi ha spiegato – Ero una ‘specialist di linea psichiatrica’ ed avevo uno stipendio più che dignitoso, coprivo l’area Modena, Reggio Emilia e Mantova. Nel gennaio del 2009, i sindacati firmarono un accordo collettivo con la società per un’uscita con incentivo per 29 dei 250 lavoratori in dismissione tra gli oltre mille dipendenti italiani. Una mia collega che partecipava alle trattative come rappresentante sindacale, per telefono, mi comunicò che eravamo tra coloro che venivano mandati via. Ero consapevole dei problemi, perché dal 2008 le multinazionali del settore si stavano attrezzando per abbandonare l’Italia tagliando ‘costi umani’, ma non mi aspettavo questa soluzione. La notizia mi sconvolse, mi ritenevo protetta dal merito, ero considerata tra i dieci migliori venditori. Avevo uno stipendio di circa tremila euro al mese.  Invece, improvvisamente, non avevo più un lavoro, la mia competenza non era più spendibile sia per l’età che per l’accordo: avrei potuto usufruire della mobilità più un incentivo economico per arrivare al primo ottobre 2014, data individuata per il mio prepensionamento, a patto di non avere altra occupazione”.

Così Cristina si rassegna ad aspettare la data fatidica. “Il primo anno curai la mia ferita con lunghi viaggi. Poi, tramite amici cominciai a collaborare con un’associazione di volontariato che si chiama Spes, la cui missione è quella di sostenere progetti di educazione scolastica nella missione di Rumuruti, nelle zone tribali del centro nord del Kenya”. Grazie a questa nuova attività la vita di Cristina trova di nuovo un senso, si riempie di iniziative per la raccolta dei fondi e di soddisfazioni per i piccoli progressi  ottenuti con l’aiuto italiano nella missione di padre Mino Vaccari, nella cui scuola studiano 1.100 giovani africani.

“L’approvazione della legge Fornero, nel dicembre del 2011, per me fu un altro trauma. All’inizio non avevo piena consapevolezza di cosa significasse, non era chiaro se ci rientrassero anche gli ‘esodati con incentivo’ nel 2009. Poi capii: con i miei ventotto anni di contribuzione, contando anche i brevi periodi di lavoro durante gli studi universitari, e i tre di mobilità figurativi ero ben lontana dai quaranta anni previsti dalla nuova norma. Me ne mancavano almeno otto. Così come ero lontana dal pensionamento per vecchiaia spostato a 66 anni con l’adeguamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato”.

Da allora Cristina, insieme a tanti altri esodati, conduce una battaglia perché si arrivi ad una soluzione.  E ancora oggi vive senza sapere quale sarà il suo destino. “Non è una cosa facile da accettare anche psicologicamente. Mi sembra che si giochi con la mia vita. Mi sento molto lontana dalle altre donne europee. Ma vado avanti e sono fiera di quello che faccio in Kenya”.

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6 commenti su ““Vita da esodata, il mio destino ignoto nella lotteria dei diritti”

  1. CARINO SALVATORE dice:

    IO RISPETTO LA DECISIONE PRESA DALLA SIGNORA DI RIVOLGERE I SUOI INTERESSI AL VOLONTARIATO IN AFRICA , MA NON SONO D’ACCORDO ALLA SUA INIZIATIVA EXTRACOMUNITARIA , PERCHE’ RITENGO CHE , ANCHE SE SI CREDE DI CONTARE POCO NELLA SOCIETA’ E DI SENTIRSI ESCLUSI ALLA VITA ATTIVA , OGNUNO DOVREBBE RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI CON TUTTE LE FORZE , ANCHE SE SPESSO E’ MOLTO DIFFICILE E DOLOROSO , ALTRIMENTI IL RISCHIO E’ ANCORA L’EMIGRAZIONE DI MASSA E LASCIARE CAMPO LIBERO A CHI SPECULA SULLE DEBOLEZZE ALTRUI.
    TUTTI CONOSCIAMO LA SOLUZIONE MA SOLO A POCHI E’ LASCIATA LA DECISIONE , BISOGNEREBBE LOTTARE INSIEME PER RIPRISTINARE LA LEGALITA’ E L’UGUAGLIANZA SOCIALE SU TUTTI I FRONTI , INIZIANDO DALLE GARANZIE FONDAMENTALI PER UNA DURATURA DEMOCRAZIA , QUALI : REDDITO MINIMO PER FAMIGLIE , PARI OPPORTUNITA’ , DIRITTO ALLA SALUTE , TRAGUARDI INDISPENSABILI A SALVAGUARDARE LA DIGNITA’ DI OGNI INDIVIDUO .
    METTENDO A RISCHIO LA MIA INCOLUMITA’ PSICO-FISICA ,. IO STO CERCANDO DI FARLO , MA REMANDO INSIEME , LOGICAMENTE , E’ PIU’ CONVENIENTE E MOLTO PIU’ INCISIVO.
    LE PERSONE INDIFESE ED AFFAMATE NON SONO SOLO IN AFRICA , MA OGGI , MOLTO SPESSO , DIETRO LA PORTA ACCANTO , PROVIAMO , INSIEME , A BUSSARE .

  2. Roberto ALBERTINI dice:

    In un paese in cui viene valutata un’ evasione fiscale di 130 miliardi all’ anno, l’ insipienza di un Governo che non pone rimedio al tradimento che lo Stato ha attuato verso questi suoi cittadini, non è più tollerabile! Si proceda immediatamente quindi ad una iniziativa di legge parlamentare per chiudere questa vergognosa vicenda! Lei, Presidente, è stata eletta da una vasta maggioranza della Camera. Faccia quindi un pubblico appello in tal senso. A volte, per una causa sacrosanta, andare oltre il proprio ruolo è un dovere. Coordini, se può, tale iniziativa con la presidenza del Senato e faccia appello al Capo dello stato aggirando l’ inadempienza del Governo! Il Paese le sarà grato!

  3. fantoni amelia dice:

    Gentile Sig. Boldrini
    vorrei porgere alla sua attenzione la mia situazione di esodata di POSTE ITALIANE
    1) Avevo firmato un primo accordo con l’azienda il16/09/2011 con decorrenza al
    30/06/2012. Quando il 06/12/2011 il governo, allora in carica cambio la legge
    pensionista,io mandai a POSTE due raccomandate a.r. chiedendo che il n/s
    rapporto di lavoro non venisse ad interrompersi , inutile dirle che non ebbi risposta
    ed il 30/06/2012 (10 mesi piu’ tardi ) venni “licenziata”.
    2)quando leggo che le tutele prendono in considerazione chi e’ cessato dal lavoro
    al 31/12/2011, io che ben oltre tale data facevo parte dell’organico di POSTE
    ITALIANE, come posso rientrare nei salvaguardati?
    3)Perché quando chiesi di continuare e sottolineo continuare il mio rapporto di
    lavoro non ebbi risposta?
    Le sono grata se vorra’ prendere in considerazione questa posizione di
    “esodata licenziata” e grata se il governo valutera’ la riammissione al lavoro.
    Fantoni Amelia

  4. paola filippelli dice:

    Cristina ciao, io sono Paola Filippelli un’esodata 2008, con te oltre al fatto di essere esodata, voglio condividere la storia di SPES. Mia Nonna paterna era la sorella del nonno di Matteo Richetti il parlamentare DC, il nonno di Matteo era anche il papa di Padre Giuseppe Richetti, missionario della Consolata che è vissuto tantissimi anni a Rumuruti e che all’età di 63 anni è morto e ha voluto essere sepolto a Nairobi. Quella missione l’ha fondata Padre Richetti, lui quando io ero bambina, al rientro dalla missione, veniva a casa nostra e dai parenti, a salutare e a raccogliere quanto era possibile per la missione. Il fratello Alfonso Richetti era il presidente di SPES, purtroppo lui è morto da qualche anno, non so se tu lo hai conosciuto. A Spezzano il 16 agosto, in occasione della fiera di S. Rocco, da tanti anni, tutto il ricavato è destinato alla missione di Rumuruti. Quindi Padre Richetti era lo zio di Matteo il parlamentare. Io non ti conosco personalmente, ho sentito parlare di te sui pulman degli esodati verso Roma. Quasi come i treni nazisti verso i lager….Cristina se vai su facebook puoi vedere chi sono e scrivermi. Ciao un caro saluto.Paola

  5. Angelo dice:

    LE SFIGATE
    Segnalo un altro fatto grave, sempre a scapito delle donne che cessarono di versare i contributi con 15anni di attività ante92. Con la riforma Amato il diritto alla pensione di vecchiaia venne innalzato di cinque anni poichè giustamente si allungava l’aspettativa di vita (nonostante per quelli degli anni 50-55 fosse di circa 70 anni) nessuno osò protestare. Si accontentarono delle deroghe Amato che stabilivano che chi ormai aveva cessato il lavoro prima del 92 aveva comunque il diritto a percepire la pensione di vecchia. Con successiva riforma si alzò ancora l’asticella di un anno, poi arrivò la famigerata riforma Fornero che bypassò le deroghe Amato richiedendo per tutti 20anni di contributi minimo per la “vecchiaia” e sommando ulteriori 6anni per ottenere il diritto. Per molte 12 anni in più rispetto a quando lasciarono il lavoro, convinte di andare con 55anni, ora dovrebbero percepirla a 67anni. Vi lascio immaginare lo sconforto di queste donne 60enni senza più diritto alla pensione. Dopo 2anni di lotte in rete (stampa e televisione non se ne accorsero) finalmente l’inps emette circolare n°16 che ripristina il diritto alla pensione in via amministrativa ma mantenendo i 67 come età anagrafica per il diritto alla pensione. Ma queste donne (in maggioranza) ormai sul piede di guerra cominciano a dire basta ad ulteriori innalzamenti dell’età e si uniscono ai così detti esodati, sentendosi loro stesse esodate ante litteram. Dopo vari ripensamenti la commissione lavoro della Camera decide di interpolare il loro caso nella pdl 224 unificata che si sta discutendo al tavolo istituito dal Ministro Poletti, creando grandi aspettative in queste “sfigate”. Grandissima delusione quando gli esperti dell’imps e di rgs dicono che bisogna espungere questo caso perchè costano troppo (nonostante il tentativo del resto degli esodati di dimostrare che i dati economici sono palesemente errati e pretestuosi). I comitati in rete, per non dare appigli acconsentono all’espunzione gettando nuovamente nella disperazione le “sfigate”. Ditemi voi, a quale Santo si devono appellare queste donne, forse a Santa Laura?

  6. valentinomartella dice:

    ottima l’approvazione del decreto degli esodati entro il 30 giugno..speriamo si risolva per i capi dell’intelligence..