Terremoto: “Necessaria sinergia tra le istituzioni”

1 - In visita nei comuni delle Marche e del Lazio colpiti dal terremotoDei giorni trascorsi nei luoghi del terribile terremoto che il 24 agosto scorso ha colpito drammaticamente Marche e Lazio parlo in questa intervista al Corriere Adriatico.

 di Andrea Taffi

Quattro giorni tra macerie e campi tenda. Per capire tutto, toccare con mano. Anche la rabbia di chi, come l’altro giorno a Borgo di Arquata, le ha detto che vive in pigiama da tre giorni. La presidente della Camera Laura Boldrini, marchigiana purosangue, come portavoce dell’Onu, l’aveva già fatto decine di volte. Nei tre anni da terza carica dello Stato, forse è stato il momento che si è avvicinato di più alle tante missioni umanitarie vissute.

Ha rivisto il suo passato?
«A Pescara ho pensato alle macerie di un bombardamento. Chi fugge dalla guerra in Siria perde tutto come chi ha perso i sacrifici di una vita nel terremoto. Queste persone vanno assistite anche psicologicamente».

Il suo ultimo tweet: la prossima legge di stabilità dovrà esserlo anche in senso edilizio e architettonico. Molti dicono: servono incentivi per la prevenzione.
«La nuova legge di bilancio sarà il momento di fare le scelte, anche di stanziamenti. Fare in modo che diventino priorità la stabilità architettonica, edifici, materiali, concentrarci sul tema».

Nello specifico?
«C’è una legge dopo L’Aquila che prevede l’obbligatorietà di costruire ex novo in base a criteri antisismici. Sul già costruito, ci sono facilitazioni per i privati e incentivi fiscali, il 65%, per chi vuole ristrutturare secondo parametri antisismici».

Non sulle seconde case. Chi lo spiega agli sfollati di Pescara del Tronto?
«Quando ci sono seconde case bisogna capire come migliorare le situazione. Un privato pur in presenza di facilitazioni, non sempre è motivato a fare lavori antisismici. E non lo si può obbligare a farli».

Il nuovo codice degli appalti non ha i decreti attuativi. Se l’immagina la gestione delle gare?
«Non entro nel tecnico, non è mia competenza. Quando i decreti attuativi saranno finalizzati, andranno messe in campo tutte le garanzie possibili perché si facciano due cose: mettere al sicuro le buone pratiche e imparare dagli errori fatti».

Nei campi tenda si respira insoddisfazione verso la politica che non ha protetto o vigilato.
«C’è stata grande prontezza nel primo intervento dei corpi dello Stato e anche questa è espressione dello Stato».

Pensavamo alla politica che programma, spende e non controlla.
«Queste persone sono disposte a dar fiducia alla politica ma non a scatola chiusa, in bianco. Io non ho avvertito sentimento di avversione e ho girato tanto: Pescara, Arquata, Borgo, Spelonga, Amandola. Ho sentito che vogliono fidarsi perché finora la risposta è stata buona. Il problema è il dopo. Temono di essere lasciati soli, con l’inverno, al loro destino».

La politica, presidente.
«La politica a tutti i livelli deve dare risposte certe, la strada è la sinergia istituzionale. Abbiamo fatto riunioni in questi giorni: i sindaci dell’ascolano, i parlamentari marchigiani con Ceriscioli, i consigli regionali con Mastrovincenzo».

E la presidente della Camera concretamente cosa farà?
«Continuerò l’interlocuzione tra istituzioni, ci ritroveremo a discutere quando avremo il quadro e gli strumenti legislativi chiari. Governo, Camere, regioni, enti locali e Comuni con protezione civile. Questo è l’approccio, e su questo farò da stimolo sempre».

Dovesse battere i pugni sul tavolo oggi, su cosa punterebbe?
«Primo, per farsi rispettare non c’è sempre bisogno di battere i pugni. Che si debbano riaprire le scuole in tempo è quasi ovvio. Ne ho parlato poco fa con con Curcio, il capo della protezione civile che già si era raccordato con la ministra Giannini. Non cominciamo dall’anno zero, il modello Marche ha funzionato, va riprodotto con le eventuali migliorie necessarie».

Dopo aver visto le inchieste sui crolli dell’Aquila, poi i furbetti e infine le tangenti, questo fazzoletto di Marche ha forza per resistere?
«La gente è disposta a rimboccarsi le maniche come ha sempre fatto. L’importante è coinvolgerla, farla sentire parte attiva del processo di ricostruizione. Se non ricordo male tangenti nel terremoto del ‘97 non ce ne furono: torno al punto delle buone pratiche».

La gente vuol rimanere dov’è: chi glielo spiega a Pescara del Tronto che è una parola ricostruire sul quel costone?
«La popolazione vuol rimanere vicino casa e per quanto possibile il desiderio va rispettato, le valutazioni e le risposte le daranno gli esperti».

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2 commenti su “Terremoto: “Necessaria sinergia tra le istituzioni”

  1. luigi crocco dice:

    … ritengo dopo decenni di cataclismi naturali e no sul suolo d’italia non si prenda di esempio il Giappone nato sulla bomba atomica o da altri paesi più attenti sulle calamità sociali così l’italia politica e dei palazzinari mai si è interessata alle genti se non in occasioni di promesse poi cestinate al indomani del elezioni vuoi per corruzione , delinquenza, mafia, camorra ecc. di fronte al incapacità di prendere decisioni sui progetti migliori di esempio in altri paesi anche a seguire l’esecuzione fino al compimento del opera dove il finanziamento scarno al origine , senza controllo , sollecita il risparmio sul ferro e cemento in sabbia del mare , calcinacci e polistirolo ecc

  2. sono d’accordo su quanto espresso dalla presidente della camera. voglio precisare che il terremoto 2016, per quanto esteso, si trova in condizioni ben diverse da quello di l’aquila. tutti noi abbiamo ascoltato quella terribile telefonata dagli appaltatori. c’era Bertolaso che senza vergogna….. il terremoto 2016 verrà seguito come quello dell’emilia. ben altra cosa. non entro nel merito delle seconde case perché non conosco la legislatura ma, dalle parole di renzi, mi pare di aver capito che vuole mettere in sicurezza l’italia intera. programma ambizioso che durerà oltre un decennio e che sarà controllato dall’anticorruzione. se dovesse essere così sarebbe un bene per il nostro paese. ciò che mi suscita perplessità è il m5s che ricomincia a parlare della decrescita felice e che non vuole le olimpiadi a roma. SPERO PEDA CONSENSI.