Un anno insieme

“Cercherò di portare, assieme a ciascuno di voi, con cura e umiltà, la richiesta di cambiamento che alla politica rivolgono tutti gli italiani.

La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione”. Un anno fa chiusi con queste parole il discorso di insediamento, pronunciato ancora sotto l’effetto della sorpresa che mi era piovuta addosso da pochissime ore, quando mi ero ritrovata investita di una responsabilità e di un onore che mai avrei immaginato prima. Gli anniversari servono a misurare, e a far misurare agli altri, il percorso fatto e il suo grado di coerenza con gli impegni iniziali: soprattutto con la domanda di cambiamento che, ad un anno di distanza, continua a soffiare forte sulla politica e sulle istituzioni italiane. Non dimentico che quella domanda fu la base stessa della mia elezione, come del voto per Pietro Grasso. Due profili politicamente “anomali”, i nostri, scelti proprio perché l’anomalia aiutasse a ridimensionare il fossato che da tempo si era allargato nel rapporto coi cittadini.

L’obiettivo di accorciare la distanza tra il “palazzo” e la vita delle persone comuni ha guidato ogni giorno e ogni singola scelta di questo mio primo anno. E’ la bussola che ho usato per orientarmi nelle decisioni, non sempre facili, da prendere dentro Montecitorio. Ed è stato alla base dei tanti incontri che ho tenuto alla Camera con delegazioni di amministratori, di artigiani e piccoli imprenditori, di lavoratori cassaintegrati e precari. Ma anche con associazioni di disabilidi donne e di migranti.

I tagli – a cominciare dal mio stipendio – e i risparmi decisi con l’Ufficio di Presidenza già subito dopo l’avvio del mandato sono stati il “biglietto da visita” con il quale ho voluto presentarmi ai cittadini e dir loro che condividevo l’esasperazione generale per i troppi scandali. Vedi anche (1)

L’attenzione dedicata alle questioni di genere, in una Camera con la più alta percentuale di deputate della storia repubblicana, ha voluto essere anche una risposta alle richieste che le donne italiane avevano fatto negli ultimi anni tornando a riempire le piazze. L’impegno alla rimozione dei segreti sugli atti riguardanti alcune vicende ancora oscure della recente storia italiana è stato il modo per testimoniare che le istituzioni possono essere luogo di trasparenza persino nell’Italia rassegnata a convivere con troppi “misteri”. Vedi anche (1) (2) (3)

Però questa distanza non poteva, non può essere colmata soltanto stando a Montecitorio. I parlamentari hanno certamente come compito principale fare leggi. Ma fa un clamoroso errore di comprensione della società italiana chi non si accorge di quanto forte sia, nel Paese di oggi, la richiesta che l’istituzione si mostri vicina ai territori, sappia prender atto di persona delle proteste e delle proposte. E non c’è nuova tecnologia che tenga, non c’è mail (ne abbiamo ricevute decine di migliaia in questo primo anno e a tutte abbiamo risposto), non c’è social media, che possano sostituire il contatto diretto. E’ per questo che, nel rispetto degli impegni d’aula, sono stata in giro per l’Italia per decine di iniziative organizzate da Regioni, Comuni e associazioni. Ho voluto sostenere i giovani, visitando scuole e università e promuovendo start up e idee innovative.

Per me incontri interessanti e gratificanti: dà una gran forza l’incoraggiamento delle persone che apprezzano il tuo lavoro, e il loro “coraggio, Laura, vai avanti”, soprattutto da ragazze e ragazzi, mi è stato d’aiuto anche in qualche momento difficile vissuto sullo scranno di Presidente. Ma, al di là della mia persona, questi incontri mi pare dicano qualcosa di importante per tutti: che il dialogo con le persone è ancora vivo; non si è spenta la voglia di partecipazione che dal dopoguerra ha sempre caratterizzato la società italiana; e che se noi, donne e uomini delle istituzioni, abbiamo la capacità di metterci in ascolto, la risposta non manca.

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5 commenti su “Un anno insieme

  1. nicola quadraro dice:

    #iostoconlaura

  2. La Tana Garcia dice:

    Oggi alle 00:00 ore (argentina) ho scrito nel mio facebook

    16/03/13 Un anno fa ascoltavo con grande ammirazione a questa Donna che non conoscevo e mi ha commosso con il suo discorso.
    Oggi continuo a guardarla per prenderla come esempio, per riflettere sulla realtá mondiale, per imparere. E perché? Perché come è stato dimostrato con la sua carriera e ora con i suoi gesti, parole e azioni, è un vero rappresentante del cambiamento verso una società più giusta, di cooperazione e fratellanza e dove ci sarebbero rispetatti i diriti e la libertà.
    Una donna che vuole sinceramente -anche con alcuni errori- che l’Italia vada avanti. Spero che gli italiani siano fino alla sua altezza per approfittare di questa opportunità e con gli italiani, tutti.
    I. Liliana Garcia (La Tana) sociologa, Argentina.

  3. GraficNovel dice:

    Gent.le Presidente prima di tutto tanti auguri per il Suo primo anno di Presidenza alla nostra Camera dei Deputati. La Sua nomina era arrivata così all’improvviso, senza nessun preavviso, una persona che non veniva dalla politica, ma da innumerevoli viaggi in giro per il mondo per tutelare i diritti delle persone che non possono farlo, quelli che Lei chiama “gli ultimi”. Una giovane donna che ha conquistato un po’ tutti con il Suo discorso di insediamento, facendo promesse a cui almeno in parte, facendo molta fatica è riuscita a dare seguito. Una Presidente che si divide tra il lavoro dentro Montecitorio e fuori incontrando la gente, aspetto importante che non ha mai voluto tralasciare, perché parlarsi guardandosi negli occhi è importante, come confrontarsi scambiandosi opinioni. Ha fatto tanto eppure siamo solo a metà strada di un percorso, molti problemi soprattutto degli ultimi non sono stati risolti, il nostro Paese da segnali di ripresa ma non è abbastanza, un po’ come le donne e i loro diritti. Purtroppo non è riuscita a dialogare con tutti, ma ha fatto qualcosa di più importante: ha permesso a tutti di ragionare, acquisire nuovi concetti interessandosi alla politica e non accantonare la speranza, unendola alla forza di lottare per un futuro migliore. Ogni volta è uno scambio. Importante ed essenziale nelle situazioni giuste, ma anche negli errori che potrà compiere. Così “Avanti Presidente” siamo sulla strada giusta sia nel nostro Paese che nell’Europa che ci guarda, certo ci sarà da mettere a posto molti steps ma con tanta voglia di fare, riusciremo a fare la nostra parte con la UE. Così Presidente Laura Boldrini per la prima volta le rinnovo tanti in bocca al lupo per tutto. A Lei: grazie per aver mantenuto le parole dette in quel discorso.
    GraficNovel

  4. Antonella dice:

    Grazie Presidente per quello che sta portando avanti…immagino le difficoltà, i momenti credo anche di solitudine, ma non si lasci distogliere mai da quello che è il suo fine della politica: una speranza, un servizio e una passione…lo trasmetta a chi incontra ogni giorno, a coloro che sono in quell’aula del Parlamento…ai giovani trasmetta quel senso di speranza perché noi siamo il futuro di questo Paese…ci aiuti a continuare ad innamorarci dell’Istituzione e non delle poltrone…
    Grazie…buon lavoro e buona guarigione!

  5. Pietro dice:

    vorrei che i Parlamentari approvassero la legge contro il mobbing,che da anni i Politici in questi tredici anni dalla direttiva Europea ci chiede e ci sollecita ,ma nessuno sembra capire i danni a chi si salva dal suicidio, e vede il carnefice che non può essere perseguito penalmente per la Vostra ostinata indifferenza al fenomeno in grande espansione.
    (http://www.superabile.it/web/it/COMMUNITY/L'esperto_risponde/Lavoro/info1456780332.html) / ( https://www.facebook.com/pages/ALLARME-MOBBING/232146666874 )