“Gioco d’azzardo, comprare un sogno è ormai un fenomeno di massa”

matteo iori-wdi Matteo Iori

Il gioco d’azzardo è ormai da diversi anni un fenomeno di massa nel nostro Paese.

Il trend di crescita è sicuramente attribuibile anche agli impulsi generati dalle varie manovre economiche. Dalla metà degli anni ’90 tutti i Governi hanno costantemente introdotto nuove offerte di gioco d’azzardo pubblico; l’ultimo governo Berlusconi, nel triennio 2009-2011, ha poi liberalizzato una grande quantità di giochi d’azzardo che hanno portato l’Italia a primeggiare a livello mondiale nella spesa pro-capite sull’azzardo. Se l’Europa, con il suo 34%, rappresenta un terzo del totale della raccolta mondiale sul gioco d’azzardo, l’Italia svetta sulle nazioni europee con cifre molto eloquenti, ed esempio con una spesa in azzardo quasi tre volte superiore a quella di Francia o Spagna.

In Italia nel 2012 sono stati spesi in azzardo 88,5 miliardi di euro e mentre la crisi, secondo l’Istat, ha indotto le famiglie a risparmiare anche sui generi alimentari e ha portato i risparmi ai minimi dal 1995, le spese per l’azzardo sono cresciute costantemente: nel nostro Paese si è passati dai 14,3 miliardi di euro giocati nel 2000, ai 24,8 del 2004, ai 47.5 miliardi del 2008, agli 88,5 miliardi del 2012. Purtroppo queste spese non riguardano equamente tutti gli italiani in quanto, come ha sottolineato la Corte dei Conti, «il consumo dei giochi interessa prevalentemente le fasce sociali più deboli ed è legato alla scarsa diffusione della cultura scientifica, oltre che al desiderio di comprarsi un sogno».

E sulla possibilità di comprarsi un sogno insistono in modo pressante le pubblicità che inducono i giocatori a credere che la grande vincita, che potrà “cambiare loro la vita”, sia a portata di mano. Molte persone, affascinate dall’idea di una vincita facile, vedono il gioco d’azzardo come un’opportunità di riscatto e una soluzione alle difficoltà quotidiane, ma sono soprattutto le persone un po’ più fragili a crederci maggiormente: secondo la ricerca nazionale CONAGGA-CNCA 2011 il gioco d’azzardo aumenta con la diminuzione della scolarizzazione o con la diminuzione delle certezze lavorative, e una parte delle persone ha un problema di dipendenza da gioco d’azzardo. Tradotto in numeri, secondo una ricerca del CNR, su 19 milioni di italiani che hanno giocato d’azzardo nell’ultimo anno, quasi un milione di persone ha un gioco problematico e una parte di questi (3-400.000 mila) sono addirittura patologici.

Paradossalmente, se l’Italia è uno degli stati in cui si gioca di più, è anche uno dei pochi paesi occidentali che non riconosce ancora una cura garantita ai dipendenti da gioco d’azzardo. Il gioco d’azzardo non è ancora stato inserito nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e questo non consente a chi ha questa forma di patologia di avere diritto alle stesse cure o terapie garantite dal Sistema Sanitario per altre forme di dipendenza.

È questo grave quadro complessivo che ha spinto diverse istituzioni e organizzazioni nazionali della società civile a decidere di promuovere “Mettiamoci in gioco. Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo”, nella speranza che la diffusione di maggiori informazioni su questo fenomeno e sulle sue ripercussioni sociali possa favorire una reale regolamentazione del fenomeno, cresciuto quasi senza regole e limiti, e l’aumento di maggior consapevolezza nella cittadinanza e in chi la rappresenta.

Matteo Iori è Presidente del CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo) e dell’Associazione Onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” di Reggio Emilia

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