Aziende di elettrodomestici, emergenza da affrontare

w_resizer“Non vogliamo essere un popolo di cassintegrati. Siamo abituati a lavorare, e vogliamo farlo nella nostra regione. Ma sempre più spesso alcuni di noi cominciano a pensare di emigrare”.

E’ quello che mi hanno detto oggi, a Montecitorio, i lavoratori dell’area di Fabriano, nelle Marche. Mi hanno raccontato le difficoltà legate alla durissima crisi che ha investito le aziende produttrici di elettrodomestici e quelle dell’indotto. Le rappresentanze sindacali unitarie di fabbriche come Indesit, Elica, Best, Tecnowind hanno denunciato le conseguenze delle delocalizzazioni, chiedendo il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e il ripensamento delle produzioni, che la competizione internazionale rende indispensabile.

Per reagire alla crisi non bisogna spostare le imprese all’estero, ma investire sulla qualità. La ricerca e una politica industriale seria devono essere all’altezza delle sfide della globalizzazione. Lo Stato deve perciò aiutare, anche agevolandone l’accesso al credito, le aziende che investono in innovazione mantenendo i livelli occupazionali.

Scriverò ai Presidenti delle Commissioni Lavoro e Attività Produttive della Camera per chiedere loro di occuparsi dei problemi segnalati dalle Rsu che ho incontrato, nelle forme che riterranno più opportune.
Mi rivolgerò anche ai Ministri per lo Sviluppo economico e del Lavoro, e cercherò di facilitare l’esame parlamentare di ogni iniziativa del Governo che possa affrontare con efficacia questa emergenza.

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