Una Banca Euromediterranea per lo sviluppo

904208_369455593164645_346901543_oAl summit dei presidenti dei Parlamenti dell’Unione del Mediterraneo, a Marsiglia, si è parlato delle azioni concrete da intraprendere per lo sviluppo.

Tra queste la creazione di una banca Euromediterranea. Dopo il vertice ho tenuto incontri bilaterali con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, e le delegazioni di Egitto, Algeria, Tunisia e Marocco. Il forum è stato importante per avviare un confronto costruttivo e paritario tra tutti i paesi della Ue e della sponda sud del Mediterraneo e per sottolineare l’importanza di conoscersi tutti meglio. Perché‚ i pregiudizi sono basati sull’ignoranza, anche in società composite come quelle del nostro tempo.
Siamo in una fase critica e delicata sia per l’Europa che per molti Paesi della sponda sud del Mediterraneo e i processi di democratizzazione in corso in molti di questi vanno sostenuti nell’interesse comune, attraverso scambi politici, culturale, ma anche economici.
Lo sviluppo è essenziale per lo stabilizzarsi della democrazia. In questi anni tanti giovani sono fuggiti dai loro paesi africani rischiando la vita nel Mediterraneo. Questa è una grande ferita che deve essere rimarginata con azioni concrete, che contribuiscano allo sviluppo nei Paesi di provenienza.
Da ciò nasce la proposta italiana di una Banca Euromediterranea sul modello della Bers, ovvero la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che raccolga risorse finora divise in diversi canali in un solo istituto da cui attingere. Bisogna dare corpo alle idee, mettendo in atto i progetti e incrementando le iniziative di partenariato e scambio, anche fornendo expertise a livello istituzionale nei processi di transizione politica.

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Un commento su “Una Banca Euromediterranea per lo sviluppo

  1. vito dice:

    In prospettiva il Mediterraneo deve tornare ad essere il cuore dell’Europa; se l’Europa deve delocalizzare cominci con il Maghreb piuttosto che con il Far-East.
    Le popolazioni locali, con risorse economiche, vivrebbero molto meglio nella loro area stanziale rispetto ad una, oggi, necessaria migrazione verso l’Europa.