Il coraggio di Ferrara ad un anno dal terremoto

w_7235835622_72113ebe6e_nRicominciare, ricostruire, rivisitare. Con queste parole i cittadini di Ferrara hanno dimostrato con i fatti che questo nostro Paese ha risorse umane straordinarie.

Dal discorso pronunciato a Ferrara, ad un anno dal sisma del maggio 2012

“Credo che tra i compiti di chi rappresenta le istituzioni ci sia, oltre a quello di raccogliere le denunce, anche quello di dare voce all’Italia che sceglie il coraggio al posto della paura, l’interesse pubblico al posto del tornaconto personale, l’iniziativa al posto della rassegnazione.
Agli eroi del quotidiano che sono anche qui, stasera, a Ferrara. Ve ne sono tanti! Sono tutti coloro che dopo aver pianto i loro cari e i loro beni, perduti sotto le macerie del terremoto, si sono asciugati gli occhi e si sono rimboccati le maniche. Non avete ceduto alla disperazione, non vi siete rassegnati. Avete alzato una bandiera. Su quella bandiera c’era scritto, come state ripetendo stasera, ‘ricominciare, ricostruire, rivisitare’. Grazie e ancora grazie a tutti voi. Così facendo avete fatto del bene non solo alle vostre famiglie, alle vostre scuole, alle vostre aziende. Avete fatto del bene a tutti gli italiani. Avete dimostrato con i fatti, con un impegno senza risparmio, che questo nostro Paese ha risorse umane straordinarie che possono dare moltissimo alla collettività. Che l’Italia solidale esiste e non è schiacciata dall’egoismo. Che valori come fratellanza, partecipazione e onestà (i valori della nostra Costituzione) sono ancora ben vivi e capaci di mobilitare migliaia di cittadini. Che la parola comunità ha un senso profondo e assolutamente attuale.

Considero di enorme importanza la scelta che avete fatto di dare una corsia preferenziale alla funzionalità delle scuole, per garantire ai ragazzi di non dover rinunciare neanche parzialmente al percorso formativo.
Oggi è importante che non si spengano i riflettori sulla ricostruzione e che il Parlamento e il Governo non si distraggano. Tanto è stato fatto, non c’è dubbio. Ma tanto resta ancora da fare.
Io sono qui con voi, oggi, a prendere un impegno : farò di tutto, faremo di tutto perché Parlamento e Governo rimangano vigili e attivi. Che non si dimentichino di questi Comuni e degli impegni assunti per completare la ricostruzione. Che diano le risposte che sono ora necessarie e attese da tutti voi. Queste risposte bisogna trovarle già nel Decreto Legge sulle emergenze, che ha iniziato il suo iter al Senato e verso il quale avete indirizzato voi stessi risposte migliorative. Appena sarà licenziato dal Senato, la Camera dei Deputati riserverà a questo decreto un’attenzione scrupolosa e tempestiva”.

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