Ecco cosa sta facendo l’università di Venezia per la parità di genere

di Marco Sgarbi

Colmare il divario di genere e valorizzare le differenze. A cominciare da linguaggio che usiamo tutti i giorni all’Università.

L’idea è nata dal Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari dove è attivo un gruppo di ricercatrici e ricercatori che studiano e insegnano linguistica e scienze del linguaggio.

Abbiamo quindi avviato un’opera di re-ingegnerizzazione del sito web dell’Ateneo, visualizzato ogni giorno da centinaia di migliaia di utenti, interni ed esterni, riprogrammando le oltre 5.000 pagine per introdurre l’uso del genere femminile nella definizione dei ruoli istituzionali e le professioni: Direttrice, Prorettrice, Professoressa, tutti termini poco utilizzati nella terminologia amministrativa e istituzionale. È  stata scelta innanzitutto culturale, un segnale dovuto di attenzione verso chi lavora e studia nella nostra istituzione; una scelta che vuole essere un esempio, nell’auspicio che tutti gli atenei italiani e l’amministrazione pubblica più in generale possano adottare misure simili.

Nel nostro ruolo di istituzione di ricerca e di formazione superiore, il nostro impegno a diffondere il valore delle differenze e favorire il superamento del divario di genere si attua a diversi livelli, in particolare come ricercatori: il neonato International Center for the Humanities and Social Change, istituito a Ca’ Foscari, che collegherà prestigiose università di tutto il mondo, mette al lavoro una squadra di trenta ricercatori di diversa formazione per indagare i conflitti sociali proprio con l’obiettivo di analizzarne le cause, proporre policy e superare le disuguaglianze.

Il divario lo vediamo tutti i giorni. Accade per esempio che nella nostra regione, il Veneto, le ragazze iscritte a percorsi di laurea connessi alle discipline STEM siano nettamente inferiori rispetto ai colleghi maschi iscritti alla stessa area.

Eppure a Ca’ Foscari le studentesse di area scientifica si laureano prima e con risultati brillanti; l’80 per cento trova lavoro entro un anno dalla laurea magistrale, percentuale che arriva alla piena occupazione a tre anni dal conseguimento del titolo. Alla prova del portafoglio, però, in Italia le donne percepiscono stipendi generalmente di entità inferiore agli uomini a parità di ruolo con divari anche di più di 900 euro mensili nei lavori di ICT. Nei prossimi mesi Ca’ Foscari metterà a sistema delle azioni volte a colmare questo divario, migliorando l’occupabilità e promuovendo la leadership delle nostre studentesse.

Anche l’Università può e deve fare la propria parte, dall’orientamento in ingresso al placement in uscita, per superare il gender gap e gli stereotipi culturali.

Marco Sgarbi è Professore Associato di Filosofia e Prorettore alla Comunicazione e alla all’Università Ca’ Foscari Venezia; nel 2013 è stato tra gli otto italiani vincitori delle borse di ricerca dello European Research Council per giovani ricercatori. Tra le sue aree di ricerca figurano la filosofia e le scienze sociali, filosofia della scienza e storia della filosofia.

Share Button

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicatoI campi richiesti sono marcati da *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*