La nostra sfida, riconciliare cittadini e istituzioni

w_radioanchioLa vera sfida è fare in modo che le persone si innamorino delle istituzioni, ma queste devono essere degne.

Anche nei comportamenti privati. E’ quello che ho detto questa mattina a Radio Anch’io. Credo che per riconciliare i cittadini con le istituzioni queste non devono essere impermeabili ai bisogni dei cittadini. Ci sono stati troppi scandali in questi anni. C’e’ stato un intollerabile uso distorto e improprio dei fondi pubblici e tutto questo mentre le condizioni di vita delle persone peggioravano. E’ indispensabile invertire la rotta e fare di questa Camera dei Deputati la casa della buona politica aprendo il palazzo alle istanze della società civile perché gli eletti debbono rispondere a chi li ha votati.Mi auspico che anche i dipendenti della Camera, nella misura che riterranno e sempre in accordo con i sindacati, diano un segnale di sobrietà. Non sarà facile, ma ci proveremo. Gli italiani amerebbero di più questo palazzo.

In merito al decreto sui debiti della pubblica amministrazione con le imprese, questa mattina a Radio 1, ho detto che la Commissione speciale istituita per esaminare il provvedimento che sbloccherebbe 40 miliardi è al lavoro, e a giorni riferirà in aula. C’è anche un altro punto importante, l’estensione dei benefici per gli esodati, e poi l’utilizzo dell’otto per mille. Questi sono i primi provvedimenti tangibili, poi si deciderà con i gruppi. L’ufficio di presidenza è un organo collegiale e si deciderà insieme. Andiamo per gradi, step by step, non credo ci sia una forza politica che si possa permettere di frenare questo iter. Mi auguro che la conversione in legge dei decreti del governo arrivi il prima possibile, ce lo chiede il Paese.

Nel corso della trasmissione ho commentato le affermazione postate ieri da Beppe Grillo sul suo blog. Ho detto che ci deve essere rispetto e che gli insulti non servono per farsi ascoltare. Quando ci sono argomenti validi e contenuti non c’è bisogno di turpiloqui. Chi ricorre a questo strumento probabilmente teme che quel poco che ha da dire non sia abbastanza o non faccia effetto. Le parole sono anche sostanza e bisogna essere più cauti quando ci si esprime, soprattutto se si è leader di una forza politica. Occorre usare un linguaggio proprio, tanto più se si ha un messaggio da inviare.

Con la rinuncia agli appartamenti di servizio e con norme più restrittive per l’uso delle autovetture, oggi abbiamo messo a segno un primo risultato, a nemmeno due settimane dall’insediamento della Camera. Voglio ringraziare tutto l’Ufficio di Presidenza, che con sensibilità, competenza e tempestività ha saputo mandare un segnale chiaro di sobrietà all’opinione pubblica. Sono certa che lo stesso clima positivo di confronto accompagnerà anche le scelte che saremo chiamati a fare all’inizio della prossima settimana sul trattamento economico dei deputati titolari di cariche e le loro spese di segreteria e di rappresentanza. Ciò avverrà in raccordo con il Senato, come già convenuto col Presidente Grasso subito dopo la nostra elezione.So bene che i tagli ai compensi di chi svolge attività istituzionale non servono certo a far ripartire l’economia del Paese e a rispondere alla drammatica mancanza di lavoro. So però anche che la nuova legislatura deve esibire da subito un “biglietto da visita” credibile per riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Le nostre scelte di oggi vanno in questa direzione.

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