Le repliche del Quirinale e del mio portavoce alla fake news de Il Tempo

Dall’Ufficio stampa della Presidenza della Repubblica al direttore del quotidiano Il Tempo

Egregio Direttore, 

in riferimento all’articolo pubblicato il 10 agosto con il titolo “Boldrini nella spiaggia dei Presidenti” a firma di Ivan Fabbri, l’Ufficio Stampa del Quirinale precisa quanto segue:

La presidente Boldrini è ospite saltuaria della spiaggia della tenuta presidenziale di Castelporziano.

Non risponde al vero la notizia che su di lei vigilerebbero dei corazzieri a cavallo (a Castelporziano non ve sono). Nessun servizio di tutela speciale viene effettuato in concomitanza della presenza della presidente della Camera a Castelporziano, dove ogni giorno personale delle forze dell’ordine – non dei corazzieri – anche a cavallo,  garantisce la sicurezza generale della riserva  e la tutela del patrimonio ambientale.

Non risponde a verità la notizia che alla presidente Boldrini venga destinato un tratto di spiaggia, con  bungalow  annesso: nelle occasioni in cui vi si reca usufruisce della stessa spiaggia e delle  stesse e preesistenti strutture (semplici cabine in legno con docce e servizi in comune) dell’area destinata ai consiglieri e ai direttori della Presidenza della Repubblica.

Infine, a Castelporziano non esiste un tratto di arenile assegnato ai “poveri peones”. Vi è invece lo stabilimento del Circolo dei dipendenti, che ospita anche  le attività balneari  destinate ai  partecipanti ai centri estivi per disabili.

Dal portavoce della presidente della Camera, Roberto Natale, al quotidiano Il Tempo

La nota dell’ufficio stampa del Quirinale riporta alla realtà la fiction che Il Tempo ha sceneggiato ieri ancora una volta ai danni della Presidente della Camera. Nessuna “striscia di spiaggia riservata esclusivamente alla Boldrini”. Nessuna “superprotezione con due corazzieri a cavallo”, avendo la Presidente la consueta scorta che la segue ovunque: la cui consistenza – giova ricordarlo, anche se il vostro giornale fatica ad accettarlo – non è decisa da lei, ma dalle autorità preposte alla sicurezza dei rappresentanti delle istituzioni. E può appartenere solo ad una modesta serie tv anche la scena in cui Laura Boldrini incalzerebbe il Presidente della Repubblica per ottenere da lui un posto in lista con Pisapia: invenzione ridicola, prima ancora che offensiva verso tutti e tre i nomi coinvolti.

Non mi dilungo nel contestare anche i contenuti del pezzo di appoggio, secondo cui “Laura non si nega i piaceri della casta”, ennesima rifrittura di alcune delle polemiche infondate e strumentali che hanno accompagnato in questi anni la Presidente della Camera. Quanto alla coerenza con la quale Laura Boldrini ha perseguito la scelta di doverosa sobrietà proclamata a inizio legislatura – fatta di taglio del 30 per cento della propria retribuzione, rinuncia all’appartamento di servizio, ricorso scarsissimo ai voli di Stato, e via dicendo – può bastare un dato di interesse generale: dal 2013 la Camera ha fatto risparmiare alle casse dello Stato 350 milioni di euro. Una cifra record, che potrebbe meritare persino la prima pagina del Tempo. Se il vostro giornale non fosse accecato da una incontenibile ostilità politica.

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5 commenti su “Le repliche del Quirinale e del mio portavoce alla fake news de Il Tempo

  1. Sonia Valenzin dice:

    Sono una dei tanti indignati per le calunnie e gli insulti espressi nei confronti di una donna ammirevole sotto tutti i punti di vista. Ma BASTA!

  2. Enzo dice:

    Piena solidarietà alla Presidente della camera e a Laura Boldrini come donna.
    È inaudita, rozza e volgare la veemenza che si è scagliata contro di Lei
    Enzo Vigo insegnante

  3. grazia dice:

    Cara Presidente, cara Laura,
    leggo poco l’attualità della stampa italiana da quando la violenza e la superficialità nella descrizione degli eventi mi hanno convinta che perdere un po’ di informazione a favore di un più serio approfondimento sui temi che riteniamo rilevanti sia lo scotto da pagare per chi come me ha una forte sensibilità e ha creduto davvero che giornalisti e fotografi fossero eroi del XX secolo.
    Per me, laureata in Sociologia con una tesi in giornalismo e in particolare su un premio di fotogiornalismo che cercava di raccontare la verità e non i punti di vista, la delusione sulla stampa italiana è stata, all’epoca, cocente.
    Avrei voluto fare la giornalista ma non avevo santi in redazione, né il portafoglio gonfio per pagarmi una scuola, ma soprattutto avevo imparato che in ogni luogo di lavoro e di vita si può adempiere alla missione della verità e della giustizia.
    Sono qui come una semplice donna, 40 anni, ancora tanta voglia di essere e di fare, una persona che vuole, dopo tanto rumore, scrivere poche righe ad un’altra donna, anzi ad un’altra persona.
    L’aggressività che si scatena su coloro che rivestono posizioni realmente di rilievo, se si tratta di donne, rende più cristallino quanto sia grande la paura di una società che cambia. Una società in cui sia reale l’equilibrio dei poteri tra i generi. Una società in cui non si debbano più ascoltare frasi come: “le donne non sanno fare squadra”. Una lagna che ci sentiamo dire da sempre e che invece se proviamo a tradurre in lingua maschilista suona più o meno così: “Le donne non sono come noi maschi che difendiamo la società dei magnaccioni, non sono come noi che ci costruiamo caste impossibili da scardinare, non difendono come noi gli inquisiti e i corrotti, le donne non si difendono quando sono indifendibili”. Le donne rompono, è vero. Rompono schemi vecchi di cent’anni. Le donne sono streghe, è così. Perché non si uniformano al pensiero comune. Le donne non fanno quadrato per difendersi, perché fanno famiglia, una cosa diversa che nella sua accezione moderna, o antichissima, unisce e accoglie individui di diverso sesso, età e cultura.
    E lei, Presidente è tra le altre cose, anche una donna, che utilizza ancora istinto e sensibilità per completare la logica. E’ un esempio da seguire. Tante parole scritte di getto per scriverle: grazie. Con la testa e con il cuore. Grazia Della Cioppa

  4. Gabriella Ferrari Bravo dice:

    Bisogna reagire in modo molto fermo a questo tipo di spazzatura che si amplifica sui social. Tutta la solidarietà con la Presidente della Camera. Gabriella Ferrari Bravo

  5. massimo monti dice:

    Lo scritto “Fenomenologia del no-vax” pubblicato sull’Espresso di questa settimana, affronta temi di assoluta attualità. Sono d’accordo con buona parte delle argomentazioni anche se penso che le citazioni colte non siano pertinenti, mentre non c’è alcun richiamo alle cause del fenomeno. E’ mia convinzione che certi fenomeni sono diretta conseguenza della femminilizzazione della società e la conseguente sostituzione della ragione con l’emotività. L’emotività di massa segna tutta la storia umana, ma solo con la crescita esponenziale del potere femminile questa emotività diventa legge, accredita fenomeni sociali aberranti sotto la voce “diritti individuali”. La cosiddetta liberazione sessuale femminile è icastica manifestazione di cinismo spacciato per atto di civiltà. Le dotte teoriche femministe, il folto gruppo di politiche che ne condivide , per ovvie ragioni, le motivazioni, non tiene minimamente conto delle conseguenze. Donne sigle mettono al mondo figli per caso, non li sanno educare, spesso li odiano perché sono un limite alla loro liberta. Risultato: crescita di infanticidi, aumento esponenziale della criminalità e prostituzione giovanile, uso di stupefacenti e alcol dei minorenni. Molti ragazzi cadono vittime di pedofili, quando non sono le stesse madri a venderli, come confermano molti fatti di cronaca. Il mito della libertà porta a trascurare le conseguenze. Chi si droga, fa sesso, senza precauzioni, abusa di alcol, subisce conseguenze che ricadono per intero sulla collettività. Quindi i “no-vax” sono solo la punta dell’ iceberg di una società che ricorrendo un falsa libertà stà implodendo su se stessa, favorita per ragioni elettoralistiche da certi partiti . Progressisti e liberal sono caratterizzati soprattutto dal cinismo. Tanto più sei tollerante quanto meno ti interessa il prossimo. Sodoma e Gomorra di oggi, di cui Hollywood è cassa di risonanza, non a caso quasi tutte le Major hanno donne al vertice, sono poca cosa di fronte alla Sodoma bibblica. Un società contemporanea, un civiltà, che arriva a mitizzare l’orgia di sesso e droga avvenuta a Woodstock il 18 Agosto 1969, è totalmente priva di etica. Il trionfo del femminismo imporrà un alto prezzo . Nullum est iam dctum,quod non sit dictum prius.
    Massimo Monti