Legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito

Consegna delle firme per il reddito minimoMolti, in Italia, soffrono gravi difficoltà economiche. Povertà e disagio sociale sono emergenze.

reddito minimo consegna firmeProblemi che bisogna affrontare in tempi brevi, con atti concreti. Il 15 aprile, a Montecitorio, una delegazione in rappresentanza di 50mila cittadini e 170 associazioni che hanno promosso la proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo garantito mi ha consegnato le tantissime firme raccolte. L’istituzione del reddito minimo garantito è uno dei temi che ho sostenuto con maggiore convinzione durante la campagna elettorale. Dunque, capisco e condivido il senso dell’iniziativa organizzata. Farò tutto il possibile affinché si avvii un percorso urgente per l’esame di questa proposta di legge.

 

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2 commenti su “Legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito

  1. marco dice:

    Onorevole Boldrini, le segnalo un articolo, putroppo ignorato visti i risultati, che ben esprime quanto sia impellente realizzare un reddito minimo garantito per restare in europa:

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/reddito-di-cittadinanza-il-modello-sociale-europeo-che-l%E2%80%99italia-ignora/

    Nel resto dell’europa che funziona, esclusa quindi la grecia, tale istituzione esiste, ed e’ quella che permette di evitare la poverta’, e mantenere vivo il commercio. Quando un processo produttivo viene migliorato tramite i risultati della ricerca, del progresso, le persone prima indispensabili al riguardo vengono sollevate da quella funzione, senza con cio’ condannarli a morte tramite disoccupazione senza reddito. E appena si presenta la necessita’ o l’opportunita’ si riadoperano in altre funzioni, liberamente, senza ricatto esistenziale, poiche’ la vita e’ un diritto inalienabile che a nessun contratto di lavoro puo’ essere subordinato.

    In italia, il disoccupato cessa di poter consumare, e quindi mantenere vivo il commercio, le ditte; questo un imprenditore dovrebbe saperlo: come puo’ un imprenditore italiano competere con un imprenditore tedesco, quando quello dispone di un bacino di clientela assicurato, immune ai licenziamenti, e quello italiano no?

    La presenza di un reddito minimo garantito inalienabile permette d’evitare di essere costretti ad accettare lavori in condizioni schiavizzanti o “in nero”.

    L’essere costretti ad accettare lavoro “in nero” permette l’indebito arricchimento di chi poi ufficialmente si presenta come colui che ha lavorato, con il risultato che l’italia e’ piena di incapaci e incompetenti, ma sulla carta artefici di tutto.

    Essere costretti a lavorare in regola ma in condizioni di schiavo, con ritmi agonistici per evitare d’esser licenziato in favore di altri milioni di disoccupati privi di reddito vitale, comporta l’accettare anche di lavorare sottopagati, a vantaggio ancora di chi si arricchisce senza merito, travestito da imprenditore di successo, quando e’ invece solo uno schiavista.

    Se in italia manca la naturale ridistribuzione del reddito, dei benefici del progresso, e’ per via della mancanza di un reddito minimo vitale garantito, insubordinato a qualsiasi cosa, che permetta a chiunque di licenziarsi o rifiutare un aumento di mole di lavoro, o accettare un determinato lavoro, senza mettere a repentaglio la propria esistenza: si parla di esistenza, mica tenore di vita; la vita stessa.

    Mancare di realizzare il reddito minimo, vuole dire cercare di istigare la popolazione italiana ad acclamare l’uscita dall’euro, e quindi dall’europa, per evidente insostenibile collasso dell’economia interna.
    Forse, vi e’ piu’ d’uno che a questo realmente punta, anche se a parole si dichiara pro europa: A parole.

    Mancando un reddito minimo in italia, mi trovo nettamente contrario alle sue politiche di accoglienza nei confronti di gente che ha meno diritto degli italiani ad avere un reddito minimo vitale; tutti debbono essere salvati da eventuali rischi di annegamento, ma cio’ deve accadere in modo efficace al di fuori delle nostre acque territoriali.
    Le imbarcazioni sospette vanno intercettate, chiesto al comandate rotta e carico, e verificare se i passeggeri hanno titolo per entrare legalmente in italia, in europa, altrimenti impedire la prosecuzione del viaggio, eventualmente in favore di piattaforme offshore a territorialita’ europea, o grosse imbarcazioni a cio’ preposte, da cui verranno in breve ricondotti al porto di partenza, o a quello piu’ opportuno, in ogni caso fuori dall’europa; sempre assolutamente nell’ambito del rispetto dei diritti civili, di cui abbiamo diritto noi stessi, e di cui abbiamo diritto prima.

    Alle ultime elezioni nazionali sono stato un elettore del movimento 5 stelle, il quale ha per quanto mi riguarda ampiamente tradito il suo mandato, in favore di un parapiglia indegno in cui si fatica a capire chi ha meno torto.

    Riconosco che il movimento 5 stelle ha mancato di apportare il cambiamento positivo che serviva al paese, ma fatico ad attribuire a caval donato l’onere di rimediare ad un disastro maturato negli ultimi 20 anni, da quando cioe’, in quanto europa, in quanto paese che si relazionava commercialmente ed economicamente con paesi in cui il reddito minimo esisteva e serviva ad evitare la competizione via schiavitu’, l’italia avrebbe dovuto dotarsi del reddito minimo anch’essa.

    Quello che serve per mantenere l’italia in europa e’ la realizzazione immediata di un reddito minimo garantito individuale, privo di requisiti di sorta o graduatorie, privo dell’obbligo di accettare questo o quel lavoro o frequentare corsi di formazione/studio. Degli incentivi economici potranno essere poi dati a chi segue un certo percorso, ma un reddito di base, privo di qualsiasi requisito a parte l’essere italiano e senza una fonte di un reddito pari, deve essere immediatamente realizzato.

    Al momento disoccupato, le scrivo augurandomi che queste mie riflessioni possano essere utili a migliorare, a salvare le cose.

    cordialmente,

    marco.

    20 luglio 2014

  2. Maria dice:

    Onorevole Boldrini mi scusi volevo esprimerLe condivisione e apprezzamento da quanto da Lei intrapreso. Tuttavia una riflessione mi è d’obbligo. Sono una nonna con una figlia laureata e mamma di un bimbo che non lavora. Il marito orfano a 14 anni si è diplomato e ha lavorato in ambito familiare con gli altri congiunti fino a qualche anno fa, poi la situazione si è deteriorata con la crisi. Fortunatamente (!!!!) ha trovato qualche lavoretto saltuario pagato con voucher e qualche mese in fabbrica. Per così poco non rientra nemmeno nella tutela della disoccupazione e avendo 37 anni, seppure cerca di prendere qualunque attestato formativo, (patentino per muletto, saldatore, etc) le richieste in questi ambiti di lavoro sono vincolate all’età e all’esperienza. Stessi vincoli (eta’ ed esperienza) per mia figlia. Quindi, mi chiedo, per loro quale futuro se non vi sono iniziative a tutelare famiglie con figli senza reddito o possibilità di entrare nel mondo del lavoro avendo superato la soglia dei 29 anni e non aver acquisito ancora esperienze? La prego mi dica che si può pensare o quanto meno è pensabile dare loro la possibilità di acquisire esperienza, magari con un minimo di paga (credo che in questo modo si trovino agevolati anche i datori di lavoro) e possano superare almeno uno dei due presupposti. Poi visto che tramite l’isee è possibile avere la situazione reddituale familiare, non si potrebbe formare delle graduatorie di precedenza per le agenzie del lavoro e interinali per le chiamate di lavoro o per il minimo di reddito garantito ad evitare la povertà soprattutto in presenza di minori? Si forse io adesso parlo per la situazione familiare che stiamo vivendo, ma credo che queste situazioni in Italia ora siano in forte aumento. La ringrazio della disponibilità a inserire un commento. La saluto cordialmente augurandomi di avere un riscontro positivo su questa riflessione di una ‘nonna’ preoccupatissima.