A Torino l’utopia possibile di una politica responsabile

biennale democrazia 2013Se c’è una parola a cui la storia dell’umanità deve molto e a cui devo molto anch’io quella parola è proprio utopia.

Perché l’utopia racconta il dubbio. E senza dubbi, la politica sarebbe solo un fotogramma immobile, un esercizio di vanità, una condizione di solitudine. Dell’utopia possibile, ho parlato all’inaugurazione della terza edizione di Biennale Democrazia al Teatro Regio di Torino.

La crisi in corso ha prodotto conseguenze drammatiche sulla vita delle persone, ma nella sua durezza ci costringe a ridefinire i nomi e i giudizi che attribuiamo ai fatti della politica e della società. Ci spinge ad accorciare la distanza che separa l’utopia dalla possibilità.

Faccio tre esempi soltanto, tra i molti che ci offre il contesto nazionale ed internazionale.

Un dibattito, fino a ieri considerato “ideologico”, ha assunto oggi la concretezza di un bivio: volete voi qualche cacciabombardiere in più, oppure quel denaro può essere investito per sostenere la spesa sociale?

Oggi è naturale chiedere che le banche tornino ad una funzione di sostegno alle imprese e alle famiglie, ed è altrettanto naturale condannare le speculazioni finanziarie che in pochi secondi possono spingere un Paese e i suoi cittadini sull’orlo del baratro.

La protezione del territorio non è il sogno bucolico del ritorno in Arcadia, ma l’unico modello di sviluppo realisticamente praticabile in un Paese dalle straordinarie ricchezze ambientali qual è il nostro.

Link al testo integrale della lezione inaugurale sul tema ‘Utopico?Possibile’ alla Biennale Democrazia di Torino 
http://presidente.camera.it/5?evento=37
 
Link al video
http://webtv.camera.it/archivio?id=2831&position=0

discorso biennale democrazia

 

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