L’omaggio dell’aula di Montecitorio ai giudici Falcone e Borsellino

Di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ricordiamo il rigore e la competenza nell’esercizio del proprio lavoro di magistrati, il profondo senso dell’etica e della legalità, il convincimento che il riscatto debba cominciare dalla coscienza del cittadino. E che la mafia non e’ invincibile. È questa la visione alla quale ispiravano la loro professione e la loro profonda amicizia. E sulla quale credevano che potesse essere costruita un’Italia diversa e migliore.

E’ uno dei passaggi del mio intervento in aula in occasione della commemorazione dei due giudici palermitani uccisi venticinque anni fa. Ricordare i loro valori e la loro azione, ho aggiunto, non risponde soltanto all’imperativo morale della memoria, ma anche all’esigenza di consolidare nel nostro Paese la cultura della legalità e dell’integrità.

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Un commento su “L’omaggio dell’aula di Montecitorio ai giudici Falcone e Borsellino

  1. elisabetta dice:

    Gentile Presidentessa, grazie per le sue parole rivolte a commemorare Falcone e Borsellino. Suscita sempre in me commozione pensare a questi due grandi uomini, vittime di trame politico-mafiose; e alla commozione segue la rabbia che non si riesca (o non si voglia) sconfiggere la mafia e tutte le trame nascoste che deturpano il nostro povero Paese. Con stima.