“A Gaza le persone non chiedono carità, ma sostegno per uno sviluppo sostenibile”

  

“Quello di cui hanno bisogno le persone a Gaza è il sostegno della comunità internazionale per mettere fine all’isolamento e avere una speranza per lo sviluppo”. A lanciare questa richiesta sono Yasmeen Jawdat El Khoudary e Reham Al Wehaidy, giovani imprenditrici palestinesi.

In questa intervista le due donne raccontano in prima persona le esperienze e i progetti difficili da realizzare in una terra dove ogni possibilità di crescita è bloccata dalle restrizioni al movimento di persone e merci messe in atto ad iniziare dal 2007 ed oggi sempre più pesanti. Nonostante ciò, Reham Al Wehaidy guida una società di consulenza mentre Yasmeen Jawdat El Khoudary affianca al lavoro della sua azienda di costruzioni anche due progetti per lo sviluppo dei giovani. “Non guardateci come persone a cui fare la carità – afferma Yasmeen – Vogliamo che ci guardiate come persone che hanno saputo sopravvivere a difficoltà inimmaginabili. Siamo sotto occupazione e isolati dal mondo intero. Eppure siamo ancora qui, con i nostri sogni”.

 

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Un commento su ““A Gaza le persone non chiedono carità, ma sostegno per uno sviluppo sostenibile”

  1. nicola quadraro dice:

    Gentilissima Laura Boldrini. Io la stimo moltissimo e la incoraggio a proseguire con mano ferma il suo non facile compito istituzionale. Quanto all’ argomento Gaza sono anch’io molto spiacente per la situazione a volte penosa in cui si trova la popolazione palestinese. A mio avviso, però, detta situazione dipende prevalentemente dallo strapotere di Hamas e Hesbollah. Non sono ebreo, ma credo che l’atteggiamento di Israele sarebbe diverso in assenza di sette islamiste che ancora si rifiutano di riconoscere il diritto di Israele ad esistere come entità statale. La ringrazio e La saluto con la massima stima.