Cambiamento del clima, Yeb Sano:”Dobbiamo porre fine a questa follia”

“Noi possiamo risolvere il problema, possiamo porre fine a questa follia”.  La follia è il cambiamento climatico che le azioni dell’uomo continuano a determinare. Follia è prevedere che il surriscaldamento del mondo aumenterà inesorabilmente a causa del gas serra senza prendere provvedimenti per ridurre le emissioni nell’ambiente.

Di questa follia parla nel video, con evidente commozione, Yeb Sano, delegato delle Filippine che, nei giorni successivi alla devastazione della sua terra causata dal tifone Haiyan, è intervenuto alla 19esima Conferenza internazionale sul clima che si sta svolgendo a Varsavia.

Nelle sue parole c’è il dolore per le vite perse nella tempesta, lo strazio per i bambini rimasti senza famiglia, la preoccupazione per chi è sopravvissuto e si trova tra le macerie, senza cibo. Ma nel suo intervento c’è anche un severo atto d’accusa. Il delegato non vuole che la riunione sia “una farsa” e chiede “azioni drastiche” per evitare che fenomeni meteorologici estremi – tifoni, cicloni e alluvioni devastanti, come quella che ha sconvolto la Sardegna negli ultimi giorni – diventino “fenomeno di routine”.

Per questo Yeb Sano è a Varsavia, insieme ai rappresentanti di altri 195 Paesi.  Gli scienziati non usano mezzi termini. Secondo il Rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti andiamo verso un surriscaldamento del pianeta di oltre 4 gradi. Bisogna ridurlo di 2. E questo è compito della politica.

A Parigi, nel 2015, si potrebbe sottoscrivere un nuovo accordo sul clima, dopo quello storico di Kyoto del 1997, che per la prima volta vincolò i Paesi firmatari a limitare le emissioni di gas serra, in primo luogo di anidride carbonica.

Perché si raggiunga l’obiettivo, oggi, è indispensabile che si rivedano gli impegni. L’Europa ha ruolo cruciale. Dovrebbe ridurre le emissioni del 20% entro il 2020, e impegnarsi ad arrivare al 30% in decisione condivisa con gli altri paesi industrializzati. Ma il Canada si è ritirato dal Protocollo. Giappone e Russia non hanno assunto impegni vincolanti. Gli Stati Uniti non hanno mai ratificato il Protocollo Kyoto. Cina, India e Brasile, economie emergenti, non hanno obblighi di riduzione delle emissioni. L’Australia ha annunciato che si limiterà ad una riduzione minima.

Ecco perché ciò che farà l’Europa è fondamentale. L’Italia, durante il semestre di presidenza dell’Unione europea, avrà un ruolo importante sia al vertice convocato dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon a settembre 2014 per l’avvio del negoziato, che alla Conferenza internazionale di Lima, a dicembre del prossimo anno, dove si dovrebbe discutere la prima bozza di accordo.

Gli obiettivi europei sono tre: riduzione delle emissioni di gas-serra, crescita delle energie rinnovabili, efficienza energetica. Uno studio del governo tedesco sostiene che, con il 30% di riduzione delle emissioni, in Europa si possono creare 6 milioni di posti di lavoro.

E’ investendo nella green economy che si può “porre fine alla follia” e vincere la sfida climatica.

Una sfida che Yeb Sano combatte anche con un gesto simbolico. Al termine del suo intervento ha annunciato: “In segno di solidarietà con i miei concittadini che nelle Filippine cercano disperatamente qualcosa da mangiare, con mio fratello senza cibo da tre giorni, io, a Varsavia, non mangerò fino al momento in cui non sarà a portata di mano un risultato significativo”.

Share Button

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicatoI campi richiesti sono marcati da *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

2 commenti su “Cambiamento del clima, Yeb Sano:”Dobbiamo porre fine a questa follia”

  1. Antonella dice:

    Condivido pienamente quanto letto…Grazie Presidente! che si faccia qualcosa perchè le tragedie accadute nelle Filippine, Negli Stati Uniti e in Italia non accadano più…la natura fa il suo corso, ma quanto l’uomo incide in tutto questo?E’ doloroso ogni volta dover contare le vittime di queste tragedie, sapendo che tutto questo forse si sarebbe potuto evitare…

  2. Miriam dice:

    Gentile Presidente Boldrini, io penso che oramai si sia passato il “punto di non ritorno” per fare qualcosa di veramente concreto per il clima del nostro pianeta.
    Noi “piccoli” cittadini possiamo fare del nostro meglio finché vogliamo ma, sono i “grandi” della terra, (capi di Stato di grandi potenze economiche) che dovrebbero fare qualcosa di serio e mettere le grandi Industrie ed i costruttori di automobili ecc., alle strette per una vera green economy.
    Ma, purtroppo, sono troppe le “zucche” da mettere d’accordo tutte insieme e troppi sono gli interessi economici in ballo.
    Così, poi chi paga in termini di vita siamo noi.
    Oltretutto ci sono anche cittadini che anelano ad avere una “bella aria fresca e pulita” ma, non vogliono le centrali nucleari e preferiscono le ciminiere di quelle a carbone. O non vogliono la TAV e preferiscono migliaia di camion, con i loro scarichi puzzolenti e velenosi, in fila alle dogane, al posto di treni super veloci ed elettrici. Un po’ di coerenza non ci farebbe male anche nel nostro piccolo.
    Cordialmente.