“Il lavoro quotidiano dell’Unrwa per lo sviluppo, i diritti e la pace”

grandi-wdi Filippo Grandi

“Che cosa fa l’UNRWA, l’organizzazione delle Nazioni Unite per cui lavoro da più di 8 anni?

Me lo chiedono spesso, ed è semplice: gestiamo scuole, ambulatori e servizi sociali per 5 milioni di rifugiati palestinesi in Medio Oriente, dal Libano alla Siria, dalla Giordania ai territori occupati di Gaza e Cisgiordania. Il mandato, stabilito dall’Assemblea generale dell’ONU nel 1949 e più volte rinnovato, prevede che continuiamo a operare finché israeliani e palestinesi non trovino una soluzione giusta e concordata alla questione dei rifugiati palestinesi.

La nostra azione è molto concreta: 30mila dipendenti, quasi tutti provenienti dalle comunità stesse, lavorano in scuole, ambulatori e famiglie. È un’operazione, unica nel suo genere: mezzo milione di studenti nelle nostre aule, 3 milioni di visite mediche all’anno, quasi 300mila rifugiati poveri o altrimenti vulnerabili cui forniamo aiuti speciali. Da 65 anni, i nostri servizi sono gli stessi di uno stato, in appoggio a una popolazione che non ne ha uno.

Se è semplice da dire, è però complesso da gestire, in un contesto estremamente arduo. In situazioni di conflitto (e purtroppo accade di frequente, da queste parti) forniamo assistenza umanitaria, spesso tra i combattimenti, come fu in Libano durante la guerra civile, a Gaza durante i molti episodi militari, e oggi in Siria, dove abbiamo già perso 10 colleghi uccisi dalla violenza dilagante e dove più della metà dei 540mila rifugiati palestinesi registrati con l’UNRWA hanno dovuto abbandonare le proprie case per rifugiarsi in altre zone del paese, o in paesi vicini. Anche dove e quando non c’è guerra aperta, lavoriamo in situazioni difficili: nel complesso apparato dell’occupazione israeliana in Cisgiordania e a Gerusalemme est, nella Striscia di Gaza soffocata da un blocco protratto e illegale, tra le violente fratture politiche del fragile Libano.  Siamo finanziati da donazioni volontarie degli stati e ogni anno abbiamo bisogno di più di un miliardo di euro per funzionare in modo adeguato.

Il governo italiano, dopo anni difficili in cui la cooperazione ha visto le sue risorse diminuire drammaticamente, ha ripreso a finanziarci a livelli più rilevanti dal 2012. Nel 2013 ha contribuito 8 milioni di euro. Ma la crisi globale e i tagli ai bilanci degli aiuti internazionali hanno trasformato la ricerca di questi fondi in una fatica di Sisifo, nonostante il contributo alla stabilità della regione rappresentato dalll’UNRWA in questa fase critica in Medio Oriente, in cui esplosioni di violenza si accavallano a nuovi tentativi di arrivare finalmente alla pace, soprattutto tra israeliani e palestinesi.

La visita di Laura Boldrini a Gaza il 16 gennaio – une delle più importanti visite istituzionali nella Striscia degli ultimi anni – ha portato alla ribalta dell’opinione pubblica italiana ed europea una situazione che rischia di venire marginalizzata, nell’attenzione internazionale, da altre crisi più recenti, come la Siria. Nei suoi incontri con le studentesse di una scuola dell’UNRWA, con donne di Gaza che restano imprenditrici nonostante le immense difficoltà, con i cooperanti italiani e palestinesi di Vento di Terra, la Presidente della Camera ha ascoltato storie di sofferenza e povertà ma anche e soprattutto di determinazione e di coraggio; ha discusso le conseguenze del blocco israeliano, oggi aggravato dalla chiusura dei tunnel di contrabbando con l’Egitto, e la crescente dipendenza di Gaza dagli aiuti che non sono più sufficienti; e – forte anche della sua esperienza umanitaria – ha ricordato a noi, che operiamo sul campo e tra le comunità, l’importanza di essere pubblici testimoni di questa e altre situazioni di conflitto, sofferenza e ingiustizia, e di continuare a contribuire, con il nostro lavoro quotidiano, allo sviluppo, ai diritti e alla pace”.

Filippo Grandi è commissario generale dell’UNRWA e Sottosegretario generale delle Nazioni Unite. E’ laureato in storia e filosofia. Nel 1988 ha cominciato la sua carriera all’Onu, presso l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Rifugiati. Ha lavorato in Sudan, Siria, Turchia, Iraq, Kenya, Benin, Liberia, Grandi Laghi, Yemen e Afghanistan. Nel 2005 è stato nominato vice commissario generale di Unrwa e nel 2010 ne è diventato Commissario generale. Col grado di Under secretary general è oggi l’italiano più alto in grado nel sistema Onu. 

 www.unrwa.org

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2 commenti su ““Il lavoro quotidiano dell’Unrwa per lo sviluppo, i diritti e la pace”

  1. Ilaria dice:

    Vogliamo unirci al ringraziamento del nostro Commissario Generale, Filippo Grandi, non solo per la visita a Gaza, ma anche per l’interesse e l’impegno con cui l’On. Boldrini discute e affronta le questioni internazionali. L’attenzione al lavoro dell’UNRWA, già espresso durante il convegno realizzato alla Camera “Un importante attore per la stabilità della regione. L’agenzia ONU per i Rifugiati Palestinesi nel Medio Oriente di oggi”, rappresenta per noi un’ulteriore motivazione a condividere le nostre attività quotidiane e i risultati sul campo.
    Con grande stima,
    Il Comitato Italiano per l’UNRWA Onlus

  2. Vogliamo unirci al ringraziamento del nostro Commissario Generale, Filippo Grandi, non solo per la visita a Gaza, ma anche per l’interesse e l’impegno con cui l’On. Boldrini discute e affronta le questioni internazionali. L’attenzione al lavoro dell’UNRWA, già espresso durante il convegno realizzato alla Camera “Un importante attore per la stabilità della regione. L’agenzia ONU per i Rifugiati Palestinesi nel Medio Oriente di oggi”, rappresenta per noi un’ulteriore motivazione a condividere le nostre attività quotidiane e i risultati sul campo.