Parchi naturali, risorse da tutelare e valorizzare

w_sibillini.1888Questa mattina, sui Monti Sibillini mi tornano in mente le parole di Tiziano Terzani. “Le montagne sono sempre generose”, scriveva pensando alla sua Himalaya.


“Le montagne, come il mare, ricordano una misura di grandezza dalla quale l’uomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa grandezza è anche in ognuno di noi, ma lì ci è difficile riconoscerla”.

Credo che Terzani avesse ragione. Di lui, conosciuto a Kabul, dopo la fine del regime dei talebani, conservo il ricordo di un uomo curioso, capace di ascoltare e rispettoso degli altri e della natura. Ed è vero che la montagna ci eleva e ci riporta in una dimensione di libertà.

Sono stata sui monti dell’Afghanistan e del Tibet e ritrovo la stessa ispirazione ogni volta che torno sui ‘miei’ Sibillini, dove sono oggi per una passeggiata ed un’osservazione astronomica.

L’Italia vanta una ricchezza straordinaria di montagne e altipiani, una risorsa che va tutelata e valorizzata attraverso un recupero del territorio e una nuova cultura di turismo responsabile. Il Parco dei Sibillini comprende due regioni, le Marche e l’Umbria, e quattro province, ospita una grande varietà di animali, domestici e selvatici, e ne sta introducendo di nuovi, come il camoscio e altre specie.

“I siti fragili dal punto di vista ambientale devono essere protetti”, mi dice il neo presidente del parco Oliviero Olivieri, prima di incamminarci per un tratto dell’anello dei Sibillini, di quindici chilometri. Spero di riuscire nell’impresa, anche se ho qualche dubbio a causa del poco allenamento. Olivieri mi spiega che servirebbero mezzi di trasporto elettrici e guide, così come le vecchie attrezzature abbandonate e arrugginite andrebbero rimosse.

La montagna, la natura, la bellezza sono beni comuni. Dovremmo tutti sentirci più coinvolti e partecipi nel vivere in armonia questo patrimonio che ci è stato tramandato.
Come diceva Terzani, “questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto”.

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