Alessandra e Generazione 6.5: la forza positiva del web per i terremotati

di Luca Pagliari

Quel giorno, il 23 novembre 2009, parlai agli studenti di futuro per un progetto di formazione organizzato da Confindustria.

Ancora ricordo la grande aula magna dell’Istituto Tecnico “Antinori” di Camerino. Nei giorni successivi ricevetti attraverso Facebook il messaggio privato di una studentessa diciottenne.  Mi parlava della sua opera di volontariato con i ragazzi della parrocchia e di come le sarebbe piaciuto organizzare un incontro con me al teatro di Visso, il piccolo paese adagiato dell’Appennino marchigiano dove era nata e cresciuta.

Mi colpì molto quel suo sentirsi parte della comunità, Cercammo di trovare una data ma per una serie di impegni quell’incontro non riuscimmo a pianificarlo. Circa sette anni dopo, il 26 dicembre 2016, mi sono ritrovato a camminare tra le macerie di Visso e solo in quell’istante mi è tornato alla mente l’episodio di quella ragazza e del bene che nutriva per il suo borgo.

Non ricordavo più il suo nome e rintracciarla era pressoché impossibile, ma il 9 gennaio 2017  Alessandra, questo il suo nome, è ricomparsa nella mia vita sempre attraverso un messaggio via web. Non pensava neppur mi ricordassi di lei. Questa volta però non mi ha domandato di parlare ai ragazzi dell’oratorio, perché l’oratorio non esiste più e non mi ha chiesto neppure di salire sul palco del teatro, perché anche quello è crollato. Alessandra mi ha raccontato di non possedere più nulla. Il sisma le ha portato via la casa dove è nata e cresciuta e il paese che ama, restano solo i ricordi da conservare e uno smartphone, perché è dal web che la sua vita è ripartita.

Come sette anni prima, Alessandra non mi ha chiesto un aiuto personale, nel messaggio ha preferito parlarmi della sua gente, degli anziani e della loro voglia di mollare, perché la polvere delle macerie annebbia la vista e si annida nell’anima. Questa volta io ci sono, la vado a conoscere nel camping di Porto Sant’Elpidio dove alloggia con la famiglia e finalmente  decidiamo di fare qualcosa assieme per quella comunità annientata dal sisma.

Alessandra mi coinvolge, mi trascina, grazie ai social allarga il giro dei suoi contatti generando un movimento inarrestabile di solidarietà. Il virtuale lascia il posto ad abbracci veri, ad azioni concrete ed è così che la rete rivela tutta la sua potenzialità.  È la logica del bene che attrae il bene. È la forza delle belle parole che hanno più forza di qualsiasi medicina. È l’antitesi di chi usa il web per seminare veleno attraverso menzogne e offese.

Il movimento di solidarietà si allarga e non è basato esclusivamente sugli aiuti pratici. Nelle giornate dure, quando Alessandra apre gli occhi e scopre di essere in un bungalow prigioniera di un destino incerto, basta il messaggio di un amico, un “non mollare” e allora la vita torna a scorrere nella maniera corretta. Lei stessa è sempre pronta a trovare la frase corretta per aiutare chi non riesce ad intravedere un futuro. Le parole giuste si moltiplicano. Grazie alla sua forza comunicativa Alessandra arriva lontano, sposano la sua causa squadre di calcio e di basket, la rete l’aiuta, la sorregge e la guida lungo un percorso formidabile di solidarietà.

Ha solo 25 anni Alessandra, eppure in tema di corretto utilizzo del web c’è molto da imparare da questa ragazza che non si arrende mai e che ha un entusiasmo contagioso. Lei è la parte sana di un mondo impalpabile fatto di tastiere, chat ed emoticon. Alessandra la porterò con me nelle scuole. Si chiama “generazione 6.5”, esattamente come la magnitudo del sisma, il format giornalistico teatrale che ho creato. Un incontro nato per raccontare la forza positiva della rete, l’amore per la propria terra, la capacità di rialzarsi quando un terremoto di qualsiasi genere sconquassa le nostre esistenze.

Luca Pagliari, giornalista radiotelevisivo e autore, è nato a Senigallia il 21 settembre 1960 dove  vive con la moglie Francesca e la figlia Marta. Da anni si occupa di ambiente, tematiche giovanili, stili di vita, etica sportiva e prevenzione. E’ stato direttore dei programmi di RDS ed ha collaborato con le principali emittenti radiofoniche nazionali. Da oltre 20 anni realizza programmi per Raitre e Rai Educational. E’ autore di docufilm e di campagne nazionali di prevenzione legate a droga, sicurezza stradale e cyberbullismo. Ha già pubblicato Zona Cesarini. Il calcio la vita (ed. Bompiani 2006); Una scelta di vita (ed. Bevivino 2007); Mi chiamo Evaristo (ed. Bevivino 2008), Kristel – Il silenzio dopo la neve (ed. Historica 2013) Cara Marta – lettera a una figlia (ed.Historica 2015).

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Un commento su “Alessandra e Generazione 6.5: la forza positiva del web per i terremotati

  1. Roberta dice:

    Splendido, conosco Alessandra e conosco Luca con entrambe sono in contatto e insieme a loro mi metto in gioco per qualsiasi iniziativa. Se come queste meravigliose persone altre si mettessero in a disposizione per gli altri senza chiedere nulla in cambio tutto potrebbe migliorare!!!
    Le persone in primis perché è dalle persone e sulle persone che la quotidianità si crea e si migliora. Gli esempi sono fondamentali e farne tesoro prendendoli ad esempio è la cura migliore per la società tutta.