Deputati ed esperti insieme per un’Alleanza contro l’odio


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chiara saracenodi Chiara Saraceno

Stereotipi e pregiudizi sono “carte di navigazione” comode,

che facilitano, a costo di semplificazioni spesso grottesche, la lettura di realtà complesse, o anche soltanto nuove o inattese. Queste semplificazioni danneggiano chi le subisce, perché è trattato/a come una categoria astratta anziché come un individuo concreto con le sue specifiche caratteristiche e competenze, che si tratti di donne, di appartenenti a determinate etnie o religiosi, di disabili e così via.

Danneggiano, benché spesso non ne sia consapevole, anche chi le utilizza, perché costringono a muoversi in un mondo fatto di manichini rigidi, anziché di persone diverse una dall’altra. Quando gli stereotipi e i pregiudizi diventano non solo strumenti per incasellare le persone, stabilendo gerarchie di valore e di vicinanza e lontananza, ma anche strumenti per squalificare qualcuno, negargli dignità e diritti, indicarlo al pubblico disprezzo, o addirittura come nemico, non siamo più nel campo del pensiero stereotipico e del pregiudizio, ma dell’incitamento all’esclusione, all’odio, all’aggressione.

Non vi è continuità inevitabile tra l’uno e l’altro fenomeno, ma, soprattutto in periodi e contesti segnati da insicurezza, questo passaggio può avvenire, con effetti fortemente negativi non solo sui soggetti che lo subiscono, ma per la possibilità stessa di affrontare in modo soddisfacente le cause dell’insicurezza. Individuare qualche capro espiatorio può servire ad allontanare o nascondere i problemi, non a comprenderli e risolverli.

Questi temi sono da tempo oggetto di una specifica campagna di sensibilizzazione e intervento da parte del Consiglio d’Europa, che ha dato vita anche ad una “Alleanza contro l’odio” ed ha invitato i parlamenti nazionali ad avviare iniziative per contrastare sia il discorso dell’odio, sia il formarsi di stereotipi e pregiudizi che, in circostanze favorevoli, possano appunto sfociare in azioni di odio.

Il 10 maggio scorso è stata insediata presso la Presidenza della Camera la Commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio. Facendo propri gli obiettivi della campagna lanciata dal Consiglio di Europa, con l’istituzione di questa Commissione e in particolare la sua composizione la Presidente Boldrini da un lato ha investito direttamente i partiti presenti a Montecitorio e la Camera stessa della responsabilità di avviare azioni di contrasto e monitoraggio dei fenomeni in oggetto, dall’altro ha posto le basi perché questo lavoro avvenga in stretta collaborazione con organismi che già operano in questo campo e con studiosi che a vario titolo se ne sono occupati.

La Commissione, la prima di questo genere in Europa, infatti, è composta, oltre che dalla Presidente Boldrini stessa, da un rappresentante per ciascun partito, da un  rappresentante ciascuno del  Consiglio d’Europa, dell’UNHCR, dell’ISTAT e di alcune associazioni che hanno “finestre di attenzione” ed esperienze specifiche su uno o più aspetti dei fenomeni da contrastare e sui soggetti che ne possono essere vittime o perpetratori, oltre che da tre studiosi, anch’essi con diverse competenze: il linguista De Mauro, il politologo Diamanti, e chi scrive. Sono inoltre previste audizioni con altri soggetti, perché possano portare le loro esperienze e punti di vista.

L’obiettivo finale è mettere insieme esperienze e analisi ricchissime ma non sempre integrate e tra loro comunicanti, al fine di preparare un rapporto che offra sia chiavi di lettura, che aiutino anche a distinguere tra i diversi fenomeni,  sia indicazioni su quali siano i settori in cui è più opportuno, o più urgente, avviare iniziative di sensibilizzazione e contrasto – la scuola, ovviamente, i mezzi di comunicazione, la rete, lo stesso parlamento –  e con quali mezzi. Un lavoro che richiederà la forte collaborazione di tutti, per evitare di perdersi nella ricchezza disordinata delle informazioni e dei possibili percorsi di approfondimento.

E’ auspicabile che uno dei primi esiti di questo impegno della Camera e della sua Presidente sia una sensibilizzazione dei parlamentari ad un uso più sorvegliato del linguaggio anche nel fuoco del dibattito e del conflitto politico, stante l’enorme impatto che esso ha nella comunicazione pubblica, ed anche una moral suasion sui colleghi del Senato perché si metta in calendario la legge contro l’omofobia, approvata dalla Camera oltre due anni fa e di cui si è persa traccia.

Chiara Saraceno è una sociologa italiana. Laureata in filosofia, ha insegnato Sociologia della famiglia all’Università degli Studi di Torino, presso la facoltà di Scienze politiche; è stata direttrice del dipartimento di Scienze sociali (1991-98), del Centro interdipartimentale di studi e ricerche delle donne (1999-2001), nonché membro della Commissione italiana di indagine sulla povertà e l’emarginazione (2000-01). Dalla fine degli anni Duemila è professore di ricerca al Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino e si occupa di tematiche legate a cambiamento sociale e sviluppo demografico. I suoi studi si concentrano in modo particolare su politiche e mutamenti familiari; questione femminile relativa alle strategie di conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro; rapporti tra generi e generazioni; sistemi di welfare. Tra le principali pubblicazioni si ricordano Sociologia della famiglia (1988), Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia(1998), Onora il padre e la madre (2010), Conciliare famiglia e lavoro (2011), Coppie e famiglie. Non è questione di natura (2012), Il welfare (2013), Il lavoro non basta (2015).

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4 commenti su “Deputati ed esperti insieme per un’Alleanza contro l’odio

  1. Un’Alleanza contro stereotipi e pregiudizi? Contro l’odio? Bene, mi auguro che vogliate tener conto di quanti, in Italia, siano da sempre stati discriminati solo perchè ‘di centrodestra o di destra’. Ad esempio, in una galleria d’arte romana, anni fa, non accoglievano artisti ‘di destra’.
    E che dire delle formazioni di destra che cercano di agire nel sociale? A marzo di quest’anno ragazzi di Forza Nuova, impegnati a distribuire generi alimentari ad Italiani indigenti, sono stati ‘pestati’ (la notizia e l’uso del termine sono da articolo di giornale) da anarchici e da immigrati. Ora, uno può pensare quello che vuole del credo politico dei tizi in questione, ma che senso ha il pestaggio? E mentre compiono un’azione di aiuto agli altri? Ecco: è discriminazione.
    E i libri di Salvini bruciati?
    E i libri di Pansa , revisionista, strappati, buttati, e non so che altro, alle presentazioni nelle librerie?
    BASTA!
    Quando, mi domando, avremo il coraggio di analizzare obiettivamente un periodo storico, appartenente al passato, e di riconoscerne la realtà di ombre e luci? Penso alla concezione urbanistica, per esempio.
    Invece sempre omertà , ipocrisia, e discriminazione.
    In Italia solo Pannella ha sempre avuto il coraggio di dialogare con tutti.
    Onesto e coraggioso, in questa melma di ipocrisia ideologica. In cui se uno di destra aiutasse, ad esempio, una vecchietta ad attraversare la strada, per non accomunarsi a lui e magari doverne riconoscere i pregi, qualcun altro manderebbe la vecchietta a schiantarsi.
    Altro che democrazia. Questo è un regime ideologico.
    Per coerenza, dovreste discutere anche di discriminazione basata sulle idee politiche di un individuo.
    Buon lavoro.
    Paola Tavoletti – Roma

  2. ottimo programma di sensibilizzazione. auguri a tutti noi.

  3. l’odio è multiforme e come tale si presenta in varie occasioni. nasce dalla mancanza di cultura, dall’ignoranza familiare, dall’insofferenza di fronte a chi è diverso. l’omofobia, il razzismo ne fanno parte e non sono degni di un paese civile. ma ascoltando ciò che dicono i parlamentari, certi parlamentari, ci viene in mente da dire:”ma costoro rappresentano per davvero il popolo italiano?” per me no. io non mi sento rappresentata da un movimento autarchico, e ritengo che l’unico partito democratico sia il PD. ma c”è l’odio nei confronti di renzi che io al contrario sotto vari profili apprezzo. in italia c’è un grosso problema: abbiamo in parlamento persone che non conoscono la politica. . è come affidarsi ad un medico che non conosce la medicina.

  4. ablasoR dice:

    Buon lavoro a tutte e tutti !

    Di lavoro ce ne sarebbe proprio tantissimo e in tutti i campi…

    Avete pensato di consultare chi vive discriminazioni e sopprusi ogni giorno?

    Chiederete il parere di gente molto, ma molto meno esperta di voi che è pero’ più vicina alle realtà della gente ? Oppure questo sarà l’ennesimo job supplementare
    per esperti – a volte anche troppo esperti – che ‘volano’ in alto, lontano dalla realtà? E chi li retribuirà questi bravi esperti ? Il contribuente italiano ?

    Cordiali saluti
    30.05.2016