Giorno della memoria, Shoah sia di ammonimento perenne per il presente

Oggi, 27 gennaio, si celebra il Giorno della memoria dell’Olocausto. Nei giorni  scorsi qualcuno ha tentato di offendere questo ricordo con ripugnanti gesti di odio antisemita e scritte oltraggiose sui muri di Roma.

La Shoah è stata una barbarie che ha sconvolto il nostro continente e che deve essere ammonimento perenne nel nostro presente. La memoria dello sterminio di ebrei, Rom, sinti, omosessuali, disabili, antifascisti è un dovere delle istituzioni. Per questo ho voluto organizzare, la scorsa settimana, alla Camera dei deputati un incontro con gli studenti perché sappiano tenere vivo il ricordo e maturare coscienze in grado di reagire a tutte le manifestazioni odio razziale, compresa la diffusione di siti internet e pagine sui social media di ispirazione nazifascista.

A Montecitorio i ragazzi hanno ascoltato i racconti di due donne sopravvissute ai campi di concentramento, Liliana Segre e Mirella Stanzione,  e poi si sono confrontati in un dibattito pubblico con il giornalista Gad Lerner e con Marco Paolini, autore dello spettacolo teatrale sull’eugenetica nazista ‘Ausmerzen, vite indegne di essere vissute’.

Agli studenti ho detto: coltivate il dubbio, fate domande, conoscete il diverso che vi sta accanto perché la storia non finisce nel passato, ma deve continuare a vivere nel nostro presente.

Gli episodi degli ultimi giorni, se pure hanno provocato in tutti noi sdegno e scoramento, devono indurci anche a nuova determinazione e ad una rafforzata coscienza contro ogni negazionismo, contro ogni discriminazione, contro ogni indifferenza.

Link al video della commemorazione in aula a Montecitorio.

http://bit.ly/1f6Bnrb

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Un commento su “Giorno della memoria, Shoah sia di ammonimento perenne per il presente

  1. vincenzo di gennaro dice:

    Ho provato grande delusione per il comportamento politico-parlamentare da Lei avuto dall’inizio della legislatura e per questo dissento, ma mai oserei offendere o insultare la terza carica dello Stato. Lei mi ha profondamente deluso come mi ha deluso il premier Mario Monti, quando, nel discorso inaugurale parlò di equità nei sacrifici.
    Lei afferma di azioni incivili in un paese civile. L’Italia non è un paese civile, altrimenti nessuno si sarebbe dovuto permettere di offenderla. La condanna dell’Italia per le nostre prigioni con relative sanzioni UE dimostrano che non è un paese civile. I centri di accoglienza per extra comunitari sono la prova che non siamo un paese civile. Le classifiche internazionali circa la corruzione e la libertà d’informazione sono altra prova di quanto degrado politico, economico, sociale, etico e morale ci sia in Italia. Da Lei mi attendevo molto di più.
    Distinti saluti
    Vincenzo Di Gennaro
    vidige.vdg@gmail.com