“Il tempo dedicato agli anziani che ha reso più bella la mia vita”

di Eva Marchese

Vorrei parlare di una realtà che si tende a nascondere e ad isolare: gli anziani che vivono nella solitudine gli ultimi anni della loro vita.

E’ noto che l’età media del nostro paese si sta alzando sempre di più: grazie ai progressi della scienza è possibile vivere in salute molto più a lungo, e come conseguenza il numero di anziani continua a crescere. Molti di loro però scoprono all’improvviso di non essere più autosufficienti, e se la loro famiglia non trova un modo per aiutarli, sono purtroppo costretti a lasciare la propria casa per trasferirsi in un istituto. All’inizio può sembrare una buona soluzione, che non disturba i figli e i parenti, ma dopo poche settimane gli anziani si rendono conto che dentro questi posti non c’è più la vera vita.

Qualche anno fa alla Comunità di Sant’Egidio abbiamo ricevuto una lettera scritta da un’anziana di nome Anna, ricoverata in un istituto per anziani. Nella lettera chiedeva una cosa molto semplice: qualcuno che la andasse a trovare le dedicasse solo un’ora di tempo. Un’ora di amicizia e di vicinanza. Abbiamo preso sul serio quella richiesta, e siamo andati in un istituto a trovare lei e i suoi amici anziani, poi si sono aggiunti altri e oggi siamo in centinaia a Roma e in tutta italia, che diamo almeno un’ora di tempo a un anziano solo.

Io con altri amici vado a trovare gli anziani in un istituto di Roma da 5 anni, ovvero da quando avevo 11 anni. Ho conosciuto tanti anziani, e ho instaurato con loro un rapporto di vera amicizia, fedele nel tempo.

La vita in istituto è monotona, gli anziani spesso passano le loro giornate nella più completa solitudine, senza poter fare nulla. Per molti di loro anche uscire per fare una passeggiata è una sfida impegnativa, a volte rischiosa se affrontata da soli. I parenti, se ci sono, sono presenti raramente. Molti di loro perdono la voglia stessa di vivere, poiché una vita così è priva di senso. La nostra visita invece è per loro come un evento, che aspettano per tutta la settimana con impazienza: ormai sanno che il sabato pomeriggio saremo lì insieme a loro, soprattutto per essere loro amici, e non lasciarli mai più senza nessuno su cui poter contare.

Una delle amicizie più significative che ho avuto è quella con Mario, che ho conosciuto proprio all’età di 11 anni: ero piccola, ma ben ricordo il suo carattere ironico, anche se all’inizio era scorbutico e chiuso. Con il passare del tempo, ci siamo conosciuti sempre più nel profondo, siamo diventati amici.Questa amicizia ci ha cambiato entrambi! Lui è diventato sempre più gentile e cordiale, e noi più affettuosi e meno timidi.

Purtroppo Mario è morto poche settimane fa ma ci ha lasciato un tesoro di sapienza. Abbiamo capito che l’amicizia cambia le persone, rende bella la vita, cambia una città. Pensavamo di dare qualcosa a lui, abbiamo ricevuto molto di più di quello che potevamo dare. Davvero c’è più gioia nel dare che nel ricevere.

I bambini e gli anziani sono gli estremi della vita e noi giovani siamo nel mezzo. Ma se vogliamo un futuro migliore, non possiamo fare a meno di partire dai più piccoli. E allo stesso tempo dobbiamo anche imparare ad ascoltare gli anziani, perché ci aiutano a crescere, a maturare, e a comprendere il valore della vita.

Molti miei amici pensano che se stai con chi è solo, triste, con chi ha qualche difficoltà, diventi triste anche tu. Non è vero. Lo so perché l’ho vissuto. I poveri hanno cambiato la mia mentalità. Adesso vogliamo portare da loro tanti altri giovani, perché superino il pregiudizio, cambino idea su di loro, e perché insieme possiamo costruire l’italia del futuro.

Eva Marchese ha 16 anni. E’ nata in Costa D’Avorio ad Abidjan. E’ stata adottata all’età di 2 anni da genitori italiani. Vive a Roma e frequenta il terzo anno del liceo Virgilio indirizzo internazionale francese. Fa volontariato da quando aveva 11 anni e sin da quando è stata adottata fa parte della Comunità di Sant’Egidio. Va a trovare gli anziani di un istituto di Roma e frequenta la scuola per la pace a Garbatella per l’alternanza scuola-lavoro.

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