Meridiano d’Europa: 250 giovani in viaggio dai confini al cuore dell’Unione

di Giacomo Molinari

La grande Storia, quella con la “S” maiuscola, ha l’abitudine di incidere maggiormente la traccia del suo passaggio nei luoghi dove non la si aspetterebbe.Località amene, locuzioni geografiche che, d’un tratto, diventano luoghi cerniera; capaci di determinare l’esistenza di un “prima” e di un “dopo”, dove le storie piccole degli uomini vengono a mischiarsi con le grandi trasformazioni collettive, dominandole, ma spesso finendone dominati.

Ci sono due modi diversi di rapportarsi di fronte alla simbolicità di certi spazi: accettarne supinamente l’esistenza, come spettatori coinvolti in uno spettacolo di dubbio interesse, o decidere di abitarli, attraversarli, viverli per affrontarne la complessità. Spinti dal desiderio di comprendere, e conseguentemente agire.

Dal 2015 l’associazione ACMOS di Torino, in collaborazione con le associazioni “Rime” di Trieste, “Ser.Mais” di Novara, “21Marzo” di Verbania, “L’Egalitè” di Sarzana, “PrendiParte” di Bologna, “Le Discipline” di Firenze, “Share” di Foligno e  “Uva” di Roma” – riunite dal brand “WECARE”- ha deciso di lanciare, mossa da questo spirito, il Meridiano d’Europa; un progetto, ma prima prima di tutto un viaggio, un frame culturale, una struttura interpretativa per trasformare le informazioni in eventi significativi, e, in tal modo, guidare la partecipazione alla società civile.

Il Meridiano rappresenta un percorso conoscitivo e di formazione, rivolto agli studenti delle scuole superiori delle nostre città. Un cammino comune, condiviso con giornalisti, attivisti e operatori di diversi enti e realtà, destinato ad approfondire le dinamiche che agiscono sull’Europa contemporanea per trasformarle.

Lo stimolo ad avviare questo percorso nasce dall’incontro con due isole, temi generatori di impegno: Lampedusa, porta d’Europa, luogo simbolo delle speranze appese a un filo di migliaia di migranti, presentatisi alle porte del Continente in cerca di pace, sicurezza, futuro. E Utoya, teatro del terribile eccidio compiuto dall’estremista di destra Anders Behring Breivik ai danni dei giovani del partito laburista norvegese nell’estate del 2011.

Un viaggio di riflessione nel cuore delle problematiche del Vecchio Contintente, mossi dalla sete di scoperta e da un convinto senso di appartenenza all’avventura politica dell’Europa unita, vista come un’opportunità da sfruttare, non come un vincolo da cui liberarsi.

Studiare e viaggiare, toccando con mano la pancia della Storia; recandoci  nel 2015 a Srebrenica, in occasione del ventennale del massacro ivi perpetrato, e nel 2016 al confine serbo-ungherese, di fronte alla barriera di filo spinato sulla quale si sono infrante le speranze di migliaia di viaggiatori. Mossi non da una sorta di voyeurismo del macabro ma dalla volontà di esprimere cittadinanza attiva ed europea.

Dal 6 al 10 maggio 2017, 250 ragazzi – a seguito di approfonditi laboratori sui territori- si sono mossi alla volta di Calais e Bruxelles; incontrando le esperienze di volontariato che hanno operato in quell’immenso vuoto legislativo che è stato la “Jungla” francese, portando aiuto e supporto a chi vi risiedeva. E maturando e confrontando riflessioni nella capitale dell’Unione, cuore delle Istituzioni Europee ma anche di tante contraddizioni.

Giorni di viaggio, scanditi da due appuntamenti cardine per il futuro politico della Ue (il ballottaggio presidenziale francese e la Festa d’Europa) da vivere pienamente dai giovani viaggiatori per conoscersi, confrontarsi, e tornare a casa profondamente arricchiti dall’esperienza. L’obiettivo è la costruzione, attraverso il dialogo, di strumenti per rielaborare le violenze che hanno sconvolto le nostre società democratiche, grazie alla promozione del senso di appartenenza ad una Europa migliore.

Consapevoli una volta di più che il cammino verso la costruzione dell’Europa “patria di diritti e di possibilità” sia ancora lungo e arduo. Ma non impossibile, a patto di un impegno condiviso, da ciascuno di noi.

Giacomo Molinari è vice presidente dell’associazione Acmos e responsabile nazionale della rete “We Care”.

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Un commento su “Meridiano d’Europa: 250 giovani in viaggio dai confini al cuore dell’Unione

  1. Alessandro Pipino dice:

    Le persone che sentono coscienza non possono culturalmente accettare gli sonvolgimenti e le violazioni dei diritti umani che si sono verificati storicamente e continuano a verificarsi nella nostra realtà. Per questo motivo, è un conforto venire a conoscenza, che diverse Associazioni collegate di giovani ( meritano un plauso), si spendano per mettere a fuoco gli eventi storici significativi con l’ intento di agire, sulla percezione, sulla cultura delle persone, al fine di infondere negli animi una cultura e sentimenti di Tolleranza e di Pace. Alessandro Pipino Montebelluna (TV) 22/05/2017