“Noi detenuti scontiamo la pena in situazioni che disintegrano la dignità umana”

FOTO REPERTORIO DI CARCERI PER VOTO SU INDULTO“Condizioni di assoluto degrado che disintegrano la dignità umana”. Lo dice uno dei tanti detenuti che mi scrivono descrivendo situazioni drammatiche.

Nelle carceri c’è un’esasperazione che spesso porta a gesti estremi, si soffre il sovraffollamento, la difficoltà a far valere il diritto allo studio o al reinserimento. Servono provvedimenti che restituiscano loro dignità.

Dall’istituto penitenziario di Bollate, a Milano, raccontano : «Viviamo in celle piccolissime, sporche per quanto cerchiamo di tenerle in ordine, con uno spazio ridottissimo, accalcati l’uno sull’altro. Il cibo è di scarsissima qualità e quantità, siamo costretti, per lo più con i soldi dei nostri familiari, a dover fare la spesa con i prodotti che ci vengono imposti ed a prezzi abbondantemente superiori a quelli di mercato. L’assistenza sanitaria lascia altamente a desiderare, finanche le malattie più comuni e più semplici sono mal curate o curate affatto. Per non parlare poi della funzione riabilitativa e reinseritiva che dovrebbe essere alla base del percorso detentivo; in nessun istituto o soltanto in rarissime eccezioni viene permesso ai detenuti di potersi affacciare ad un impegno lavorativo tale da permettergli, una volta scontata la sua pena, di non tornare a delinquere. Non si tiene in debito risalto anche la possibilità di incrementare il grado istruttivo del detenuto. Ciò sicuramente aiuterebbe anche la percezione dei reali sbagli commessi. Le condizioni in cui versiamo tutti noi, salvo rarissime eccezioni sono di assoluto degrado».

Da chi sta scontando una pena all’Ucciardone, a Palermo, arrivano parole analoghe: «Oltre la detenzione che ricordiamo essere la privazione del bene più prezioso di un uomo, cioè la libertà, dobbiamo sopportare anche la condizione afflittiva di una pena accessoria che nessun tribunale ci ha comminato: locali fatiscenti, spazi angusti – tre esseri umani in meno di 9 metri quadrati -, nessuna iniziativa tesa a riscattare la coscienza dei cittadini italiani reclusi e favorirne il loro reinserimento nella società civile».

L’abbandono psicologico, la volontà frustrata di proseguire gli studi vengono segnalate da Parma come da Caltanissetta. Dal primo istituto tre detenuti raccontano di giornate in isolamento 20 ore su 24, niente computer, attività teatrali messe al bando, avviamento alla formazione professionale ridotto ai soli lavori domestici. Chiedono di essere trasferiti in strutture dove è possibile proseguire gli studi: «Se chiediamo uno spazio di libertà e di opinione è perché pensiamo che la ricerca del pensiero deve essere considerata quale manifestazione del grado di civiltà dell’individuo». Da Caltanissetta un giovane, detenuto dal 2006, lamenta di chiedere da sette anni il trasferimento in una struttura dove potere fare l’ultimo anno di scuola superiore.

Da Busto Arsizio sottolineano di essere più di 500 in una struttura che ne potrebbe ospitare 180. Da Poggioreale segnalano celle con 12 persone, doccia due volte la settimana, file chilometriche sotto le intemperie dei familiari per i colloqui. Insomma, ritengono che le condizioni in cui sono “disintegrino la dignità umana” e si sentono “l’ultima discarica sociale”.

Queste lettere dimostrano, se fosse necessario, che un paese civile non può sopportare una simile violazione delle norme più elementari del diritto. Il sovraffollamento carcerario richiede risposte adeguate e non più differibili. Provvedimenti sollecitati recentemente anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio alla Camera.

La Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha predisposto una relazione per l’Assemblea con indirizzi e proposte che fanno proprie le misure indicate dal Capo dello Stato. Tra queste quelle tese a ridurre il numero complessivo dei detenuti, che vanno dall’introduzione della messa alla prova all’ampliamento della applicazione delle misure alternative alla detenzione, dalla espiazione della pena nel paese di origine del reo alla depenalizzazione di alcune fattispecie di reato. Tra i rimedi proposti c’è anche la riduzione del ricorso alla custodia cautelare in carcere e sullo stesso tema è stato già inserito nel calendario dei lavori d’aula Camera un progetto di legge che si propone di rendere più stringenti i criteri per l’applicazione di tale misura, rafforzando così il principio – già esistente nell’impianto del codice – secondo il quale la custodia cautelare in carcere deve essere l’extrema ratio alla quale il giudice deve ricorrere in presenza dei presupposti previsti dalla legge.

Nei giorni scorsi, inoltre, il Governo ha adottato un decreto legge per affrontare l’emergenza carceraria. Provvedimento già stato assegnato alla Commissione Giustizia per l’esame, che comincerà subito dopo la pausa natalizia.

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Un commento su ““Noi detenuti scontiamo la pena in situazioni che disintegrano la dignità umana”

  1. Santino Sardo dice:

    Il Suo è un impegno politico, sociale, civile onesto e serio. E’ pragmatica e idealista insieme, Presidente LAURA BOLDRINI. Pochi rammentano che la Sua è una carica istituzionale di garanzia, e tristemente ignoranti e aggressivi La scambiano o vogliono scambiare per un membro del governo, con infiniti poteri decisionali.
    Ha invece fatto tantissimo, nei limiti della prestigiosa ma non concretamente molto influente né potente carica che ricopre.
    Sta tenendo fede a tutto quanto come sempre con passione espresso nel bellissimo discorso d’insediamento.
    La vera Luce che altri vedevano e vedono in fondo al tunnel è Lei, splendente anche nell’oscuro ingrato tragitto dentro il tunnel.
    Sempre effettivamente, con incredibile (in Italia davvero unica) coerenza dalla parte dei disagiati e più svantaggiati; ammirevole e sincero il Suo lavoro instancabile, le Sue immense qualità umane, tutta la Sua storia testimoniante un operato sin da ragazzina in giro per ogni sud del mondo in concreto aiuto di chi non ha voce : Lei restituisce ai più deboli dignità e una visione meno tenebrosa del futuro.
    Orgoglioso di essere un Suo fervente ammiratore e sostenitore appassionato. Non delude mai, se non gli stolti che si disinformano dando retta ai calunniosi pericolosi giornali e blog che Le vogliono male.
    Lei è più forte di quei criminali malati d’invidia e in disgustosa malafede sparafango.
    Credo e ho fiducia in Lei, veramente Onorevole Presidente BOLDRINI, unica ma potente e incantevole nota positiva del 2013 politico nostrano.
    Grazie, autorevole elegante sensibile Donna coraggiosa dal grande Cuore puro.
    Grazie per tutto ciò che ha compiuto e compie per il prossimo in difficoltà, a tutte le latitudini e in ogni campo perché l’altruismo e l’Umanità non conoscono barriere geografiche né etniche o religiose.
    C’è sempre e solo da imparare e crescere, presso la Sua magnifica Persona.

    in fede
    con stima, sconfinata ammirazione, enorme rispetto, gratitudine, simpatia, affetto, fiducia, solidarietà appassionata e profonda
    Santino
    da Trieste