“Quei disturbi del sonno che hanno rischiato di uccidermi”

di Michelangelo Puglisi

La mia storia comincia quando, all’età di 45 anni, in pochi mesi sono arrivato a pesare 150 chili.

La vita era diventata impossibile, mi alzavo spesso con mal di testa, durante il giorno mi stancavo facilmente, la sonnolenza era sempre in agguato, appena mi era possibile approfittavo per fare dei brevi pisolini che mi ricaricavano solo parzialmente.

Sul lavoro avevo difficoltà a concentrarmi e ripetuti vuoti di memoria. Per potermi mantenere sveglio assumevo anche dieci caffè al giorno e fumavo oltre un pacchetto di sigarette. La notte, inoltre, non avevo un buon sonno, russavo pesantemente e mi svegliavo spesso con la sensazione di soffocamento e fame d’aria, sudavo abbondantemente. Al risveglio ero già stanco.

Pensando che l’abnorme aumento di peso fosse la causa della stanchezza e della sonnolenza, avevo cercato senza successo di dimagrire mettendomi a dieta e facendo più attività fisica, ma inutilmente. Mi trovavo in una situazione difficile, non sapevo come poterne uscire.

Ne avevo parlato anche con un medico il quale, ritenendo si potesse trattare di un problema d’insonnia, mi aveva consigliato una terapia medica specifica con un ipnotico. Il mio sonno, tuttavia, non era migliorato, anzi era aumentata la mia sonnolenza diurna che è stata la causa di tre incidenti automobilistici, dai quali solo per estrema fortuna sono uscito illeso, senza aver colpito altre persone, ma solo con danni materiali. A quel punto mi era chiaro che dovevo assolutamente fare qualcosa, ma non sapevo dove cominciare, visto che ogni precedente tentativo era fallito.

Il caso ha voluto che in visita ad un familiare ricoverato presso una clinica romana, ho trovato una brochure che parlava dei disturbi del sonno. Mi sono subito riconosciuto in molti dei sintomi riportati, ed ho chiesto di poter approfondire l’argomento con uno specialista. Il giorno stesso sono stato da un neurologo ed esperto di disturbi del sonno, il quale, dopo aver sentito il mio racconto, mi ha consigliato di effettuare una polisonnografia sospettando che il mio problema fossero le apnee nel sonno, una patologia ancora molto sottovalutata ma che è responsabile non solo di una ridotta qualità della vita, ma anche ipertensione, diabete, aritmie cardiache, infarto ed ictus.

Abbiamo effettuato l’esame la sera stessa e pochi giorni dopo mi ha chiamato con urgenza per confermare non solo che soffrivo di apnee nel sonno, ma anche in forma grave e probabilmente questa era la causa dei disturbi anche diurni. Durante il sonno avevo 96 apnee l’ora e la saturazione di ossigeno nel sangue scendeva a livelli preoccupanti, ogni apnea terminava con un breve risveglio che  io non percepivo ma che era poi la causa di un sonno scadente, non ristoratore e che giustificava la mia stanchezza al risveglio e gli altri disturbi della giornata. I miei rimedi, come caffè, fumo ed ipno-induttori non facevano altro che peggiorare le mie condizioni.

Da subito abbiamo iniziato una terapia ventilatoria durante il sonno, con un apparecchio che si chiama CPAP e che, attraverso una maschera, mantiene una pressione positiva nelle vie aeree impedendo che si creino punti di ostruzione. Già dopo la prima notte di utilizzo mi sono svegliato riposato, come ormai non mi capitava da anni, di giorno non ero più sonnolento, mi sentivo più vigile e riuscivo ad affrontare la giornata senza eccessiva stanchezza. Nel tempo le mie condizioni sono ulteriormente migliorate, poiché sono riuscito anche a dimagrire e finalmente oggi posso dire di essere tornato a condurre una vita normale e, con grande soddisfazione, mi definisco un ex-paziente OSAS, ovvero Sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

Ripenso a quanto tempo ho perso prima di capire quale fosse la causa ed ho conosciuto tanti pazienti con storie simili ed anche più dolorose: in Italia è stimato che siano almeno 2 milioni le persone che soffrono di apnee nel sonno in modo medio grave e solo una piccola percentuale è diagnosticata e trattata. Ancora oggi è una patologia poco conosciuta e sottostimata, ma le cui conseguenze sono importanti per la qualità della vita, la salute ma anche per i costi sociali.

Solo nel 2014 sono state circa 250 le persone che hanno perso la vita per incidenti della strada da colpi di sonno secondari ad apnee nel sonno, mentre si stima che i costi economici diretti ed indiretti  della Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno siano circa 5 miliardi l’anno.

Michelangelo Puglisi, 49 anni, vive a Roma ed è un legale d’impresa e manager. Gli è stata diagnosticata l’Osas nel 2015. Dopo un anno e mezzo di terapia con CPAP ha perso 48 kg ed ha ripreso una vita normale. Oggi le sue apnee sono passate da 96 a 15 per ora e si tratta ormai solo di apnee posizionali (nel suo caso in posizione supina), ossia apnee che si risolvono semplicemente cambiando posizione, senza più l’esigenza di ricorrere a nessuna terapia. Assirem è un’associazione no profit nata nel 2013 per una corretta informazione ed un’adeguata educazione sulle patologie connesse ai disturbi del sonno, sia dal punto di vista medico scientifico che divulgativo, attraverso attività di aggiornamento, formazione, convegni, studi e pubblicazioni.

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