“Sono vittima della strada, ma non mi arrendo e progetto il futuro”

adelphi-1di Roberto Panella

“Oggi ho 24 anni. Quando ne avevo 18 ho avuto un incidente stradale con lo scooter.

Non ricordo nulla dell’incidente. So cosa mi è successo da quello che mi hanno raccontato. Quel giorno era il 2 luglio 2007. Ero in motorino e stavo facendo ritorno dalla gelateria di un cliente, a cui avevo aggiustato la macchina. Di mestiere faccio il meccanico. All’epoca ero fidanzato ed ero con la mia ragazza.

Una macchina ci ha investito, facendo inversione ad U su una strada a doppia striscia continua, e ci ha preso in pieno. Nell’impatto, la mia ragazza è volata dallo scooter, si è aggrappata al casco e me lo ha strappato. Io sono rimasto bloccato nel motorino che si è spezzato in due, mentre lei è volata sul cofano della macchina che ci ha tamponato. La mia fidanzata ha urlato, mi ha chiamato, io ho tentato di alzarmi all’improvviso, mi è mancata ossigenazione al cervello e sono entrato in coma.

Sono stato in coma naturale 21 giorni e 30 giorni in coma farmacologico. Quando mi sono svegliato ero in ospedale. Appena ho aperto gli occhi mi sono chiesto cosa ci stessi a fare lì. E’ stata mia madre a raccontarmi tutto.

Da allora, la mia vita è cambiata per sempre. Sono stato in rianimazione 75 giorni. Avevo lesioni encefaliche, contusioni polmonari, frattura del femore. Ho subito diversi interventi chirurgici, tra cui anche una cranio plastica ricostruttiva, nel 2008. Ci sono state molte complicazioni. Mi davano per morto, ma sono ancora qui. E sto facendo il lungo e faticoso percorso della riabilitazione. Frequento il centro Adelphi, della Asl E di Roma, dal maggio del 2013. Qui, in questa struttura di eccellenza per la gestione post-ospedaliera delle persone uscite dal coma con gravi traumi, con me ci sono 15 ospiti a tempo pieno e 10 a ciclo diurno.

Nonostante le piccole e grandi difficoltà da superare, da quando mi sono svegliato non ho avuto mai brutti pensieri. Mi sono trovato in ospedale e mi sono adattato a questa vita. All’inizio ero sulla sedia a rotelle, avevo la mano bloccata. Poi, con il tempo e tanto lavoro, sono tornato in piedi e sono riuscito a muovere la mano. Non mi sono arreso mai. Neppure quando pensavo che fosse difficile.

Quando penso al mio futuro, mi aspetto di trovare una ragazza che mi voglia bene e con cui stare insieme. Mi aspetto di trovare lavoro, perché so che ne sono capace e ne ho tutta l’intenzione e la voglia. Vorrei andare ad abitare da solo. So che sono obiettivi difficili, ma io sono giovane e ho tanta forza di volontà ed entusiasmo. E se penso al futuro sono contento”.

Video della visita al Centro Adelphi dell’Asl E di Roma in occasione della Giornata internazionale per i diritti dei disabili

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2 commenti su ““Sono vittima della strada, ma non mi arrendo e progetto il futuro”

  1. Miriam dice:

    Roberto e le altre persone con difficoltà fisiche ci insegnano, (senza volersi mettere in cattedra), che nonostante le avversità ci possano capitare, l’amore per la Vita è più forte di tutto. E da la forza per ricominciare…un passo dopo l’altro con grinta e coraggio senza commiserazioni.
    Mi fa sembrare tutto vanesio il nostro quotidiano lamentarci per stupidaggini, al confronto a quanto sia duro il loro quotidiano.
    Quando siamo delusi, tristi, arrabbiati perché non abbiamo ricevuto o non possiamo comprare qualcosa, dovremmo andare a farci un giro in una corsia, di un qualunque ospedale o di una clinica di riabilitazione, per capire quanto sia fragile la “barriera” tra non-disabilità e disabilità. Allora si, forse, daremo più valore a quello che siamo come persone ed impareremo ad accontentarci ed a ringraziare Qualcuno per essere in piedi sulle nostre gambe.

  2. La visita della Presidente Boldrini al Centro Adelphi resterà a lungo nella memoria di Alessandro, Fabiana, Roberto e di tutte le altre persone che quotidianamente frequentano e operano presso questa struttura.
    Perché l’attenzione e la disponibilità all’ascolto da parte di una così alta carica dello Stato riscaldano il cuore di chi vive con difficoltà l’esperienza della disabilità.
    Ma sono anche un riconoscimento importante dell’impegno con cui la ASL Roma E, attraverso la collaborazione dell’Associazione Risveglio e dell’Istituto Vaccari, interpreta la propria funzione di servizio sanitario pubblico.
    Credo che ci sia un gran bisogno di dimostrare che lo Stato non arretra dinanzi alla crisi ma al contrario salvaguarda e valorizza quelle strutture che danno una risposta credibile e di qualità alla tutela della salute e ai diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
    La visita arriva proprio nei giorni in cui la Regione Lazio ha espresso un parere favorevole alla proposta della ASL Roma E di rendere il Centro Adelphi una struttura stabilmente riconosciuta nell’offerta di servizi riabilitativi territoriali.
    Credo sia un grande risultato nell’interesse dei cittadini e il modo migliore per restituire dignità e credibilità alle nostre istituzioni.
    Il più sentito grazie alla Presidente Boldrini per aver condiviso questo momento e per averci aiutato, con estrema sensibilità e autorevolezza, a riflettere sul senso del nostro lavoro e della nostra missione.
    Angelo Tanese, Direttore Generale ASL Roma E